Yotobi, storico youtuber italiano, in visita all’edicola di Canegrate per un video sui Brainrot
Il famoso youtuber italiano ha intervistato Daniele Garavaglia, l'edicolante accanto alla stazione ferroviaria, per un video-documentario destinato a spiegare il fenomeno dei Brainrot
Yotobi (all’anagrafe Karim Musa) è stato un precursore di Youtube Italia. Il suo canale è stato uno dei primi a raggiungere una buona popolarità grazie al suo sagace umorismo e alla sua capacità di reinventarsi costantemente. E’ attivo anche sulla piattaforma di streaming Twitch: «E’ in questo ambiente in cui l’ho conosciuto più di 10 anni fa. Ho iniziato a seguire assiduamente le sue live, all’epoca giornaliere, e grazie all’interazione con la chat abbiamo nel tempo costruito un buon rapporto». Così, Daniele titolare dell’edicola della stazione di Canegrate, spiega il motivo per cui il famoso e storico youtuber italiano gli ha fatto visita: realizzare un video – documentario (cliccare qui), in cui viene spiegato il fenomeno dei Brainrot, quasi a ricordare la mania per i Pokémon a inizio anni duemila in cui l’Intelligenza Artificiale gioca un ruolo fondamentale.
«Yotobi ha sempre mostrato interesse nel mio lavoro e nelle cose che hanno successo in edicola, che sono spesso diverse da quelle che hanno successo su internet, soprattutto nel pubblico più giovane – commenta Daniele -. Quando ha mostrato interesse sul fenomeno dei Brainrot, qualche mese fa ho cominciato ad aggiornarlo su nuove uscite e mosse editoriali, in un bollettino che è diventato giornaliero nel momento di punta. Da lì a concordare una breve intervista per inserirla nel video il passo è stato breve».
«Il fenomeno dei Bainrot italiani è nato quasi per caso ed è esploso in pochissimo tempo, uscendo dalla di solito chiusa bolla di internet in una moda che ha coinvolto gadget ed editoria – ancora il pensiero di Daniele -. Nel creare il suo video Karim mi ha chiesto inizialmente gli aggiornamenti sulle varie uscite e poi una breve intervista per capire quanto il fenomeno avesse influito anche dagli occhi non di chi consuma il prodotto ma lo vende».
Un fenomeno, questo dei Brainrot, variamente giudicato dai navigatori del web, passando da aspiranti concept artist e illustratori, per cui «questi tipi di contenuti generati dall’ IA provocano una profonda tristezza poiché il processo di creare arte viene meno», a chi si rivolge ai bambini di oggi e, pensando a quando saranno adulti, ritiene che «ricorderanno questo AI slop con nostalgia come bei ricordi di infanzia». Ma anche chi più drasticamente si pone una domanda semplice solo all’apparenza: «L’IA dà o l’IA toglie?».









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