Legge di bilancio 2026, Confartigianato Alto Milanese: “Impostazione responsabile, ma nodi da sciogliere”
Giudizio critico da Confartigianato Alto Milanese su capitolo Transizione 5.0, introduzione della ritenuta d'acconto nella transazioni tra imprese e aumento delle accise sul gasolio
«La Legge di bilancio 2026 mostra un’impostazione complessivamente responsabile con attenzione ai conti pubblici e scelte mirate, ma restano alcuni nodi ancora da sciogliere per le nostre imprese». È questo il giudizio di Confartigianato Imprese Alto Milanese dopo il via libero definitivo alla Manovra fiscale per il 2026 arrivato nei giorni scorsi dal Parlamento con il “sì” della Camera, dopo quello del Senato prima di Natale e la fiducia di Montecitorio del 29 dicembre.
«Tra gli aspetti positivi – spiega Franco Cordano, presidente di Confartigianato Imprese Alto Milanese – apprezziamo l’eliminazione dei limiti alla compensazione tra debiti contributivi e crediti fiscali, che garantirà maggiore liquidità alle imprese. Importante anche la correzione sulla norma dei contratti collettivi dell’artigianato: detassare gli aumenti salariali riconosciuti da chi rinnova puntualmente i contratti significa premiare chi rispetta le regole e non penalizzarlo».
Cordano, inoltre, evidenzia il rifinanziamento della Nuova Sabatini per gli investimenti delle micro e piccole imprese, il ritorno dell’iperammortamento, il rinnovo del credito per i campionari della moda e l’esclusione degli adempimenti del Rentri per le imprese di acconciatura, tatuaggi ed estetica. «Sono misure concrete e necessarie – aggiunge il presidente di Confartigianato Imprese Alto Milanese – insieme alla rimodulazione dell’IRPEF. C’è soddisfazione per le misure a favore del potere d’acquisto dei salari: i dipendenti sono il cuore e il motore delle nostre imprese. Siamo inoltre soddisfatti dell’ulteriore proroga delle detrazioni fiscali per il recupero e la riqualificazione energetica degli edifici, anche se sarebbe opportuna una stabilità garantita di almeno un triennio per consentire una vera programmazione degli interventi».
Il giudizio diventa critico sul capitolo Transizione 5.0. «Le risorse per coprire l’overbooking sono insufficienti: è il punto debole della manovra – sottolinea Cordano -. Le imprese si aspettavano risposte coerenti con gli annunci, così si rischia di bloccare investimenti già decisi». Pollice verso anche per l’introduzione della ritenuta d’acconto nelle transazioni tra imprese e l’aumento delle accise sul gasolio. «Sono scelte che sottraggono liquidità e aumentano i costi di produzione – conclude il presidente di Confartigianato Imprese Alto Milanese -. In una fase economica ancora fragile, servirebbe l’esatto contrario».
Foto da Google Earth









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