Due mesi alle elezioni amministrative. A Parabiago il paradosso di una campagna elettorale a due velocità
Progetto Civico domenica 29 marzo presenterà le liste che sosterranno la candidatura di Sartori. Intanto il centrodestra non ha ancora sciolto la riserva sul nome del candidato
A due mesi dal ritorno alle urne per scegliere il nuovo sindaco, Parabiago continua a vivere una campagna elettorale a due velocità. Da un lato Progetto Civico, la coalizione che si è riunita intorno a Giacomo Sartori e che ha preso forma ormai da settimane, ha aperto una sede fisica e domenica 29 marzo proseguirà il suo ruolino di marcia presentando le liste a sostegno del candidato. Dall’altro il centrodestra, che governa la città da anni e che però, a oggi, non ha ancora sciolto la riserva sul nome di chi proverà a raccogliere l’eredità di Raffaele Cucchi.
“Progetto civico” ha fatto da subito una scelta di campo ben preciso: quella di fare a meno dei simboli della politica nazionale e puntare tutto sul locale. Al grido di “quello che serve”, Sartori e i suoi ormai da settimane battono il territorio e incontrano i cittadini per raccogliere idee, proposte e segnalazioni. Dopo l’inaugurazione della sede del comitato elettorale e della cassetta delle lettere per continuare il dialogo con la città anche “per posta”, nel fine settimana arriverà il prossimo passo: in piazza Risorgimento a Villapia si alzerà infatti il sipario sulle «prime tre liste» che andranno a comporre la coalizione, ovvero riParabiago, Parabiago al Centro, Parabiago Domani.
Di contro, il silenzio del centrodestra comincia ad essere rumoroso. Se è innegabile che chi governa ha dalla sua gli anni passati al timone della città – peraltro storicamente una roccaforte della coalizione -, è altrettanto vero che il ritardo nell’ufficializzazione del candidato non può non sollevare interrogativi. È una scelta ben precisa per logorare gli avversari e puntare tutto su una campagna elettorale breve ma intensa, o un segnale di frizioni interne nella ricerca dell’equilibrio tra le anime della coalizione, che mentre temporeggia sul nome continua comunque ad ostentare unità?
A due mesi dal voto, l’unica certezza è che le prossime settimane saranno decisive. La partita è aperta, ma, almeno per ora, in campo è scesa solo una squadra.









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