Masterclass d’eccellenza e film cult: il BAFF svela i segreti del cinema contemporaneo
Dalle lezioni su Abel Ferrara e Rossellini all'omaggio al documentarista Wiseman. Il festival si chiude con il fenomeno "Hundreds of Beavers" e un ricordo speciale a Bambi Lazzati, storica anima del Premio Chiara
Il cinema come scuola, specchio della società e laboratorio di idee. Il BAFF 2026 si avvia verso la sua fase conclusiva confermando una delle sue colonne portanti: l’alta formazione. Il palinsesto delle Masterclass, ospitate in gran parte nell’aula magna dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, promette un’immersione totale nel linguaggio audiovisivo sotto la guida del direttore artistico Giulio Sangiorgio.
Lezioni d’autore: da Rossellini all’IA
Il calendario degli incontri è fitto e prestigioso. Si parte sabato 21 marzo (ore 16.00) con una lezione su Abel Ferrara, ospite d’onore del festival. Domenica 22 sarà la volta di Francesco Clerici, che racconterà il cinema documentario dopo la proiezione di Il gesto delle mani, seguito nel pomeriggio dal regista Michelangelo Frammartino, che analizzerà l’eredità di Roberto Rossellini a 800 anni dalla morte di San Francesco.
L’attenzione resta alta anche sulla sperimentazione internazionale: il 23 marzo il festival renderà omaggio a Frederik Wiseman, il gigante del documentario scomparso di recente, mentre il 26 marzo arriverà a Busto Kevin B Lee, uno dei massimi esperti mondiali di video-essay. Il 27 marzo sarà invece dedicato ai fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio, che presenteranno Canone effimero, un viaggio nella memoria e nei riti di un’Italia che scompare.
BAFF in libreria: Zalone, gli anni ’80 e il senso del finale
Non solo proiezioni, ma anche riflessioni letterarie. Tre i volti protagonisti della sezione dedicata ai saggi:
Matteo Inzaghi con Flashback, un’analisi del cinema americano degli anni ’80 come riflesso politico.
Gianni Canova, che nel suo libro su Checco Zalone indaga i meccanismi della risata collettiva in Italia.
Davide Ferrario, che con La fine della fine riflette sulla serialità moderna e sulla necessità di dare ancora una conclusione alle storie.
Il film di chiusura e l’omaggio a Bambi Lazzati
Per il gran finale, il BAFF punta su un’opera sorprendente: “Hundreds of Beavers” di Mike Cheslik. Un film cult che mescola comiche del muto, cartoni animati e dinamiche da videogame. «Un film che fa scuola – commenta Sangiorgio – perché insegna ai giovani che sono le idee, e non solo i soldi, a fare la differenza».
La serata di venerdì 27 marzo sarà segnata anche dalla commozione: il festival dedicherà un omaggio a sorpresa a Bambi Lazzati, recentemente scomparsa, storica direttrice del Premio Chiara e figura centrale della cultura varesina.
I biglietti per tutti gli appuntamenti saranno disponibili da lunedì 16 marzo sul sito ufficiale del festival.






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