“Sogliae” al Gagarin di Busto Arsizio: concerti e ascolto profondo fuori dai circuiti tradizionali
Dal podcast di Radio Materia il racconto di un progetto ideato da Elisa Begni e Nicolò Cagnan che unisce ricerca musicale e riflessione sociale, con l’obiettivo di superare le logiche del consumo culturale veloce
La musica come spazio di ricerca, incontro e consapevolezza. È questo il cuore di “Sogliae”, la rassegna musicale ospitata al Circolo Gagarin di Busto Arsizio e raccontata durante una puntata del podcast Chi l’avrebbe mai detto su Radio Materia. A presentarla sono stati Elisa Begni e Nicolò Cagnan, che hanno illustrato un progetto capace di mettere in discussione il modo tradizionale di vivere i concerti.
Una rassegna fuori dai confini
“Sogliae” nasce con un sottotitolo significativo: “suoni di confine”. Un’indicazione chiara della direzione artistica, che attraversa generi come jazz, elettronica, folk e musica sperimentale, evitando etichette rigide. «L’idea è lavorare su ciò che sta in mezzo, su ciò che non è facilmente classificabile» – Elisa Begni, organizzatrice – «sono proprio questi linguaggi che spesso faticano a trovare spazio nei circuiti più tradizionali». Il progetto punta così a valorizzare pratiche sonore ibride, lontane da una logica “chitarrocentrica” e più vicine alla ricerca contemporanea.
L’ascolto come esperienza
Uno degli elementi centrali della rassegna è la cosiddetta pratica dell’ascolto profondo. Non si tratta semplicemente di assistere a un concerto, ma di vivere un’esperienza più consapevole. «Chiediamo al pubblico di fermarsi, di dedicare tempo, di ascoltare davvero» – Nicolò Cagnan, organizzatore – «non è intrattenimento veloce, è uno spazio in cui stare». Per favorire questo approccio, gli appuntamenti sono collocati anche in orari inconsueti, come le matinée domenicali. Una scelta che rompe le abitudini e invita a una fruizione più attenta e lucida.
Un gesto anche politico
Oltre alla dimensione artistica, “Sogliae” rivendica anche un valore politico. In un contesto dominato da logiche di consumo rapido, la rassegna propone un’alternativa basata sulla presenza, sulla lentezza e sulla relazione.
Il pubblico non è visto come spettatore passivo, ma come parte attiva dell’esperienza. La sua presenza contribuisce all’equilibrio della performance, creando una relazione diretta con gli artisti.
C’è anche una scelta precisa sul piano dell’accessibilità: concerti a prezzi contenuti e in spazi raccolti, dove è possibile incontrare i musicisti e dialogare con loro a fine serata.
I primi appuntamenti
Durante la puntata del podcast sono stati presentati anche i primi eventi della rassegna. Tra gli artisti coinvolti figurano Chantal Acda, il collettivo Pietra Tonale e il cantautore Massimo Silverio, atteso il 29 marzo.
Una programmazione che riflette la volontà di esplorare linguaggi diversi, mantenendo però un filo comune: la ricerca sonora e l’intensità dell’esperienza dal vivo.
Musica come spazio condiviso
In conclusione, “Soglie” si propone come un laboratorio culturale, prima ancora che una rassegna musicale. Un luogo dove la musica torna a essere occasione di incontro e riflessione. Non solo spettacolo, ma esperienza collettiva: un invito a rallentare, ascoltare e partecipare.






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