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In consiglio comunale gli aiuti per l’emergenza covid, le opposizioni: «Si deve fare di più»

Dalle minoranze la richiesta di più aiuti come pasti gratuiti per chi è in isolamento

Pavan

Confronto serrato in consiglio comunale sulla gestione dell’emergenza coronavirus, sulla quale l’opposizione chiede un maggiore impegno da parte dell’amministrazione che ha messo in campo una lunga serie di azioni «utili ma non sufficienti».

«Anche in questa emergenza – ha puntualizzato il consigliere comunale del Pd, Luca Benetti – vogliamo governare con la comunità ascoltando gli attori che operano sul territorio (medici di medicina generale, operatori delle RSA e farmacisti), raggiungere chi ha bisogno e lavorare insieme per dare loro risposte senza sostituirci alle istituzioni. Sapere che c’è chi si mette a disposizione per gli altri nonostante le difficoltà mi rende orgoglioso di essere legnanese. Non vogliamo lasciare indietro nessuno».

Vice sindaco e assessore alla sanità, è stata Anna Maria Pavan ad entrare nel dettaglio degli interventi comunali attuati o in fase di attuazione per aiutare i cittadini in questa emergenza sanitaria: «A circa il 3% dei legnanesi – ha ricordato l’assessore – è stato diagnosticato il Covid, un dato alto dal punto di vista epidemiologico. Ad oggi sono 900 le persone in isolamento perché identificati come Covid positivi: il 15 ottobre erano 100: i casi da allora ad oggi si sono decuplicati. Dall’inizio della pandemia in città sono stati registrati 2.112 casi. Tra le prime azione, oltre alla pubblicazione sul sito dei dati epidemiologici e delle informazioni utili alla cittadinanza sull’emergenza, abbiamo riattivato la centrale operativa comunale dove la Polizia Locale e il Comune hanno operato insieme a Protezione Civile, Croce Rossa, Auser e Caritas con numerosissimi interventi come la consegna a domicilio di spesa e farmaci. Le richieste che arrivano dai cittadini riguardano  però soprattutto il supporto sanitario e infermieristico per chi presenta sintomi e non è ricoverato: sul territorio abbiamo una sola Usca e non è sufficiente. Non è il comune che può prestare questo servizio, ma abbiamo attivato contatti con Ats e Asst per capire come intendano  muoversi per risolvere questo problema. Da lunedì 16 novembre l’Urp amplierà gli orari di accesso alle telefonate. Contatteremo chi è a casa in isolamento e abbiamo dato indicazione di fare un primo screening. Stiamo inoltre lavorando per trovare una  modalità con cui coordinare tutte le associazioni che offrono aiuti per fare una rete e capire come possiamo renderci utili vicendevolmente e dare risposte alla cittadinanza».

L’assessore si è detta assolutamente concorde su quanto affermato dalle minoranze nell’interrogazione: «Non bastano un telefono, una mail e un sito per raggiungere tutti i cittadini. Abbiamo attivato i buoni spesi con piattaforma elettronica di Anci che consente di coinvolgere  di tutti i commercianti, anche quelli di vicinato. Stiamo lavorando sui negozi di comunità che prestano servizi come la consegna di certificati e infine parte dei fondi sarà accantonata per iniziative di microcredito con  Fondazione Ticino Olona per chi ancora aspetta la cassa integrazione».

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, che resta il problema prioritario, il vicesindaco ha citato anche gli Alberghi Covid per chi è positivo ma non necessita il ricovero: «Abbiamo sollecitato tutti gli esercizi – ha spiegato Pavan -, ci sono due alberghi a Milano e uno a Lodi a servizio anche dei nostri cittadini ma sarebbe importante averne uno anche più vicino: a Legnano stiamo lavorando con un operatore ma non è facile attivare questo servizio».

La risposta della giunta non ha però soddisfatto i consiglieri che hanno presentato le interrogazioni. Il consigliere del Movimento dei Cittadini, Franco Brumana, ritiene indispensabile trovare maggiori risorse dal bilancio, riducendo gli sprechi, per l’emergenza: «Bisogna intervenire sulle tasse, non fare pagare quella sui rifiuti», ha chiesto il consigliere, che ha evidenziato la necessità di un servizio psicologico con un numero verde attivo 24 ore su 24 e di un maggior numero di  educatori comunali per il pre e post scuola. Brumana ha poi ricordato il caso della Rsa Accorsi, dove è mancato un ruolo di controllo e di intervento da parte del Comune, e la necessità degli Hotel covid.

Critica anche la consigliere della Lega, Daniela Laffusa che ha riportato casi concreti dove il Comune non ha agito con i suoi assistenti sociali in maniera rapida e coordinata con le associazioni del territorio: «A questa persona anziana e sola – ha riportato Laffusa – sono stati proposti due pasti a domicilio per un costo di 7 euro l’uno: l’associazione Sole nel Cuore ha offerto la sua collaborazione. E’ uno scandalo che una donna pensionata debba pagare queste cifre per il servizio. Avete parlato tanto di coraggio in campagna elettorale. Io vi chiedo il coraggio di osare perché i nostri cittadini siano tutelati». La consigliera Carolina Toia ha chiesto che i pasti a domicilio non abbiamo costi per chi è in isolamento ed è solo.

«A questa associazione e a tutti coloro che vogliono mettersi a disposizione ribadisco che e porte sono aperte a tutti» ha quindi risposto il sindaco che a inizio consiglio ha invitato a lavorare, compatti e uniti per dare risposte alla cittadinanza.

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 14 Novembre 2020
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