Emco chiude lo stabilimento di San Giorgio su Legnano, il sindaco: “Schiaffo in faccia”
La decisione di lasciare San Giorgio su Legnano è stata annunciata dalla direzione aziendale lo scorso 13 novembre e lascia nel limbo i 17 operai altamente specializzati del settore produttivo
«Uno schiaffo in faccia a San Giorgio e a 40 lavoratori». Così il sindaco di San Giorgio su Legnano Claudio Ruggeri ha definito la decisione della EMCO di chiudere lo stabilimento in paese entro marzo del prossimo anno, delocalizzando le attività produttive verso altre sedi italiane del gruppo, ovvero Pordenone e Ovada.
La decisione di lasciare San Giorgio su Legnano è stata annunciata dalla direzione aziendale lo scorso 13 novembre e lascia nel limbo i 17 operai altamente specializzati del settore produttivo, ai quali EMCO ha comunicato la necessità di scegliere tra una delle due sedi dove il gruppo intende concentrare le attività produttive. Per gli impiegati, invece, una ventina, è stata garantita la continuità occupazionale sul territorio anche se non è stato ancora individuato l’ufficio o la sede in cui verranno trasferiti. Il quadro ha portato nei giorni scorsi i sindacati a proclamare lo stato di agitazione dopo il confronto in Confindustria Alto Milanese.
«Stiamo assistendo a uno schiaffo in faccia a San Giorgio, a 40 lavoratori nonostante in questi anni abbiano continuato a progettare, produrre e manutenere torni e fresatrici in modo unico e professionale, portando utili, non solo fatturato, alla Emco che ha rilevato la gloriosa Padovani. È una storia che abbiamo già visto tante volte anche nella laboriosa Lombardia. Succede spesso quando subentrano nuovi proprietari che non sono del territorio, a volte sono multinazionali. Ora sta accadendo a San Giorgio. Che rabbia».






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