“Riduciamo il traffico privato, non il servizio pubblico”

L'invito è di Stefano Quaglia del "Movimento dei Cittadini", riproponendo la vicenda dell'arretramento del capolinea milanese dei bus “diretti” di Movibus

Torna argomento d'attualità la vicenda del capolinea milanese dei bus “diretti” di Movibus. A togliere il silenzio che lo ha  avvolto da tempo ci ha pensato Stefano Quaglia, esponente del "Movimento dei Cittadini" che sostiene la candidatura a sindaco dell'avv. Franco Brumana.

[pubblicita] "La città di Milano vuole “espellere” i bus dei pendolari dal centro del capoluogo, e vuole costringere ad adeguarsi alla “logica dell’interscambio” – spiega Quaglia – secondo la quale è sufficiente che i passeggeri siano scaricati in una periferica stazione della metropolitana per poi raggiungere il resto di Milano.Ai pendolari per ora resta il salasso tariffario, che con il nuovo sistema STIBM “a corone” è punitivo per chi non usa i mezzi ATM, con una lievitazione da 488 a 712 euro all’anno (+ 46%)".

Per il “Movimento dei Cittadini” il futuro di Legnano passa inevitabilmente per un nuovo modello di mobilità: "Ai pendolari è stato concesso di limitare l’arretramento a Lampugnano o a QT8, anziché a Molino Dorino come inizialmente previsto. (…) Perché in una fase in cui si deve cercare di ridurre a ogni costo il traffico privato dobbiamo assistere al taglio di un servizio pubblico che in poco più di mezz’ora collega il centro di Legnano con quello di Milano, anche con frequenze di 5 minuti? Circa 2.400 passeggeri al giorno per direzione e 1.200.000 km all’anno non sono pochi e mettono ancor più in rilievo l’importanza di queste autolinee. Le linee Z602 e Z603 sono una valida alternativa a un servizio ferroviario che rischia di collassare, dovrebbero essere addirittura implementate!".

Quaglia conclude con una speranza: "Visto che il sindaco metropolitano Sala non sembra per nulla interessato ai problemi dei pendolari della sua città metropolitana, contiamo sulla sensibilità del nuovo presidente dell’Agenzia TPL Daniele Barbone, che ben dovrebbe conoscere l’Alto Milanese visto che si è occupato di ACCAM, Elcon e dell’impianto biogas di Legnano".

di direttore@legnanonews.com
Pubblicato il 05 Marzo 2020
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