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“Gli iraniani sentono di non avere nessuno che li sostenga”

Sara (nome di fantasia), giovane donna di origini iraniane, attualmente residente in un Comune dell'Alto Milanese per motivi di studio, racconta le sofferenze del suo popolo oppresso dal regime e colpita dai bombardamenti

Generico 23 Mar 2026

«Gli iraniani sentono di non avere nessuno che li sostenga». È un grido di dolore disperato quello di Sara (nome di fantasia), giovane di origini iraniane residente nell’Alto Milanese per motivi di studio. La sua testimonianza, raccolta da Legnanonews in forma anonima per evitare possibili ripercussioni nei confronti dell’intervistata, racconta le sofferenze del suo popolo oppresso dal regime e colpita dai bombardamenti. Sofferenze che lei vive da lontano con la difficoltà di mettersi in contatto con i suoi familiari per la mancanza di connessione e gli elevati costi delle telefonate dall’Iran.

Sara da quale zona dell’Iran arrivi? Quando ti sei trasferita in Italia e per quali motivi?
Vengo da Teheran. Sono arrivata in Italia nel 2019 per motivi di studio: qui sono riuscita a prendere la laurea magistrale.

Com’era la situazione in Iran prima degli attacchi di USA e Israele? 
Già prima degli attacchi, la situazione economica era terribile: la gente faceva fatica anche a fare una semplice spesa. La corruzione era enorme. Nonostante il Paese abbia petrolio e molte altre risorse, questi soldi non arrivavano al popolo. Venivano usati per interessi personali o per finanziare gruppi nei Paesi vicini. Il popolo non riceveva nulla e pagava le tasse senza ottenere niente in cambio.
La libertà non esiste in Iran: basta protestare per qualsiasi motivo — anche solo dire che l’aria è troppo inquinata — per essere arrestati. A gennaio sono  stati uccisi 40.000 innocenti iraniani in soli due giorni. Inoltre, c’è ancora una lunga lista di persone in attesa di esecuzione.

A livello sociale, invece ci sono stati cambiamenti. Bisogna tenere presente che gli iraniani sono diversi dagli arabi e dagli afghani. L’Iran non era originariamente un Paese musulmano, ma zoroastriano. La maggior parte della popolazione oggi non crede realmente nell’Islam. Quello che si vede sui social media è molto diverso dalla realtà. Il regime usa l’Islam come strumento per mantenere il potere e sostenere i propri seguaci, che rappresentano circa il 20% degli iraniani che, quando necessario, vengono armati per reprimere e uccidere il popolo. Nella società, uomini e donne sono diventati più solidali tra loro. Dopo la rivoluzione di Mahsa Amini, molte donne hanno tolto l’hijab e alcune guidano persino la moto, anche se per loro è vietato. Le donne iraniane sono molto coraggiose.

Poi sono iniziati i bombardamenti…

Anche sotto i bombardamenti, non hanno smesso di uccidere la gente e portare avanti le esecuzioni. Non si sa quanto potrà durare questa guerra. Dal punto di vista economico, la situazione è peggiorata ancora di più e la popolazione è diventata sempre più povera.

Vedi una soluzione per il conflitto?
È difficile dirlo: la situazione è totalmente incerta. Tuttavia, Reza Pahlavi, il figlio dello Shah, difficilmente potrà avere un ruolo politico, perché molte persone, sia dentro il Paese sia all’estero, non lo accettano come leader. C’è una forte opposizione nei suoi confronti. Devo anche dire che le violenze sono state terribili. Le persone vengono uccise in modo brutale con trattamenti disumani dei corpi. Sono stati trovati cadaveri di donne mutilate, prive del petto e con i cappelli staccati con lo scalpo. Stanno persino arrestando e giustiziando medici e infermieri che hanno aiutato i feriti.
In queste condizioni, è difficile immaginare come il popolo possa opporsi al regime senza il sostegno di altri Paesi, come gli Stati Uniti. Gli iraniani sentono di non avere nessuno che li sostenga.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 27 Marzo 2026
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