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Riqualificazione in stand by per la ex Fonderia Cerrese e la ex Gianazza di Cerro Maggiore

Ancora nessuna novità per la riqualificazione della ex Fonderia Cerrese e della ex Gianazza, aree dismesse da anni in cerca di un nuovo futuro

ex fonderia cerrese cerro maggiore

Non ci sono solo la ex Giovanni Crespi e la ex Manifattura di Legnano tra le aree dismesse del Legnanese con il futuro in bilico. Se, infatti, nei giorni scorsi era esplosa la polemica nella Città del Carroccio per la decisione di Officine Mak, società specializzata nella riqualificazione di aree dismesse che attraverso due aste, una in primavera e una in estate, aveva acquistato quel che resta dei due ex colossi industriali legnanesi, anche la riqualificazione della ex Fonderia Cerrese di Cerro Maggiore, che fa parte del portafoglio immobiliare della stessa azienda, sembra essere ad un bivio.

«Eravamo pronti a reinvestire per sistemare la ex Fonderia Cerrese, che peraltro è un’area molto inquinata, ma dopo anni di lavoro anche in questo caso è tutto lettera morta», spiegano da Officine Mak, che a marzo dello scorso ha comprato, sempre all’asta, i 16mila metri quadri tra via San Clemente e via Turati abbandonati ormai da 15 anni. Anche a Cerro Maggiore, al netto della necessaria riapertura del confronto tra comune e proprietà, la riqualificazione dell’area dovrà però fare i conti con un nuovo piano di governo del territorio: a dicembre dello scorso anno, infatti, l’amministrazione ha avviato l’iter per la revisione del piano di governo del territorio, che consegnerà al paese un nuovo documento di piano in sostituzione di quello entrato in vigore nel 2014 e già prorogato più volte, in scadenza nel 2022.

Nessuna novità, almeno per il momento, nemmeno per un’altra delle cicatrici lasciate dal passato industriale nel tessuto urbano del paese il cui futuro è in discussione da anni: quella relativa alla ex Gianazza, vuota ormai dal 2001 e venduta all’asta nel 2016 dopo un primo esperimento a vuoto nel 2015, che con i suoi quasi 24 mila metri quadri insiste per poco meno di 7mila metri quadri sul territorio di Legnano e per 17mila metri su quello di Cerro Maggiore.

Il progetto per la riqualificazione dell’area, quasi interamente occupata da capannoni ormai in condizioni di degrado, a carico della quale negli anni sono stati ravvisati problemi sia di sicurezza, sia di igiene, era stato avviato già negli anni passati ma solo di recente l’intervento, che prevede la realizzazione di un’area commerciale, un edificio per terziario e spazi verdi e una nuova viabilità, ha ricevuto nuovo impulso. A rivitalizzarlo è stato il primo via libera al documento di inquadramento per la Programmazione Integrata di Intervento da parte della città del Carroccio e ora si attende il prossimo passo, che dovrà essere portato avanti in sinergia da Legnano e Cerro Maggiore.

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 01 Novembre 2022
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