A San Vittore Olona lo spettacolo “Non chiamatela giustizia” per la Giornata Internazionale della Donna
Lo spettacolo, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, è in programma per domenica 8 marzo alle 17.30 in biblioteca
In occasione della Giornata Internazionale della Donna domenica 8 marzo alle 17.30, la biblioteca comunale Villa Adele di San Vittore Olona ospiterà lo spettacolo ad ingresso libero “Non chiamatela giustizia”, scritto, diretto e interpretato da Antonio Spirito, con la partecipazione de I Musici di Caravaggio e degli attori Maura Giunta, Nina Liubenova e Giorgio Bottoli.
Proposto in una versione acustica, intima e raccolta, lo spettacolo si configura come un momento di profonda riflessione pubblica sul tema dei diritti delle donne nella società, attraverso le figure di Artemisia Gentileschi e Beatrice Cenci. «Artemisia, tra le più significative pittrici del Barocco italiano, è oggi riconosciuta come simbolo di resilienza, talento e riscatto – spiegano gli organizzatori -. Vittima di violenza in giovanissima età, affrontò un processo pubblico durante il quale subì umiliazioni e torture pur di difendere la propria verità. Da quell’esperienza nacque una pittura potente e consapevole, capace di trasformare il dolore personale — e quello di tante donne — in straordinaria forza espressiva. Beatrice Cenci, nobildonna romana giustiziata per parricidio, divenne nel tempo un’eroina popolare per essersi ribellata a un padre violento e oppressivo. Due storie lontane nel tempo, ma unite dal filo della sopraffazione e dalla ricerca di giustizia».
«Il celebre dipinto “Giuditta che decapita Oloferne” di Artemisia, già affrontato in precedenza da Caravaggio, non rappresenta soltanto un episodio biblico, ma si carica di un significato profondamente umano e simbolico – aggiungono gli organizzatori -. Se nella versione caravaggesca la scena appare sospesa, quasi trattenuta, la Giuditta di Artemisia è risoluta, partecipe, intensa: incarnazione viscerale di una giustizia che finalmente prende forma. Lo spettacolo immagina un dialogo ideale tra Artemisia e l’ombra di Caravaggio: un confronto tra visioni artistiche e sensibilità differenti, dove storia dell’arte ed esperienza personale si intrecciano per restituire voce e dignità alle donne che, nella vita come nell’arte, sono state troppo spesso ridotte al silenzio e all’oblio. Immagini, parole e musica diventano così ponte tra passato e presente».
Spirito, autore, regista e musicista, accompagna il pubblico in «un viaggio emozionante attraverso le opere dei due maestri». In scena saranno esposte le sue riproduzioni dei dipinti, unite alla forza narrativa e musicale dei brani di Fabrizio De André, proposti in versione acustica, e all’interpretazione dei tre attori, in «una serata di arte, musica e teatro per celebrare la dignità, il coraggio e la bellezza delle donne, ieri come oggi».











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