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18 gennaio 1966, l’ultima corsa del tram a Legnano, che trasportava centinaia di persone

tram Legnano

Negli ultimi anni portava sulle strade anche un po’ di colore, il tram, con il biancorosso che aveva sostituito il marroncino delle sferraglianti vetture che percorrevano la statale verso Corso Sempione, a Milano. (In apertura dell’articolo: tram al deposito di Canazza, particolare di foto Umberto Garbagnati, collezione Roberto Morandi, pubblicata qui)

E in un giorno grigio d’inverno, il 18 gennaio 1966, il tram se ne andò per sempre da Legnano: la Stie passò ai “moderni autopullman”, rinunciando al mezzo su rotaia.

Il tram già da 15 anni non si vedeva già già in centro città, non sfiorava più Palazzo Malinverni, non salutava più il monumento all’Alberto da Giussano mentre svoltava in via Micca: dall’ottobre 1951 era stata eliminata la sezione di linea da Legnano a Gallarate (con relative diramazioni nel Gallaratese) e le corse per Milano partivano dalla Canazza, davanti all’area del deposito, che dopo il 1966 fu ceduta all’ospedale (nel frattempo trasferito, sappiamo bene).

Il tram era arrivato a Legnano il 15 settembre 1880, primo tronco della linea da Milano che pochi mesi dopo (nella primavera 1881) raggiunse il capolinea definitivo, Gallarate. Inizialmente era un “gambadelegn”, un serpente di carrozzette trainate da locomotive a vapore. Poi nel 1915 arrivarono i “tram bianchi”, che con il loro candore sottolineavano l’energia elettrica pulita che li muoveva. Le vetture erano poi divenute marroni, durante la guerra erano comparse le strisce bianche sul davanti, per rendere visibili le vetture che giravano a fari spenti, per l’oscuramento. Il tram sopravvisse alla guerra, anche se in qualche occasione fu mitragliato, ma non sopravvisse alla modernità, che allora si identificava con l’automobile.

Nel 1951 fu eliminato il tratto verso Gallarate, pochi anni dopo le vetture passarono ai colori di Legnano, il bianco e il rosso: un modo per dare un’immagine più moderna e vivace ai tram, che avevano 30 o 40 anni di servizio alle spalle. Il tram ne portava, di gente: in alcuni momenti bastava una sola motrice, ma nelle ore di punta, ancora a inizio anni Sessanta, il tram aveva 3-4 carrozze, che volevano dire 300 persone, l’equivalente di cinque o sei pullman.

Un servizio importante, che la Stie cercò di mantenere, proponendo di modernizzare la linea, proponendo l’acquisto di nuovi tram e la realizzazione di qualche km di percorso autonomo dalla strada del Sempione. L’Anas però aveva “fame” di spazio e chiese di eliminare il “marciatram” per allargare il Sempione: scomparve così la corsia destinata al mezzo pubblico e gli autopullman – così si diceva allora – si trovarono a fare la coda insieme alle auto. Il destino del tram legnanese fu seguito anche da tante altre linee extraurbane intorno a Milano, ridotte ormai a una sola linea, la Milano-Limbiate (mentre un’altra, la Milano-Desio-Seregno attende da tempo di essere riattivata).

La scomparsa pressoché integrale di tutte le tranvie interurbane – a Milano e nel resto dell’Italia – ha creato un “anello mancante” tra il servizio ferroviario e il trasporto urbano, relegando una fetta troppo grande di trasporto pubblico a schiere di autobus letteralmente sommerse dal traffico automobilistico (Giorgio Stagni)

Un po’ di nostalgia per il tram riaffiora di tanto in tanto anche nel Legnanese, con la curiosità di quelle vecchie immagini in bianco e nero che l’ingegnere Alessandro Albè (scomparso per Covid nel 2020) aveva raccolto in un bel libro insieme ad altri due appassionati di trasporti, Guido Boerani e Gianpietro Dall’Olio. C’è una pagina Facebook che ricorda ul tram nella zona di Gallarate. Sono rimasti invece vani tutti i tentativi di pensare a un ritorno del tram a Legnano in forme nuove e più moderne, complice forse anche l’edificazione disordinata di tutto l’asse del Sempione.

Ma non si sa mai, in tutta Europa il tram vive una fase di ritorno: in Francia lo stanno ormai reintroducendo anche città di piccole dimensioni e anche in Italia non mancano nuovi esempi fortunati di nuovi tram, come quelli di Firenze, Padova o Cagliari.

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Pubblicato il 18 Gennaio 2021
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