Quando un sogno cambia la storia del caffè italiano. Cento anni fa nasceva a Parabiago l’Officina Rancilio
A marzo di cento anni fa Roberto Rancilio depositava in Comune la richiesta di inizio attività della "Officina Elettromeccanica R. Rancilio"
Italia, 1926. Le “leggi fascistissime” completano la trasformazione del fascismo in dittatura, si conclude la costruzione della Milano – Laghi, nasce l’ISTAT. A Parabiago inizia l’epopea industriale di Roberto Rancilio, che a marzo di cento anni fa deposita in Comune la richiesta di inizio attività della “Officina Elettromeccanica R. Rancilio”. Quel giorno non apre solo una bottega artigiana, ma inizia la storia d’impresa di quello che sarebbe diventato pioniere del “bar all’italiana”, delle sue macchine per caffé e di un’azienda che ancora oggi porta il nome di Parabiago in tutto il mondo.
A quel tempo Roberto Rancilio è un giovane operaio, e nella sua officina nel cuore della città decide di dedicarsi alla produzione di un’invenzione tutto sommato recente: la macchina per caffé istantanea, brevettata nel 1901 dall’ingegnere milanese Luigi Bezzera. È un cambiamento radicale in una zona già allora dedita al calzaturiero, ma si rivelerà un colpo di genio. La prima macchina per caffé “firmata” Rancilio arriva nel 1927: è la mitica “Regina”, la prima macchina a colonna a vapore, un mix di estetica dell’epoca e di precisione millimetrica. Da lì l’evoluzione non si è più fermata.

Roberto Rancilio, fino alla sua morte nel 1956, di macchine per caffè ne realizzerà tantissime, da quelle istantanee a struttura verticale a quelle con il nuovo sistema a leva. E dopo di lui continueranno a farlo i suoi tre figli, Francesco, Antonio e Romano; con loro l’azienda di famiglia si lascerà sempre di più alle spalle le origini artigianali, fino a portare il marchio Rancilio in tutto il mercato internazionale.
Gli anni ’70 segnano un punto di svolta per la Rancilio. In Italia sono gli “anni di piombo”, gli anni dell’austerity, ma anche gli anni delle riforme sociali e dei diritti. Nel 1971 l’azienda di Parabiago bussa alla porta di uno dei padri fondatori del design industriale italiano del Dopoguerra: Marco Zanuso, architetto che vanta collaborazioni con realtà come Olivetti e Brionvega. Dalla collaborazione nascerà la Z8, la prima macchina per caffè ad erogazione della Rancilio, che resterà in produzione fino al 1980. Solo un anno prima, l’azienda si era trasferita dal centro ad un’area da 70mila metri quadri.
Oggi la memoria storica dell’avventura imprenditoriale avviata da Roberto Rancilio è conservata dal museo “Officina Rancilio 1926”, che ha sede in via Galeazzi a Parabiago, lì dove nel 1926 Roberto Rancilio ha aperto la sua prima officina meccanica.









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