Ministro Giorgietti da Castellanza: “Se la crisi energetica continuerà la recessione arriverà”
Le parole del ministro sul rischio di recessione non sono una novità, ma nell'aula magna della Liuc sono risuonate come una linea rossa per evidenziare un confronto sempre più teso tra governo e Commissione europea sulle regole fiscali
«Sul patto di stabilità Ue, la risposta della Commissione Europea la conosciamo, la sappiamo benissimo: solo in caso di grave recessione possiamo derogarlo» ha dichiarato il ministro dell’Economia Giorgetti sabato 11 aprile alla Liuc di Castellanza in occasione del il festival “Costruire il Futuro: Giovani, Lavoro e Università nell’Italia che Cambia”. Certo le parole del ministro sul rischio di recessione non sono una novità, ma nell’aula magna della Liuc sono risuonate come una linea rossa per evidenziare un confronto sempre più teso tra governo e Commissione europea sulle regole fiscali.
Di fatto il Patto di stabilità dell’UE impone impone ai Paesi UE di tenere deficit e debito sotto controllo per garantire stabilità economica. L’Europa non vuole eliminarlo perché convinsta serva a proteggere l’Euro e mantenere fiducia tra gli Stati membri evitando crisi finanziarie.
Dal canto sui l’Italia chiede di allentarlo perché queste regole restringerebbero la spesa necessaria per sostenere economia e crescita, soprattutto in fasi di crisi come quella in corso. A fronte del contesto geopolitico attuale, tra guerre e crisi energetiche la posizione Europea appare sin troppo rigida tanto che il ministro ha poi aggiunto: «Temo che, se la situazione continuerà così sul fronte dell’energia e degli oli combustibili, la recessione arriverà». Affermazioni che si inseriscono in una linea comunicativa che il Governo porta avanti da giorni. Per palazzo Chigi l’aumento dei costi energetici e dei combustibili rappresenta una minaccia concreta per la crescita economica italiana e, più in generale, europea. Come lascia intendere il ministro, aspettare la recessione per intervenire potrebbe significare arrivare troppo tardi.
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