I lavoratori agricoli e florovivaisti chiedono il rinnovo del contratto

Ad essere coinvolti anche i florovivaisti del Legnanese. In lombardia sono 60mila i lavoratori che chiedono il rinnovo del contratto. A denunciare la situazione le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil

agricoltura

Nessun rinnovo del contratto per 60mila lavoratori agricoli e florovivaisti lombardi. A denunciare la situazione che sta colpendo anche il territorio dell’Alto Milanese i sindacalisti Oliviero Sora del FAI CISL, Giancarlo Venturini della FLAI CGIL e Maurizio Vezzani della UILA UIL. «A 7 mesi dalla scadenza del 31 dicembre 2019, in nessuna provincia della Lombardia si è sottoscritto il rinnovo dei contratti di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti anzi, in alcune non si sono neppure avviate le trattative». Ad entrare nello specifico, descrivendo lo stato di salute del Legnanese Roberto D’Arcangelo della FLAI CGIL Ticino Olona: «L’emergenza Covid-19 ha complicato una situazione già delicata in quanto in diverse province lombarde manca la volontà da parte degli enti di confrontarsi con la parte sindacale. Fortunatamente nella zona di Milano provincia compresa Monza e Brianza c’è la volontà di aprire un tavolo di confronto». Come spiega D’Arcangelo, il Legnanese essendo un’area con vocazione florovivaistica ha «accusato difficoltà, tanto che sono state aperte diverse casse integrazioni a causa del lockdown. Nell’Abbiatense, invece, hanno sofferto gli agriturismi, ma il settore agricolo ha tenuto». Nei prossimi giorni si terrà un incontro con le controparti Agricole, Coldiretti, Confagricoltura e CIA di Milano Monza e Brianza e la speranza è quella di riuscire a trovare un punto d’incontro.

Un confronto che purtroppo, come precisano i sindacalisti delle tre sigle sindacali, nella maggior parte delle provincie lombarde, non è previsto. «Ricordiamo che il contratto provinciale del settore agricolo – commentano i tre sindacalisti – svolge la funzione economica del secondo biennio di valenza del contratto Nazionale ed è solo rinnovandolo che i lavoratori possono avere un riconoscimento economico che copra almeno la perdita del potere d’acquisto dei salari. Lavoratori che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro contributo continuando ad operare anche in situazioni di rischio per la propria salute. Sappiamo che alcuni settori hanno subito più degli altri la crisi data dalla pandemia, come sappiamo che sia il Governo con il Decreto Rilancio che Regione Lombardia sono intervenuti a sostegno di questi settori ed è per questo che chiediamo con forza la ripresa delle trattative per non fare pagare ancora ai lavoratori crisi non sempre vere».

Il rinnovo del contratto, come spiegano i sindacalisti, non riguarda solo il discorso economico, ma spazia su più punti: dalla classificazione, alla rivisitazione del welfare, dalla costituzione degli Enti Bilaterali «dove non ancora creati, dall’attenzione alla sicurezza sul lavoro con la creazione degli RLST, alla lotta contro il lavoro nero e caporalato per un agricoltura più moderna e attenta ai problemi di tutte le persone che ci lavorano e ci vivono».

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Pubblicato il 15 Luglio 2020
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