“Le visite ai cantieri del ministro? Una presa in giro. Servono risposte”
Migliaia di alloggi sfitti, fondi di sostegno all'affitto quasi azzerati, un mercato immobiliare che esclude: dopo la visita di Salvini Andrea Cazzolaro, segretario del sindacato inquilini Sunia, chiede di affrontare il tema nella sua complessità
«Non ci servono visite ai cantieri con l’elmetto, ma guardare alla realtà del disagio abitativo e dare risposte complessive. Lo dico indipendentemente dal colore politico».
Andrea Cazzolaro, segretario del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, interviene all’indomani della visita del ministro delle Infrastrutture Salvini in provincia. Prima di una riunione di partito, il vicepremier a Varese ha visitato le case Aler di via Montello, indicate come «modello» di gestione.
«Il tenore di quelle dichiarazioni, rispetto alla realtà che abbiamo sotto gli occhi, è una presa in giro verso le persone che vivono in edilizia pubblica, che vivono in condizioni complicate a fronte dello stato manutentivo generale, non certo o non sempre – lo sottolineo – per responsabilità delle singole Aler». dice Cazzolaro, richiamando la dimensione di strategia nazionale sul tema.
«Concentrarsi su un singolo progetto è fuorviante, con queste inaugurazioni “periodiche” degli stessi progetti. Così come trovo fuorviante è l’accenno al piano-casa: lo attendiamo da anni, attendiamo qualcosa di concreto. Su questo e in generale sul mercato abitativo, dopo che la finanziaria ha azzerato il sostegno all’affitto: sull’ambito di Varese per esempio siamo passati da 500mila euro a 29mila euro. Mentre – stando sempre all’ambito di Varese l’ultimo bando Erp a fronte di 300 domande ha visto solo 26 assegnazioni. Come si può parlare di modelli quando le risposte sono così carenti».
«Indipendentemente dal colore politico vorrei che i politici guardassero alla realtà dei fatti nelle nostre città: le tante famiglie con disdetta di locazione, quelle costrette al nero in alloggi sovraffollati, chi vive in edilizia pubblica in condizioni complicate, gli alloggi sfitti che sono il 13,7% secondo Aler (pari a 250 alloggi), a cui vanno aggiunti quelli di proprietà comunale».
«Abbiamo bisogno di risposte complessive. Un ministro non dovrebbe venire a inaugurare un singolo cantiere ma venire a spiegare come si intende intervenire in una regione, la Lombardia, che oggi 38mila alloggi indisponibili. Peraltro: se anche tutti questi alloggi fossero a disposizione, non rappresenterebbero comunque una soluzione sufficiente, visto l’aumento del disagio abitativo».

Cazzolaro richiama il tema dell’edilizia pubblica e delle storture del mercato privato, ma soprattutto la mancanza di consapevolezza del quadro complessivo: «Le forze politiche dovrebbero attraversare i quartieri popolari, viverli, per non parlarne come nel mondo delle favole. Noi come sindacato inquilini stiamo facendo un tentativo di organizzarci con le persone che qui ci vivono, perché le esigenze arrivino all’attenzione della politica. Le persone che vivono la difficoltà abitative non devono pensare che il loro sia un caso personale, che abbiano quasi colpa della situazione. Ma possono diventare consapevoli che il loro caso fa parte di un tema che riguarda tutti quanti e la società nel suo complesso».






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