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Da mezzo secolo affila coltelli, l’arrotino di Lomazzo si racconta al mercato di Dairago

Ettore Pretti l'arrotino di Lomazzo che ogni ultimo mercoledì del mese si presenta al mercato cittadino di Dairago ha spiegato perchè il suo mestiere è «in via d'estinzione»

«L’arrotino è un mestiere in via d’estinzione in tutto il mondo. Siamo come i dinosauri». Lo dice Ettore Pretti, l’arrotino di Lomazzo che ogni ultimo mercoledì del mese si presenta al mercato cittadino di Dairago per affilare coltelli nel suo camioncino a risparmio energetico, alimentato con i panelli solari. Il 72enne, continua a fare andare la sua mola e con una sensibilità coltivata in anni di lavoro fa tornare i coltelli taglienti: «Ci vuole attenzione e pazienza – spiega l’arrotino mentre la ruota della mola gira veloce -. Si sente subito quando c’è la giusta inclinatura della lama. Poi c’è la lucidatura ed infine la lama viene passata sulla pietra».

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Arrotino di Lomazzo, da 60 anni affila lame sulla sua mola 4 di 6

Quando ha iniziato ad affilare lame? «A 12 anni. Mi ha insegnato tutto mio padre. Ci è voluto tempo per imparare. Sembra facile, ma non lo è». Un lavoro tramandato in famiglia? «Siamo originari del Trentino dove questo mestiere è una tradizione. Purtroppo però siamo rimasti in pochi e i giovani non sono interessati». Aveva un negozio di coltelli? «Si chiamava “La bottega El Molete”. Dal 1977 al 1995 a Lomazzo, poi dal 1995 al 2017 a Saronno. Alla fine ho chiuso e non ho voluto che mio figlio proseguisse quest’attività».

Da quanto tempo circola con il suo camioncino green? «Questo mezzo ha più di dieci anni. Tutto è iniziato quando mio padre decise di mettere sul suo mezzo una batteria per far funzionare la mola, ma la durata era di circa un’ora. Gli anni sono passati e la tecnologia è avanzata. Così alla fine ho installato i panelli fotovoltaici sul tetto del camioncino. I pannelli alimentano le batterie che danno energia alla mia mola con la quale posso affilare tutto anche le lame di scarsa qualità che oramai sono le più diffuse».

Perchè è un lavoro che sta sparendo? «Sono tante le motivazioni. Le famiglie sono sempre più a corto di denaro quindi si preferisce fare acquisti a basso prezzo. Allo stesso tempo la cultura è cambiata: la modalità usa e getta è entrata nelle nostre case e le persone non riescono più a distinguere l’alta e la bassa qualità».

I clienti ci sono? «Si… per lo più signore o qualche macellaio. In questi anni di consumismo si è persa la cultura del rigenerare, aggiustare… ridare vita agli oggetti. Una lama se perde il filo può tornare a tagliare. Non va necessariamente buttata. Se utilizzato con cura un coltello di qualità può durare nel tempo». Quanto costa far affilare un coltello? «Poco… minimo tre, quattro euro. Certo dipende poi da che tipo di coltello bisogna lavorare. Ma in generale è sempre più economico farlo affilare che acquistarne uno nuovo. A meno che non si parli di una lama con una lega così scarsa da risultate fragile». Dove la si può trovare? «Al mercato di Lomazzo, il comune dove abito e a Dairago l’ultimo mercoledì di ogni mese».

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 30 Marzo 2023
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