Nuovo impianto fotovoltaico da 4,5 ettari in via Marzorati? A Nerviano è levata di scudi
Dopo la pubblicazione dell'avviso dell'indizione di una conferenza di servizi per il progetto relativo al nuovo impianto fotovoltaico, si sono scatenate le proteste sui social e da parte della politica
Un nuovo impianto fotovoltaico in via Marzorati a Nerviano, nei prati della Bergamina? Lunedì 10 agosto sul sito istituzionale del Comune è stato pubblicato l’avviso dell’indizione di una conferenza di servizi per l’acquisizione di pareri, nulla osta e autorizzazioni relativi al progetto, che in poche ore ha provocato una levata di scudi tanto sui social, quanto da parte della politica.
Il progetto
Il progetto, presentato da un produttore indipendente di energia rinnovabile che sta sviluppando impianti fotovoltaici in tutta Italia, punta alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra con una potenza di 2.584,40 kWp e delle relative opere di connessione alla rete. Si parla di un’estensione totale di circa 45mila metri quadri, che la srl ritiene possibile localizzare in via Marzorati dal momento che in base al piano di governo del territorio comunale «l’area oggetto d’intervento è classificata come area agricola ed è idonea alla realizzazione di impianti fotovoltaici ai sensi del decreto legislativo 199/2021 – come si legge nella relazione illustrativa -, essendo localizzata entro un raggio di 350 metri dagli stabilimenti» industriali esistenti.
L’impianto in base al progetto avrebbe una propria viabilità interna e perimetrale, un accesso carrabile, una recinzione perimetrale e un sistema di videosorveglianza. Sono previste una serie di opere di mitigazione, con la piantumazione di siepi lungo il perimetro, a ridosso ed esternamente alla recinzione, composta di specie «di origine autoctona al fine di promuovere la tutela e la diffusione delle specie forestali autoctone e indigene del territorio regionale», che «saranno inoltre adatte alle caratteristiche pedo-climatiche dell’area». L’intera area di progetto, dove è prevista l’installazione di poco meno di 4mila moduli fotovoltaici, sarà invece mantenuta a prato.
QUI TUTTA LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA AL PROGETTO
La sindaca: “Sì alle rinnovabili, ma senza rinunciare alla difesa del territorio”
«La conferenza di servizi, da convocare entro cinque giorni dalla presentazione della richiesta del soggetto privato, è un adempimento tecnico-amministrativo obbligatorio previsto dalla legge e non costituisce né un atto politico, né un’approvazione del progetto – ha spiegato la sindaca Daniela Colombo dopo le proteste -. È opportuno, infatti, ricordare che l’iter discende dall’applicazione del decreto legislativo 190/2024, il Testo Unico sulle Energie Rinnovabili, approvato dal Governo Meloni e attuato sotto la competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure autorizzative degli impianti da fonti rinnovabili».
«L’amministrazione comunale ribadisce il proprio convinto sostegno alla transizione ecologica e allo sviluppo delle energie rinnovabili, obiettivi oggi imprescindibili per il futuro del Paese e delle comunità locali – aggiunge la prima cittadina -. Allo stesso tempo ritiene che la sostenibilità debba procedere di pari passo con la tutela del territorio, del paesaggio e delle aree agricole, evitando che la transizione energetica avvenga a discapito degli spazi aperti e degli ambiti di maggior valore naturalistico e paesaggistico. Per questo seguirà con la massima attenzione l’iter in corso affinché ogni valutazione venga svolta nel pieno rispetto delle norme e nell’interesse della comunità di Nerviano. La nostra posizione è chiara: sì alle energie rinnovabili ma senza rinunciare alla difesa e alla valorizzazione del territorio».
La Lega: “Massima mobilitazione contro il progetto”
La Lega, intanto, è pronta alla mobilitazione. «Parliamo di un lotto di terreno di ben 40mila metri quadrati: l’equivalente di circa sei campi da calcio regolari cancellati e coperti di pannelli – sottolineano dal Carroccio -. La nostra è una posizione ferma, storica e senza sfumature: questo attacco al territorio va respinto e rispedito al mittente senza se e senza ma! La Bergamina non è un semplice pezzo di terra. È un’area verde strategica, situata a pochissima distanza dal nostro centro storico, dall’Olona e dal Villoresi. Rappresenta un pezzo fondamentale della storia e del cuore della nostra comunità, un patrimonio identitario che deve restare esattamente così come è sempre stato da decenni».
«La salvaguardia di questo polmone verde fa parte del DNA della Lega a Nerviano – continuano dalla Lega -. Già negli anni ’90, insieme ai cittadini, vi furono raccolte firme e manifestazioni popolari per difenderlo dall’assalto dei capannoni. Appena insediati al governo del Comune nel dicembre 1994, come amministratori e consiglieri comunali mettemmo questa priorità davanti a tutto: approvammo d’urgenza una variante urbanistica di salvaguardia, assumendoci responsabilità enormi in prima persona pur di tutelare il nostro ambiente. Ogni volta che ha amministrato, la Lega ha sempre difeso, protetto e tutelato questa zona, mantenendola a verde agricolo e, per garantire una tutela ancora maggiore, inserendola all’interno del Parco dei Mulini».
«Oggi, questa minaccia estiva vuole cancellare decenni di tutele ambientali in nome di un presunto “interesse pubblico, indifferibile ed urgente” che non può e non deve giustificare un simile scempio a terra su suolo agricolo e protetto – concludono dal Carroccio -. Non possiamo permettere che Nerviano torni indietro nel tempo. Invitiamo tutte le forze politiche, i movimenti ambientalisti e ogni singolo cittadino nervianese, oltre ogni colore politico, a unirsi in una massima mobilitazione per respingere questo progetto».









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