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È morto Umberto Bossi, il “senatur” fondatore della Lega

La notizia nella serata di giovedì 19 marzo: aveva 84 anni. Il decesso all'ospedale di Circolo di Varese

Generico 16 Mar 2026

È morto Umberto Bossi, il Senatùr, fondatore della Lega Nord. Aveva 84 anni. Con lui scompare uno dei protagonisti più controversi e riconoscibili della Seconda Repubblica, capace di trasformare un movimento territoriale – nato nel Varesotto come Lega Lombarda – in una forza politica nazionale.

Bossi era stato ricoverato mercoledì in ospedale, al Circolo Varese, in terapia intensiva e in condizioni apparse subito critiche. La situazione è precipitata oggi e il decesso è avvenuto alle 20.30 di questa sera, giovedì 19 marzo.

Bossi era nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, nel cuore della provincia di Varese, terra che non ha mai smesso di rappresentare e da cui ha tratto linguaggio, simboli e consenso.

È proprio nel tessuto sociale ed economico del Varesotto che prende forma la sua parabola politica: tra fabbriche, piccola imprenditoria e identità locali, elementi che diventeranno il motore della sua narrazione autonomista, assemblando elementi da culture politiche diverse, dal federalismo antifascista di Chivasso al comunitarismo mutuato dalla destra identitaria, passando per un’idea di partito “leninista”, centralizzato e incentrato sulla militanza e riferimenti internazionali come il mito irlandese.

Umberto Bossi (inserita in galleria)
Bossi nelle vesti del rocker “Donato” negli anni Sessanta

Il legame con il territorio non è mai stato solo simbolico.
A Samarate la sua storia parte da una fugace presenza nella sezione comunista del Pci di Verghera: nel Comune vicino a Malpensa si muovono alcuni dei nuclei iniziali del consenso leghista. È qui e nei comuni limitrofi che il messaggio di autonomia e federalismo trova terreno fertile.

Umberto Bossi (inserita in galleria)

Ma è soprattutto Gemonio, dove Bossi ha vissuto a lungo, a diventare il suo vero “quartier generale”: una casa privata – acquistata a fine anni Ottanta – trasformata negli anni in luogo politico, punto di riferimento per dirigenti, militanti e giornalisti. Solo negli ultimi anni, con la Lega di Salvini, quel punto simbolico era man mano scomparso dalle cronache nazionali.

casa bossi gemonio
La casa di Gemonio presidiata dalle forze dell’ordine, nella serata di oggi, giovedì 19 marzo

Dalla provincia alla ribalta nazionale, il passo avviene tra gli anni Ottanta e Novanta, quando Bossi guida la nascita della Lega Lombarda e poi, nel 1989, della Lega Nord, aggregando diverse realtà autonomiste del Nord Italia, dal Piemonte di Gipo Farassino ai “duri” della Liga Veneta. Da quel momento il suo linguaggio diretto, spesso ruvido, e la capacità di intercettare il malcontento fiscale e istituzionale lo rendono uno dei leader più influenti del Paese.

Umberto Bossi (inserita in galleria)

Deputato, senatore, europarlamentare e più volte ministro, Bossi ha segnato profondamente il dibattito pubblico italiano, portando al centro temi come il federalismo, il rapporto tra Nord e Sud e la riforma dello Stato. Il soprannome “Senatùr”, nato dalla sua prima elezione al Senato nel 1987, è diventato negli anni un marchio politico e identitario.

Umberto Bossi (inserita in galleria)
Bossi negli anni “d’oro”

Non sono mancati momenti difficili: dalla malattia che lo colpì nel 2004 alle vicende giudiziarie e politiche che ne hanno segnato l’ultima fase pubblica. Ma anche quando il suo ruolo si è progressivamente ridimensionato, il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla storia della Lega e, più in generale, alla trasformazione del sistema politico italiano.

Bossi “grande narratore del Nord”: la parabola del Senatur analizzata da una politologa polacca

Oggi, nei luoghi della sua vita – Cassano Magnago, Samarate, Gemonio – resta il segno concreto di una stagione politica che ha avuto nel Varesotto il suo epicentro.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 19 Marzo 2026
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