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Legnano, a 50 anni perde il lavoro e fonda una start up: «Nessuno dovrebbe sentirsi inutile»

Il legnanese Antonio Prestieri ha deciso di mettersi in proprio e fondare una start up. Sfruttando le proprie passioni e competenze per il digitale e il food, ha dato vita a Fight eat club, il primo portale di sfide on line tra cuochi amatoriali

Generico 2018

Sulla soglia dei 50 anni ha perso il lavoro e invece di abbattersi il legnanese Antonio Prestieri ha deciso di mettersi in proprio e fondare una start up. Sfruttando le proprie passioni e competenze per il digitale e il food, ha dato vita a Fight eat club, il primo portale di sfide on line tra cuochi amatoriali. «Gli chef – spiega Prestieri – per vincere premi ed ottenere visibilità su Professione Food realizzano contenuti video sul tema Food, li #condividono per ottenere visualizzazioni e voti che gli permettono di ottenere collaborazioni retribuite, inoltre per partecipare ai Contest acquistano i prodotti enogastronomici delle aziende associate al Club dei Produttori. Quest’ultime aderendo ad un innovativo strumento di Programmatic Advertising ottengono la vendita dei propri prodotti on line, l’incremento della propria visibilità social, e continuativi contenuti video a tema Food per il web creati dalla nostra community di cuochi amatoriali, aspiranti professionisti e chef».

Ad Antonio Prestieri si sono uniti altri professionisti legnanese che insieme gestiscono la Borass Srs, sturt up nata nonostante i tanti ostacoli buroctatici, finanziari e tecnologici: «Il Sistema-Paese per le Start Up, ma un po’ per tutto il mondo dell’imprese, è ancora indietro rispetto al resto del mondo.  Le difficoltà sono le solite – spiega Prestieri – : burocrazia, finanziamenti, tecnologia.  Viviamo su un’onda, alti e bassi che solo grazie alla nostra esperienza siamo riusciti a gestire. Un giorno ad un convegno per le Start-up mi hanno scambiato per uno dei relatori, è stato divertente vedere l’imbarazzo dello staff dell’organizzazione dovermi accompagnare in sala tra le centinaia di ventenni. La burocrazia è forse il problema più spinoso, perché si tratta di un cambio culturale che al momento non si vede in Italia. Abbiamo vinto diversi bandi, ma per ognuno di essi abbiamo impegnato tempo e risorse distratte al business. Per esempio, solo per Smart & Start di Invitalia siamo stati impegnati quasi 10 mesi e, pur ottenendo oltre 200 mila euro di finanziamento, ad oggi i cavilli burocratici ci bloccano in un limbo simile ad una perenne chimera. Anche in questo caso non ci siamo persi d’animo. Abbiamo attivato un percorso per trovare Fondi e Investitori in Equity: stiamo bussando alle porte di Venture Capital (principalmente esteri), Private Equity (Investitori e new Partner), e attivato una raccolta Crowdfunding su GoFoundMe – per trovare Sostenitori in modo da inserire gratuitamente i produttori italiani nel circuito. Ripartire a 50 anni, inventare un business partendo dal cuore, dalle passioni di una vita, usando la propria esperienza, è una sfida che voglio vincere per me e per le tante persone come me. Nessuno dovrebbe sentirsi finito e inutile, non possiamo sparire per uno 0,001% di recupero margine di una multinazionale».

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 28 Settembre 2020
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