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Le ex carceri di Busto Arsizio riaprono alla città come spazi di libertà, studio e cultura

Le celle dove fino ai primi anni '80 venivano rinchiusi i detenuti sono state recuperate per ampliare l’offerta della Biblioteca comunale. Il 22 marzo l'inaugurazione con mostra e docufilm

La nuova vita delle ex Carceri di Busto Arsizio

Da luogo di detenzione a spazio di libertà: le ex carceri asburgiche di Busto Arsizio rinascono con la cultura. Il risultato di un lungo intervento di restauro finanziato con i fondi del PNNR è stato presentato oggi, 16 marzo, alla stampa. Le celle dove fino ai primi anni ’80 venivano rinchiusi i detenuti sono pronte ad accogliere la cittadinanza come aule studio e spazi polifunzionali, destinati ad ampliare l’offerta della Biblioteca comunale G.B. Roggia.

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L’inaugurazione, aperta a tutti i cittadini, è in programma domenica 22 marzo e prevede la proiezione di un docufilm, una mostra fotografica dedicata alla storia dell’edificio e visite guidate. I nuovi spazi saranno invece regolarmente aperti al pubblico dai primi giorni di aprile.

La nuova vita delle ex Carceri di Busto Arsizio

L’intervento ha richiesto un investimento complessivo di 2,35 milioni di euro, di cui 1,767 milioni finanziati con fondi PNRR, e ha permesso di recuperare un edificio storico realizzato tra il 1851 e il 1854 su progetto dell’ingegnere civico Giuseppe Brivio.  Il carcere ospitava una cinquantina di detenuti, circa cinque per cella: numeri importanti per l’epoca, quando però non esisteva ancora il problema del sovraffollamento. Oggi il nuovo carcere della città ospita 440 detenuti a fronte di una capienza di 240 posti. Un dato drammatico. All’interno degli spazi ristrutturati trovano ora posto sale di lettura e studio, spazi per mostre, esposizioni e proiezioni, oltre a un caffè letterario. Le uniche celle non recuperate sono quelle di isolamento.

Nel dettaglio, l’edificio ospita bar e salottini informali al piano terra, mentre ai piani superiori sono state ricavate sale studio e sale polifunzionali per incontri, mostre e corsi. Gli ambienti sono stati arredati con mobili dal design moderno e colorato, pensati per integrarsi con lo stile austero della struttura storica.

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Un intervento conservativo

Il recupero ha mantenuto intatta anche la memoria del luogo, poster compresi. A colpire è una immagine sbiadita della vittoria dell’Italia ai Mondiali del 1982, appesa a una parete insieme al ritaglio di giornale con l’immagine di una donna dalle forme in evidenza. Entrambi sono oggi custoditi sotto una teca in vetro, a testimonianza di quegli anni e della vita quotidiana vissuta all’interno del carcere.

«Non si tratta solo del recupero di un edificio storico – spiega l’architetto Rolando Pizzoli, coinvolto nel progetto per la parte storica seguita con la Sovrintendenza – ma di un vero e proprio atto culturale. Il percorso di recupero è iniziato quasi dieci anni fa e per molto tempo questo luogo è stato oggetto di studi del Politecnico e dell’Accademia di Brera. Il progetto ha raccolto e sintetizzato questi studi trasformandoli in nuovi spazi per la città».

Un lavoro che ha puntato a conservare l’identità del carcere ottocentesco, mantenendo alcune tracce del passato. «All’interno è stato recuperato tutto il possibile – aggiunge Pizzoli – e sono stati mantenuti anche i graffiti lasciati dai detenuti sulle pareti delle celle. Un approccio simile a quello adottato nel recupero di altri carceri storici come quello della Castiglia di Saluzzo, dove la memoria del luogo è parte integrante del progetto».

Un intervento importantissimo, come lo ha definito il sindaco Emanuele Antonelli, che ha permesso di restituire alla città un  edificio storico di grande valore: «Uno spazio chiuso,  che i detenuti hanno dovuto subire e sopportare, adesso diventa uno spazio libero dove si studia e dove si imparano tante cose. Questo mi emoziona». 

IL PROGRAMMA DEL 22 MARZO

Il pubblico potrà accedere ai nuovi spazi dai primi giorni di aprile, con apertura dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19 e il sabato dalle 13 alle 18.

La giornata inaugurale del 22 marzo si aprirà alle 10.30, nella Sala Monaco della Biblioteca Roggia, con la proiezione del docufilm Il presente del passato di Clemente Pollastro e Arnaldo Boniello, dedicato alla vita nel vecchio carcere asburgico. Nel cortile di Palazzo Cicogna sarà inoltre visitabile la mostra fotografica Ex Carceri austriache: la storia di un luogo di Claudio Argentiero.

Nel pomeriggio sono previste visite guidate gratuite su prenotazione, a cura del Servizio didattica museale e territoriale, per accompagnare i visitatori alla scoperta della storia dell’edificio e degli interventi di recupero realizzati.

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di marzo

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 16 Marzo 2026
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