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All’Emporio della solidarietà di Rho: “La dignità della scelta è importante”

"Viaggio" nel market gestito da Intrecci per conto di Caritas che permette alle persone indigenti e di scegliere i prodotti da acquistare con una tessera a punti - Tra pandemia e caro-bollette i bisogni sono aumentati

Irina (nome di fantasia) entra nell’Emporio della solidarietà di Rho con una borsa della spesa: «In famiglia siamo in sei e con tutti questi aumenti del costo della vita ci troviamo in difficoltà; abito a Rho da 16 anni e questo è il primo mese che facciamo la spesa qui». Sceglie i prodotti tra gli scaffali che le servono per la settimana e li porta in cassa: sul nastro scorrono pasta, tonno ma anche patatine in sacchetto, prodotti da gastronomia, tinta e quaderni. Irina non paga son i soldi ma con i punti assegnati per la sua (si spera momentanea) situazione di indigenza. Dopo di lei, anche Daniele e Michela (sempre nomi di fantasia scelti per le persone che abbiamo incontrato) entrano nel piccolo market della Caritas e gestito da Intrecci a Rho.  È da qui che parte il nostro “viaggio” alla scoperta di queste realtà solidali tra l’Alto Milanese e la Provincia di Varese.

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Emporio della solidarietà - Rho 4 di 45

Come loro, sono 127 i tesserati registrati dall’apertura dell’ “Emporio della solidarietà” (quasi due anni) che copre tutto il territorio del Rhodense e il decanato di Parabiago e Nerviano: «In questo emporio – spiega il coordinatore, Giovanni Formigonile persone indigenti o in situazioni di difficoltà economiche temporanee possono rivolgersi per fare la spesa senza contanti. Ai clienti viene consegnata una tessera punti, ricaricabile, con cui l’acquirente può fare la spesa, senza bisogno di contanti o carte di credito. La tessera ha una validità di 6 mesi e si può rinnovare per altri 6. La speranza è quella che, dopo un anno, le persone in difficoltà riescano a tornare all’autonomia e non abbiano più bisogno dell’aiuto dell’emporio. In questo periodo, tra pandemia e caro-bollette, stiamo però riscontrando una difficoltà ad uscire da queste situazioni di crisi che dovrebbero essere temporanee».

Emporio della solidarietà - Rho

Nel 2021 sono stati registrati da Caritas circa 5,6 milioni di poveri in Italia, di cui 1,4 milioni di bambini. «Questo è un problema che ci stiamo ponendo, – dice Giovanni Formigoni – temiamo che, con la situazione corrente, le persone in difficoltà aumentino e quelle che già si trovano in situazione di bisogno non riescano a ripartire».

L’Emporio della solidarietà non è solo un mini market ma un vero e proprio “hub delle opportunità e dei legami di comunità“. Vengono infatti realizzati progetti sociali di educazione finanziaria per permettere ai clienti di gestire in modo più consapevole le proprie risorse economiche. A questo proposito, i “punti” con cui si possono comprare i prodotti hanno una corrispondenza con il valore reale del prodotto in un supermercato tipo. (Esempio: 100 punti = 200 euro di spesa).

Attori fondamentali di queste realtà sono i volontari, che accolgono e danno sostegno ai clienti. Sono circa 100 i volontari che prestano servizio nelle 4 sedi gestite dalla Cooperativa “Intrecci” per conto di Caritas Ambrosiana a Saronno, Garbagnate Milanese, Varese e Rho. All’interno dell’Emporio della solidarietà di Rho è presente anche una mensa che può accogliere fino a 60 persone e serve piatti preconfezionati a tutti coloro che si trovano in situazioni di indigenza. La mensa è aperta durante il pranzo e, nel periodo invernale, anche a cena. In tutta Italia gli empori sono 100, dei quali 20/30 in Lombardia e 14 solo nella provincia di Milano.

Emporio della solidarietà - Rho

I prodotti venduti all’emporio sono molto vari: generi alimentari, articoli per la cura della casa, per l’igiene personale, libri e materiale scolastico. La particolarità dell’emporio è che viene data la “dignità della scelta“: il cliente può scegliere liberamente i prodotti che preferisce tra quelli a disposizione, da comprare con la tessera. La maggior parte dei prodotti venduti dagli empori arriva dagli aiuti provenienti dall’Unione Europea, da Caritas e da donazioni da parte di supermercati, ditte e privati cittadini che, pur in questo momento di difficoltà, non hanno mai smesso di sostenere gli empori. «Con il fine di scongiurare sprechi, vengono applicati dei “blocchi” su alcuni prodotti. – dice Formigoni – Questo ci serve anche per essere sicuri che gli articoli non vengano rivenduti o utilizzati per fini diversi dalla solidarietà».

L’utenza media dell’emporio della solidarietà è varia sia per età sia per situazioni economiche, c’è infatti chi fa fatica ad arrivare a fine mese e chi invece è in totale indigenza. «La maggior parte delle persone che si rivolgono a noi non ha il lavoro ma è capitato di ricevere persone che, a causa della pandemia, si sono trovate senza un impiego da un giorno all’altro e, non avendo risparmiato negli anni, si sono trovate in difficoltà all’improvviso: è il caso di un taxista con figli da mantenere» racconta Giovanni Formigoni. Poi ci sono anche famiglie monoreddito che non riescono più a sostenere tutte le spese. 

Emporio della solidarietà - Rho

«E’ bello svolgere questo servizio per la comunità, – spiega Carla, volontaria da 2 anni dell’emporio – è un modo per incontrare le persone e istaurare relazioni significative». Per le persone che vengono qui è un modo per relazionarsi con altre persone del territorio. – dice Giovanna, volontaria che presta servizio all’emporio dall’apertura – Nel passaggio tra gli oggetti donati e poi ricevuti dalle famiglie bisognose c’è tutto il senso della solidarietà».  L’emporio è aperto il martedì e il giovedì pomeriggio e il sabato mattina.

Di Francesca Bianchi

 

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Pubblicato il 26 Ottobre 2022
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