Con la ciclovia insubrica da Milano al Canton Ticino, in bici sempre lontani dal traffico
Albano Marcarini, cartografo e autore di numerose guide dedicate ai viaggi lenti, ha tracciato un percorso che unisce ben cinque ciclabili. L'ultimo tratto, in valle Olona sotto Malnate, apre nuove prospettive
Pedalare da Milano fino al Canton Ticino senza quasi mai incrociare il traffico automobilistico. Oggi è possibile grazie alla “Ciclovia Insubrica”, un itinerario di circa 77 chilometri che unisce la metropoli lombarda alla Svizzera seguendo una rete di ciclovie e greenway tra l’Alto Milanese e il Varesotto. Un tracciato che sfrutta infrastrutture ciclabili già esistenti e che è stato recentemente completato grazie al nuovo collegamento tra la ciclabile della Valle Olona, sotto Malnate, e quella della Valle del Lanza, permettendo di arrivare fino a Mendrisio su percorsi protetti.
L’itinerario è stato mappato e raccontato anche su Komoot dal grande esperto di ciclovie Albano Marcarini, urbanista, cartografo e autore di numerose guide dedicate ai viaggi lenti. Marcarini è considerato una delle principali autorità italiane nel campo della mobilità cicloturistica: da anni percorre il territorio alla ricerca di percorsi poco conosciuti, che poi racconta nelle sue guide e nei suoi progetti editoriali, che tengono insieme la grande precisione tecnica (comprese le accurate mappe) con uno sguardo sempre attento a quel che c’è intorno. Tra le sue pubblicazioni più recenti c’è “Lombardia in bicicletta”, una guida che raccoglie oltre 120 itinerari per più di cinquemila chilometri complessivi, accompagnati da tracce GPS e indicazioni tecniche, pensata per far scoprire la regione pedalando tra paesaggi, città d’arte e percorsi naturali.
Un lungo itinerario protetto
La “Ciclovia Insubrica” ideata da Marcarini è per la quasi totalità su sede protetta: circa il 95% del tracciato corre su piste ciclabili o su strade a traffico molto limitato, con fondo in gran parte asfaltato e un dislivello complessivo in ascesa di circa 520 metri (ma ci sono anche 320 metri di discesa). Il tempo medio di percorrenza è attorno alle cinque ore pedalando con un ritmo tranquillo. Non si tratta di una singola pista ciclabile, ma di un itinerario costruito collegando diverse infrastrutture già esistenti.
Il percorso sfrutta infatti la ciclabile del Parco delle Groane, la ciclabile del Canale Villoresi, la Greenway dell’Olona, poi nel Varesotto la ciclabile della Valle Olona e infine la ciclabile della Valle del Lanza. Proprio il collegamento tra quest’ultima e la ciclabile dell’Olona, realizzato nell’area di Malnate (nella foto di apertura), ha permesso di completare un itinerario continuo fino al confine svizzero, oltre cui si procede su ciclabili e stradine secondarie in piena sicurezza.
Il percorso si svolge per la precisione per 36,5 km su pista ciclabile, per poco più di due km su strada Statale, il resto su stradine secondarie, poderali, sentieri; quanto alle superfici, si pedala per 39 km su asfalto, mentre per i restanti 38 km si procede su sterrati, strade pavimentate, superfici lastricati.
Da Milano al Villoresi
Il viaggio inizia a Milano, in piazza Maciachini, da dove si imbocca la ciclabile che porta verso nord attraversando i quartieri periferici della città, procedendo su ciclabili a fianco delle strade o in parterre verdi (con tratti ombreggiati, importanti quando viene il caldo). Dopo pochi chilometri il paesaggio cambia progressivamente e si entra nel Parco delle Groane, una vasta area naturale caratterizzata da pinete, brughiere e sentieri sterrati che rappresenta uno dei principali polmoni verdi tra Milano e la Brianza. In questo tratto la pedalata si svolge tra Garbagnate Milanese e le campagne circostanti, con la presenza di cascine storiche (tra cui il pregevole Castellazzo di Bollate) e ambienti naturali che contrastano con la vicinanza della grande area metropolitana.

Uscendo dal parco si intercetta la ciclabile del Canale Villoresi, una delle infrastrutture ciclabili più importanti della pianura lombarda. Il tracciato segue il corso del canale irriguo progettato nell’Ottocento e attraversa un territorio dove l’agricoltura e lo sviluppo industriale hanno segnato profondamente il paesaggio. Lungo questo tratto – in cui gli alberi isolano dal circostante territorio urbanizzato – si incontrano località come Lainate, dove merita una sosta la Villa Visconti Borromeo Litta con il suo celebre ninfeo rinascimentale, e Nerviano, punto di ingresso verso la valle dell’Olona, dove la ciclabile lambisce anche il Santuario della Colorina.

Poco più avanti si raggiunge Legnano, città storicamente legata alla famosa battaglia medievale del 1176 e caratterizzata dalla presenza del Castello e del Parco Castello, una grande area verde che accompagna il fiume Olona. Dentro Legnano bisogna affrontare uno dei pochi tratti dentro la città, ma è un breve tratto: da Castellanza il percorso entra nella Greenway dell’Olona, uno dei tratti più suggestivi dell’intero itinerario.
Archeologia industriale, longobardi, arte e memorie di guerra
La pista ciclabile segue il corso del fiume attraversando la valle che conserva importanti testimonianze di archeologia industriale: antichi cotonifici, mulini e opifici che raccontano la storia manifatturiera della zona. Risalendo il corso del fiume si incontrano centri di grande interesse storico. A Cairate si trova l’antico monastero di Santa Maria Assunta, fondato in epoca longobarda, mentre poco più avanti si raggiunge Castiglione Olona, considerato uno dei borghi rinascimentali più importanti della Lombardia e noto per la Collegiata e per gli affreschi realizzati da Masolino da Panicale.

Ma nel mezzo ci sono anche altre chicche meno note: il bunker di Prospiano, affacciato di fronte al piazzale della vecchia stazione, la soprastante, moderna chiesa del paese, opera dell’architetto Castiglioni, l’antica chiesetta del Lazzaretto.

Oltre Castiglione un tratto tra i prati accompagna nel territorio sotto Gurone e Malnate, grazie al recente collegamento ciclabile: qui si trova il passaggio scenografico sotto l’alto ponte delle Ferrovie Nord e il passaggio dai Mulini di Gurone, piccola frazione circondata da un’argine protettivo, come un piccolo polder olandese.

Nella valle del Lanza
Alla Folla di Malnate – dove si stratificano mulini e vecchie fabbriche tessili – il percorso devia verso la Valle del Lanza, seguendo il torrente che scorre in una valle verde e punteggiata solo da qualche cascina e mulino. Qui il paesaggio cambia ancora, con un ambiente naturale più raccolto che accompagna il ciclista verso la frontiera.
Da non perdere qui le cave di Molera, dove l’estrazione della pietra ha creato delle fascinose caverne.

L’approdo al Canton Ticino e il possibile rientro in treno
Attraversando località di confine come Cantello e Gaggiolo, si raggiunge infine la Svizzera e si entra nel territorio del Canton Ticino. Oltre Gaggiolo si percorre un tratto di ciclabile nella valletta del Laveggio (poco prima ci sentiamo di consigliare una breve deviazione fino alla chiesetta di Santa Margherita di Stabio, con a fianco un grotto e allevamenti di cavalli).

Punto di approdo è Mendrisio, dove il percorso termina nei pressi della stazione ferroviaria: da qui si può ripartire in treno TiLo verso Varese, Como o Milano (qui tutte le linee).
La traccia komoot della “Ciclovia insubrica”
Qui trovate la traccia completa realizzata da Albano Marcarini









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