A Busto Garolfo nasce il Comitato territoriale SìSepara per il sì al referendum sulla giustizia
Attraverso il referendum i cittadini saranno chiamati a decidere se confermare o respingere le modifiche sull'organizzazione della magistratura introdotte con la legge costituzionale approvata a fine ottobre 2025
A Busto Garolfo nasce il Comitato territoriale SìSepara, costola territoriale del comitato nazionale presieduto da Gian Domenico Caiazza che sostiene il “sì” al referendum sulla giustizia calendarizzato per domenica 22 e lunedì 23 marzo.
«In vista del referendum sulla giustizia del 22-23 marzo, abbiamo scelto di costituire un comitato per il “Sì” – spiegano dal comitato -. Riteniamo infatti importante una riforma della giustizia in senso moderno e garantista, e quella soggetta alla conferma del referendum di marzo va senz’altro in questa direzione. Il comitato è apolitico e aperto alla società civile e a tutta la cittadinanza, perché avere una giustizia finalmente imparziale e terza non è un tema di parte ma che riguarda tutti. Fondatori del comitato a Busto Garolfo sono Francesco Binaghi e Patrizia D’Elia, consiglieri comunali civici, su impulso di Fondazione Einaudi, che batte da tanti anni per la separazione delle carriere. Il fatto che i primi promotori siano consiglieri comunali, sebbene civici, non implica nessuna politicizzazione. Siamo aperti al contributo di tutti senza nessuna preclusione per questa importante battaglia di civiltà».
Attraverso il referendum i cittadini saranno chiamati a decidere se confermare o respingere le modifiche sull’organizzazione della magistratura introdotte con la legge costituzionale approvata a fine ottobre dello scorso anno, che ridisegna il sistema di autogoverno della magistratura e la distinzione dei percorsi professionali tra magistratura giudicante e magistratura requirente. La validità del referendum non dipende dal raggiungimento di un quorum.
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025 ?»










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