Progetto “Strade Verdi” a San Vittore Olona: la critica della minoranza: “Così si penalizza il centro”
Il consigliere di minoranza Fabrizio Sberna critica il progetto “Strade Verdi”, denunciando incoerenze nei conti, rischi per viabilità e sicurezza e un intervento ritenuto fuori contesto per Piazza Italia
Il consigliere di minoranza di San Vittore Olona, Fabrizio Sberna della lista SanVittoreSiCura, interviene criticamente sul progetto “Strade Verdi” promosso dall’Amministrazione Zerboni, mettendo in evidenza quelle che definisce forti contraddizioni tra la dichiarata scarsità di risorse e l’investimento da 500.000 euro destinato alla riqualificazione di Piazza Italia. Secondo Sberna, l’intervento rischierebbe di incidere negativamente sulla viabilità, sulla vivibilità del centro e sulle tradizioni locali. Il politico nella sua nota solleva interrogativi anche in merito alla sicurezza e alla gestione degli spazi pubblici. Di seguito pubblichiamo e riceviamo la nota firmata da Sberna.
Il paradosso di Piazza Italia: tra “casse vuote” e il miraggio di una giungla urbana da mezzo milione L’Amministrazione Zerboni lancia il progetto “Strade Verdi”: un’operazione da 500.000 euro che rischia di soffocare il centro, cancellare le tradizioni e paralizzare la viabilità. C’è un limite sottile che separa la coerenza programmatica dalle manie di grandezza, e l’Amministrazione Zerboni sembra averlo varcato con una spregiudicatezza preoccupante. Per mesi ci è stata somministrata la narrazione delle “casse vuote”, un mantra usato come scudo contro ogni richiesta dei cittadini. Eppure, per il discusso progetto “Strade Verdi”, il tesoretto è spuntato magicamente: 500.000 euro di fondi pubblici pronti a essere sacrificati sull’altare di un’estetica d’importazione.
Un modello “Milano” fuori contesto. Il piano appare come una maldestra operazione di “copia e incolla” dei modelli urbanistici milanesi, totalmente decontestualizzata dalla nostra realtà. Si parla di restringimenti di carreggiata in nodi stradali già critici e, soprattutto, dello stravolgimento di Piazza Italia. Quello che oggi è uno spazio aperto e solare, capace di dare il giusto respiro architettonico alla nostra Chiesa Parrocchiale, rischia di trasformarsi in un “garden” fuori controllo. Un ritorno al passato che ricorda l’esperimento “Bravin”, ma elevato all’ennesima potenza: una selva di vasi e barriere verdi che, anziché arredare, nascondono e soffocano. Professionisti o spettatori? Ci si chiede come sia possibile che, all’interno di una compagine amministrativa che vanta fior di professionisti, non sia emersa una voce critica capace di proporre un’idea di arredo urbano più mitigata e rispettosa del Genius Loci. Invece di valorizzare, si è scelto di “coprire”. Il deserto degli eventi e il nodo sicurezza.
Le ricadute pratiche sono allarmanti. Quale sarà il destino delle associazioni che vivono la piazza? Pensiamo alla 5 Mulini Summer Night, l’evento simbolo del mese di giugno targato “Sportiva 1906”: dove troverà accoglienza la folla dei partecipanti tra vasi e restringimenti? E il mercato contadino, tanto sbandierato come conquista, sarà costretto all’esilio nella sua vecchia sede?
Non meno grave è la questione sicurezza. Una piazza aperta è una piazza controllabile; una foresta urbana, al contrario, crea zone d’ombra e barriere visive. È lecito chiedersi se la Natività del Presepe e l’albero di Natale dovranno essere allestiti in una sorta di “giungla” urbana, offrendo facili nascondigli e zone franche per vandali e malintenzionati. Il “nulla cosmico” del cronoprogramma Infine, resta il mistero dei tempi. Sebbene il cronoprogramma prevedesse un avvio imminente, ad oggi il cantiere è un miraggio: regna il nulla cosmico. Sorge il sospetto che l’Amministrazione si sia finalmente resa conto di aver fatto il passo più lungo della gamba. Resta però l’amaro in bocca per una gestione che preferisce inseguire sogni di gloria urbanistica piuttosto che rispondere alle reali necessità quotidiane della comunità.
Fabrizio Sberna lista SanVittoreSiCura










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