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Contributi alle associazioni di Legnano, opposizioni: «Grave la riapertura del bando»

Scontro in consiglio comunale a Legnano sui contributi assegnati dalla giunta Radice al mondo dell'associazionismo per l'emergenza Covid

Consiglio comunale Lorenzo Radice

La bagarre intorno ai contributi stanziati per il mondo dell’associazionismo a Legnano era iniziata quando la giunta aveva portato in consiglio comunale il piano di aiuti studiato per la città, annunciando l’intenzione di mettere sul tavolo più di 300mila euro per le associazioni. Ora la procedura per l’assegnazione delle risorse si è conclusa ma la polemica non si è ancora spenta, tanto che le opposizioni durante l’ultima seduta hanno passato al setaccio la decisione dell’amministrazione con un ventaglio di interrogazioni.

«Per i contributi alle associazioni, essendo presente nel nostro comune un regolamento specifico, abbiamo dovuto fare riferimento a quello – ha spiegato il vicesindaco Anna Pavan -. A monte c’è stata una scelta politica, quella di incrementare il fondo destinato a questi contributi (la cifra massima disponibile era di 370mila euro, mentre mediamente alle associazioni vengono concessi tra i 100 e i 130mila euro all’anno, ndr): è stata infatti considerata l’eccezionalità della situazione in cui associazioni, terzo settore e volontariato hanno operato nel corso del 2020 e il nuovo aggravamento della situazione sanitaria emergenziale a partire dal mese di ottobre. Si è dunque ritenuta più che fondata la riapertura del termine per la presentazione delle domande per consentire a tutti i soggetti legittimati di presentare o integrare le domande tenendo conto dell’incidenza anche economica che le misure di prevenzione intervenute dopo il 30 settembre hanno avuto sull’attività programmata per il 2020. Abbiamo scelto di assegnare contributi ordinari e non straordinari perché i contributi una tantum sono finalizzati al sostegno di una specifica iniziativa o attività del beneficiario, al contrario l’intervento economico messo in campo dall’amministrazione è andato a sostegno delle attività ordinarie che i beneficiari hanno realizzato nel corso dell’intero 2020».

«Le domande sono state esaminate dai dirigenti, che hanno assegnato dei punteggi in base a varie categorie, ognuna con un range per l’attribuzione dei punti – ha aggiunto Pavan -. L’elemento discriminante non è stata tanto la cifra richiesta dall’associazione, tanto che quasi sempre questo contributo è inferiore a quanto richiesto, ma il disavanzo di bilancio preventivato per il 2020. A seguito di una valutazione istruttoria, gli uffici hanno calcolato la cifra da assegnare, che in ogni caso non poteva superare quella richiesta dall’associazione. Il tabulato è stato poi sottoposto alla giunta per l’adozione: qualora la somma delle quote assegnate ai beneficiari fosse stata superiore alla disponibilità, sarebbe stata abbattuta in maniera del tutto proporzionale e non discrezionale da parte della giunta, ma quest’anno questo ulteriore passaggio non è stato necessario. I fondi residuati verranno comunque destinati all’emergenza Covid».

Le spiegazioni dell’assessore ai servizi sociali non hanno convinto però né il Movimento dei Cittadini, né Forza Italia. «La mia domanda non verteva sulle ragioni politiche alla base della scelta, ma su quelle giuridiche: c’è stata una delibera di giunta che ha violato palesemente il regolamento e non può farlo, non perché siete stati eletti potete fare quello che volete – ha replicato Franco Brumana -. Il rispetto della legalità va tuttora perseguito: sono preoccupato perché se si dovessero ripetere fatti di così grave illegalità bisognerà controllare ogni cosa. L’entità delle somme messe a disposizione è esagerata: è una scelta politica e a mio avviso risponde alla ricerca di consensi. La riapertura inoltre ha penalizzato alcune associazioni, che non ne sono venute a conoscenza per tempo e il criterio fondamentale è stato quello del bilancio negativo: vi rendete conto che così state penalizzando le associazioni virtuose?».

Altrettanto duro Letterio Munafò, capogruppo degli Azzurri, che ha preannunciato l’intenzione di tornare sull’argomento con una nuova interrogazione. «L’assessore Pavan si arrampica sugli specchi e molto spesso scivola. Un bilancio negativo non può essere premiante rispetto a chi in maniera parsimoniosa ha svolto la sua attività facendo dei sacrifici. Avete esagerato: la gente che ha svolto davvero attività e ha cercato di farlo nel modo migliore ha preso quattro soldi mentre alcuni enti hanno preso cifre spaventose. Queste somme le avete recuperate dal bilancio e potevate destinarle alle fragilità della città di Legnano. La cosa più negativa che avete fatto però è riaprire il bando, un fatto di gravità assoluta: probabilmente pensate che il comune sia di vostra proprietà e che quindi potete fare quello che volete ma non è così».

Capitolo a parte le interrogazioni presentate dalla civica della coalizione di centrodestra, slittate alla seconda serata dopo che il capogruppo Francesco Toia ha lamentato l’impossibilità di prendere visione per tempo della documentazione richiesta. In questo nel mirino sono finite due specifiche cooperative che hanno ricevuto il finanziamento: La Mano e Italia Sahel Lavoro.

Per la prima la lista Toia chiedeva conto della composizione del consiglio di amministrazione ma «il regolamento in vigore prevede che venga presentata una serie di documenti tra i quali non figura l’assetto in atto della società – ha spiegato Pavan – e gli uffici non sono in grado né di richiederlo, né di verificarlo». Per la cooperativa che gestisce il centro Pertini di Mazzafame, invece, il punto “dolente” toccato dalla lista Toia riguardava il doppio contributo ricevuto, sia per l’attività sociale che come micro-impresa. «Il bando per i contributi di dicembre non prevedeva incompatibilità con l’erogazione di altri contributi – ha chiarito il vicesindaco -. A norma di regolamento il limite massimo per l’erogazione di contributi ordinari è il deficit preventivato a bilancio per l’esercizio in corso: nel caso specifico la cooperativa ha previsto un deficit di 20mila euro rispetto ai quali le è stato riconosciuto un contributo di 18mila euro, e pertanto anche con il concorso del contributo ricevuto dal bando del commercio non ha superato questa soglia. Per il bando relativo al commercio, invece, la soglia era di 200mila euro di contributi».

«Il problema è che siano stati dati due volte i contributi – ha replicato Toia, invitando i cittadini a consultare le visure camerali delle due cooperative -: non ci sono impedimenti ma forse sarebbe stata cosa buona e giusta una clausola che evitasse la sovrapposizione e magari dare un aiuto ad un’altra attività commerciale messa in ginocchio dalla situazione».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 24 Gennaio 2021
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