Il ricordo di Daniela Rossi: “Don Viganò fu il prete dei ragazzi di San Vittore Olona”
Daniela Maria Rossi ha voluto ricordare il sacerdote deceduto nei giorni scorsi, una figura che ha lasciato il segno nella comunità sanvittorese
Il ricordo di don Gianni resta vivo nella comunità sanvittorese, che oggi lo saluta con gratitudine per quanto ha saputo donare, soprattutto ai giovani, lasciando un’eredità fatta di valori, relazioni e memoria condivisa. Il sacerdote è deceduto nei giorni scorsi. Tra i ricordi più sentiti, quello di Daniela Maria Rossi che ha voluto omaggiarlo con parole cariche di emozione. Di seguito la testimonianza della sanvittorese.
Don Gianni Viganò arrivò a San Vittore Olona nel 1964, dopo un periodo di lutti per la comunità sanvittorese. In un anno avevamo perso due amatissimi sacerdoti: il parroco, don Giuseppe Magni, uomo di grande carisma, arrivato da noi nel 1908, e don Carlo Spreafico, giovane e bravissimo prete dell’oratorio morto sulla Grigna in tragiche circostanze. Subito dopo, nell’autunno del 1963 era arrivato, novello parroco, don Giovanni Giuliani, altra figura destinata a lasciare un importante segno in paese. Don Gianni, appena ordinato sacerdote dal Cardinale Giovanni Colombo, diventò, in poco tempo, un riferimento per noi ragazzi di allora, pieni di entusiasmo, di voglia di cambiamento, noi che respiravamo i venti premonitori di un sommovimento socio culturale che oggi definiamo “il ‘68” Gli oratori in quegli anni si sono trovati centro di una profonda trasformazione, sospesi tra la tradizione educativa cattolica e ‘ondata di contestazione giovanile che ha investito anche il mondo religioso, specialmente dopo il Concilio Vaticano II; un tempo tutto nuovo, sconosciuto, che occorreva “governare” per non lasciare che i ragazzi cadessero in uno stato di disorientamento che avrebbe compromesso il risveglio del desiderio di autenticità nella vita e di cambiamento nel mondo che stava alla base della contestazione giovanile in quell’epoca.
Don Gianni, con i suoi modi semplici e buoni, con la sua presenza costante, attiva, coinvolgente, riuscì a creare un ambiente di grande ricchezza umana basata sui valori fondamentali del nostro vivere, sul rispetto e sull’importanza delle relazioni e sull’amicizia. Con lui sono iniziati i campeggi , venuti su con la disponibilità dei ragazzi più grandi che dedicavano molto tempo a organizzare tutto: trasporti, montaggi, gabinetti, docce, scorte di cibo; sua l’idea della crociata della bontà che coinvolse tutto il paese; sua l’idea delle squadre giovanili calcio che hanno festeggiato i 50 anni nel 2024 proprio alla presenza di don Gianni che, a sua volta, festeggiava il 60mo di ordinazione.Tante tante altre cose abbiamo vissuto in quegli anni splendidi insieme a lui. Come non ricordare le domeniche sere a casa sua a discutere del messaggio che “un certo don Giussani “ seminava tra gli universitari di Milano : Comunione e Liberazione era all’inizio della sua storia con l’integrità e la purezza del desiderio di rinnovamento che la contraddistingueva. Insomma, anche a San Vittore Olona c’era un grande fermento che noi abbiamo respirato a pieni polmoni; un’esperienza che ha prodotto la consapevolezza che la vita, per definirsi tale, deve essere vissuta con impegno, in qualunque campo ci si trovi a vivere: la famiglia, il lavoro, la parrocchia, la politica, l’amicizia, lo sport, la cultura.
Noi, ragazzi di quel tempo, ragazzi di don Gianni, abbiamo avuto la fortuna di averlo sperimentato profondamente, grazie anche a lui che non ha mai chiuso le porte, anzi, ha lasciato entrare , senza che noi ce ne rendessimo ben conto, le aspirazioni migliori che quel tempo stava producendo. Don Gianni, siamo sicuri che per te si avvererà il ritornello di una canzone cantata migliaia di volte: “quello che lasci tu lo conosci, il tuo Signore cosa ti dà? Il centuplo quaggiù e..l’eternità”. Don Gianni, siamo in tanti, ora come allora, a ricordarti con sincera e profonda gratitudine.
Daniela Maria Rossi









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