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“L’occhio nell’Antico e nel Nuovo Testamento”, un originale libro del dott. Giuseppe Trabucchi

Il volumetto non racconta malattie, come potrebbe far pensare la formazione medica di Trabucchi, ma "come l'occhio , lo sguardo, il vedere siano collocati ad hoc nella Scrittura

trabucchi

“L’occhio nell’Antico e nel Nuovo Testamento”. E’ il titolo di una originale pubblicazione firmata dal dott. Giuseppe Trabucchi. Da 21 anni direttore del reparto di Oculistica dell’ospedale di Legnano, il medico-scrittore rinnova le apprezzate conoscenze in ambito sanitario e svela una profonda spiritualità, come leggiamo nella introduzione: “Lo considero il mio modo personale di lodare il Signore per tutto ciò che rappresenta e ha rappresentato nella mia vita e negli anni della mia professione di oculista”.

Il volumetto (82 pagine, edizioni Mediabout – Milano) non racconta malattie, come potrebbe far pensare la formazione medica di Trabucchi, ma “come l’occhio , lo sguardo, il vedere siano collocati ad hoc nella Scrittura, per guidare il lettore lungo il cammino. Tuttavia, in alcuni brani, mi sono permesso qualche spunto che potesse mettere in relazione quanto raccontato circa la fisiologia dell’occhio e della visione”.

Con la trattazione di argomenti scientifici e spirituali, la prefazione ha visto la firma di due illustri amici del dott. Trabucchi, vale a dire mons. Angelo Cairati, prevosto di Legnano, e il prof. Francesco Bandello primario dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

“Medici come Trabucchi – scrive così mons. Cairati – non piegano la scienza ad un rigido ed autoreferenziale scientismo, sono quindi preziosi, perché sanno coniugare l’umano che trattano, con la personale umanità che sempre coltivano. In questo, la dimensione religiosa della vita è una grande risorsa”.

Il prof. Bandello ricorda gli anni giovanili di Trabucchi, la sua maturazione professionale e oggi “scoprirlo dotto autore di questo libro mi ha più che meravigliato. Ho sempre provato una profonda ammirazione e una sincera invidia per quanti sanno eccellere in settori diversi tra loro, dimostrando qualità, che possono prescindere dai ruoli già acquisiti con successo”.

In “L’occhio nell’Antico e nel Nuovo Testamento”, il dott. Trabucchi ripercorre le Sacre Scritture, estrapolando  testi in cui l’occhio, lo sguardo, la visione vengono chiamati in causa: “Partendo dal libro dalla Genesi e arrivando sino all’Apocalisse, l’alfa e l’omega di quello che per noi cristiani è il Testo sacro per eccellenza, Trabucchi analizza immagini, espressioni, comportamenti, frasi idiomatiche e modi di dire in cui l’occhio fa da protagonista – scrive in una apprezzabile recensione Cristina Masetti sull’ultimo numero della rivista La Martinella – . Corredato da immagini della pittura sacra, il volume non è in vendita: sarà presentato nei prossimi mesi e ceduto in cambio di un’offerta, che sarà devoluta alla parrocchia di San Magno. Nelle intenzioni dell’autore, la prima copia stampata avrebbe dovuto essere un omaggio a suo padre, Marco, che non vedeva l’ora di contemplare il lavoro del figlio. Purtroppo gli è mancato il tempo: il Covid lo ha portato via nel giro di una settimana. Le lacrime hanno riempito gli occhi dei suoi cari, la speranza cristiana li ha detersi”.

Non appena le condizioni pandemiche lo permetteranno, il libro verrà presentato in un incontro in persona. Un desiderio del dott. Trabucchi, perchè, sembra dire, quando si guardano le persone negli occhi, tutto risulta più bello e chiaro.

di direttore@legnanonews.com
Pubblicato il 03 Marzo 2021
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