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Filippo, da Villa Cortese tedoforo a Ivrea: “È stato come vincere una medaglia d’oro”

Filippo, 17enne autistico di Villa Cortese, la mattina del 13 gennaio ha portato la fiamma olimpica nel centro di Ivrea: "Un'emozione immensa"

Filippo, da Villa Cortese tedoforo a Ivrea: "È stato come vincere una medaglia d'oro"

Un’esperienza che è andata oltre ogni aspettativa. È quella vissuta da Filippo, 17 anni, ragazzo con autismo di Villa Cortese, scelto tra i mille e uno tedofori delle Olimpiadi Milano-Cortina. Insieme alla mamma, martedì 13 gennaio, ha portato la fiamma olimpica nel centro di Ivrea, coronando un sogno diventato realtà quasi per caso, grazie a una candidatura fatta tramite l’app di Coca-Cola. Poi la telefonata, l’annuncio inatteso, e una giornata che gli resterà impressa per sempre: «Filippo non si aspettava minimamente di essere scelto – racconta la mamma, che ha condiviso con lui il percorso –. Avevamo presentato la candidatura senza pensarci troppo e quando è arrivata la chiamata è stata un’emozione fortissima. Sapevamo che sarebbe stato coinvolgente, ma è stato molto più intenso di quanto potessimo immaginare».

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A Ivrea, nonostante fosse martedì mattina, il centro storico era gremito. Gente ovunque, applausi, telefoni alzati per immortalare il passaggio della fiamma. Filippo ha percorso 200 metri, accompagnato passo dopo passo dalla mamma Ilaria, che aveva il ruolo ufficiale di accompagnatrice, riconoscibile dalla pettorina. Un percorso breve, ma intenso: «L’attesa e l’intensità di quello che vivi fanno sembrare quei 200 metri lunghissimi», ci dice la mamma.

«Durante il briefing ci hanno spiegato tutto: come portare la torcia, come tenerla e come effettuare il Torch Kiss (il “bacio” tra torce)  – spiega –. C’è un vero e proprio manuale del tedoforo, con indicazioni etiche su come comportarsi prima, durante e dopo l’accensione: ci hanno detto di salutare il pubblico, sorridere, fermarsi per le foto e in tanti hanno voluto farsi immortalare con mio figlio». Scelto per la sua “storia di straordinaria normalità”, Filippo si è sentito importante, felice. Ed è proprio questo il messaggio inclusivo che le Olimpiadi vogliono trasmettere: tutti, nella loro diversità, possono fare parte di un evento straordinario.  «Filippo non è famoso – sottolinea la mamma – ma è stato scelto per la sua storia. Con lui c’erano altre 19 persone: chi faceva parte di gruppi sportivi, una dottoressa, persone diverse ma tutte “normali”, ognuna con il proprio percorso».

Per la famiglia, questa esperienza ha un valore profondo, soprattutto sul piano dell’inclusione e della pace: «Filippo ha provato tanti sport, ma non è mai riuscito a praticarli davvero – racconta la madre –. Ci sono realtà che sanno includere, soprattutto nelle attività strutturate, ma nei pomeriggi e d’estate è difficile trovare coetanei che diventino amici. Noi vogliamo fargli vivere il maggior numero possibile di esperienze e questa è una di quelle che resterà per sempre. In tempi difficili, contrassegnati da guerre cruente, le Olimpiadi ci fanno capire la fortuna che abbiamo nel potere vivere ancora eventi tanto importanti con gioia e sorrisi».
Durante il percorso, Filippo ha percepito di avere fatto parte di qualcosa di grande. «Ha sentito di “fare parte della storia”. Per lui è stato come vincere una medaglia d’oro», dice ancora emozionata la mamma. La fiamma olimpica passerà il 4 febbraio da Legnano e sarà una giornata speciale.

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di gennaio

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 13 Gennaio 2026
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