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Festeggiano la fine del Ramadan ubriacandosi, una donna in ospedale e un giovane in manette a Legnano

La fine del mese sacro dei musulmani è stata la scusa di alcuni giovani nord-africani residenti in città che hanno creato confusione nei parcheggi sotterranei dell'Esselunga in centro

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La fine del Ramadan, il mese sacro dei musulmani durante il quale i fedeli osservano il digiuno per tutta la giornata, è costato caro a due giovani nord-africani che insieme ad altri, non identificati, ieri sera hanno pensato di ubriacarsi oltre ogni limite. La ragazza è finita in ospedale mentre il ragazzo è stato arrestato dai Carabinieri di Legnano al termine di una serata folle.

Tutto è iniziato attorno alle 19 di ieri, giovedì, nei parcheggi sotterranei dell’Esselunga dove è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine a causa di un gruppo di ragazzi totalmente fuori controllo che bivaccava tra le auto in sosta. All’arrivo della pattuglia di Polizia Locale uno dei quattro era nudo e gli altri tre urlavano in preda ai fumi dell’alcol. Gli agenti sono riusciti, però, a fermare solo la ragazza che era particolarmente agitata e ha anche finto un malore.

Gli agenti della locale hanno chiamato i Carabinieri di rinforzo e un’ambulanza. La giovane, una volta arrivati i soccorritori, ha cominciato nuovamente ad agitarsi e a picchiare chiunque tentasse di fermarla. Alla fine si è dovuto ricorrere all’uso di un sedativo per calmarla e portarla in ospedale.

Durante le fasi concitate con la ragazza si è presentato un 20enne, anche lui nord-africano e con precedenti per rapina. Il giovane ha iniziato a minacciare i carabinieri presenti e a opporre resistenza all’identificazione. Per lui è scattato il fermo per resistenza a pubblico ufficiale ma, accompagnato nella caserma di via Guerciotti, ha iniziato a dare di matto e a minacciare il suicidio.

I militari, vista la difficoltà nel gestire il soggetto, in piena notte hanno provato a metterlo ai domiciliari presso l’abitazione che aveva indicato come casa propria ma il ragazzo non è stato nemmeno in grado di trovare le chiavi e dimostrare che quello fosse il suo domicilio. Riportato in caserma si è calmato solo dopo le 3 di notte. Questa mattina è stato processato con rito direttissimo in Tribunale a Busto Arsizio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Maggio 2021
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