A Parabiago l’ultimo saluto a Carla Musazzi: “Ha lasciato un’impronta indelebile in città”
Storica imprenditrice della città di Parabiago, Carla Musazzi per decenni ha guidato il Calzificio Rede dopo la morte del marito, scomparso prematuramente nel 1964
Chiesa dei SS. Gervasio e Protasio gremita a Parabiago per l’ultimo saluto saluto a Carla Musazzi Re Depaolini, storica imprenditrice della città di Parabiago che per decenni ha guidato il Calzificio Rede dopo la morte del marito, scomparso prematuramente nel 1964, e altre aziende complementari tra cui la Torcitura di Garabiolo e lo Scatolificio di Parabiago.
Insignita nel 1990 dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, Carla Musazzi negli anni trascorsi al timone dell’azienda aveva ampliato gli stabilimenti, installato nuovi macchinari e riorganizzato i reparti di produzione e gli uffici amministrativi e commerciali portando la produzione della Rede nella fascia alta del mercato. «Imprenditrice sensibile ed attenta alle istanze sociali e culturali – si legge nella motivazione dell’onorificenza -, ha creato una scuola di addestramento professionale e costruito alloggi per dipendenti».
Durante la sua lunga vita ha sponsorizzato una squadra di ginnastica ritmico-artistica e dato vita ad una fondazione per l’istituzione in Parabiago di un museo storico e culturale: la Fondazione Carla Musazzi, inaugurata il 16 ottobre 1988 proprio grazie alla volontà dell’imprenditrice, che tanto ha lasciato alla sua città, e di monsignor Marco Ceriani. Per il suo 107° compleanno Carla Musazzi aveva ricevuto la benedizione apostolica di Papa Leone XIV, che le era stata consegnata dal sindaco Raffaele Cucchi e dal presidente del consiglio comunale Adriana Nebuloni alla presenza dei nipoti Michele e Giovanni; l’imprenditrice aveva ricevuto anche la Tessera d’Oro della Famiglia Legnanese.
«Donna Carla aveva uno sguardo ampio sulla realtà e una capacità non comune di fare sintesi – ha sottolineato il parroco, don Maurilio Frigerio, durante l’omelia -. Ha sempre dimostrato una capacità di ascolto intelligente e lungimirante, cosa non sempre facile, soprattutto in tarda età, aveva uno sguardo aperto al futuro. Donna Carla era capace di relazioni belle con tante persone incontrate nella sua vita, senza alcuna discriminazione, a partire dalle sue dipendenti che venivano a visitarla e ricordavano il bene a loro fatto in tante situazioni legate al mondo del lavoro. Coltivava queste relazioni, prima di tutto con i parenti e con chi la accudiva da vicino, con un clima accogliente e di famiglia vera. Credo che molte persone le siano debitrici del bene ricevuto e mai ostentato».
«Non elenco le onorificenze che ha ricevuto, ma le ha ricevute meritatamente per il suo ruolo di donna imprenditrice in un’azienda fiorente, eppure eravamo in un momento storico che non sempre sapeva apprezzare e valutare positivamente il genio femminile – ha aggiunto il sacerdote -. Monsignor Ceriani l’ha definita “imprenditrice, dirigente, comandante”: chi l’ha conosciuta coglie bene il senso di queste parole, sono espressioni che non lasciano dubbi e depongono a favore delle sue capacità e del suo lungimirante impegno nel mondo del lavoro. Ha amato la sua famiglia, era circondata dall’affetto dei suoi cari. Aveva uno sguardo aperto sulla società contemporanea. Tra i molti insegnamenti che ci ha dato, quello di spendersi sempre per le buone cause, a favore degli ultimi, e a non rinviare a domani quello che può essere fatto bene a partire da oggi. Ha lasciato un’impronta indelebile in questa città: aveva compreso che insieme si può molto, e che il bene comune è patrimonio di giustizia e di pace per la società civile».
Per Carla Musazzi anche un messaggio, letto al termine dell’omelia, da parte del cardinale Francesco Cocco Palmerio. Nei giorni scorsi anche il sindaco Raffaele Cucchi, a nome di tutta Parabiago, aveva salutato «con profonda commozione» Carla Musazzi, «una donna che ha fatto la storia, lasciando un esempio che continuerà a ispirare le generazioni future». «Solo pochi mesi fa abbiamo avuto l’onore di celebrare insieme a lei un traguardo eccezionale: i suoi 107 anni, vissuti con lucidità, passione e amore per il lavoro, per la sua azienda e per la sua città – aveva sottolineato il primo cittadino -. In quell’occasione, visibilmente emozionata, ricevette la benedizione apostolica di Sua Santità, un momento intenso che resterà impresso nella memoria di Parabiago».
«La Signora Carla ha incarnato i valori più autentici dell’imprenditoria italiana – aveva ricordato Cucchi -: dedizione, sacrificio, visione e responsabilità. La sua impresa, conosciuta nel mondo per le calze Rede, continua a essere un simbolo del Made in Italy e dell’eccellenza parabiaghese. Amava ricordare: “Ho sempre lavorato, anche durante la guerra.” Parole semplici, che raccontano una vita intera spesa con dignità, coraggio e determinazione».









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