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Dal Galilei all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: Cecilia Landini a caccia di neutrini in Cina

Cecilia Landini ex studentessa del liceo Galilei di Legnano tra passione per la scienza, il progetto JUNO e un contratto a tempo indeterminato

Generico 23 Feb 2026

La storia di Cecilia Landini è quella di una donna determinata che, dai banchi del liceo Galilei, ha trasformato l’amore per la scienza in una carriera stabile nella ricerca, un traguardo tutt’altro che scontato in Italia.
Oggi è ingegnere nucleare all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), uno dei più importanti enti di ricerca del Paese. Ma il suo percorso non è stato né semplice, né immediato. Dopo la laurea ha lavorato per cinque anni e mezzo con assegni di ricerca, contratti temporanei che possono durare al massimo sei anni. L’abbiamo incontrata in occasione dell’evento “Operazione Carriere“, durante il quale ha portato la sua testimonianza ai ragazzi del liceo dove ha studiato.

A 31 anni è riuscita a ottenere un posto a tempo indeterminato, un risultato significativo se si considera che per molti ricercatori la stabilità arriva molto più tardi, spesso intorno ai 40 anni, oppure non arriva affatto.

Il progetto JUNO

Oggi Cecilia è impegnata in JUNO (Jiangmen Underground Neutrino Observatory), un grande esperimento di fisica del neutrino in corso nel sud della Cina. «Questo esperimento è stato avviato nel 2014 e approvato ufficialmente poco dopo, la fase di costruzione si è conclusa nell’agosto dello scorso anno», spiega la ricercatrice, che ha trascorso quasi sei mesi in Cina per seguire da vicino le attività sperimentali.

«L’esperimento JUNO è pensato per avere una durata di circa 20 anni, con una collaborazione internazionale che coinvolge circa 800 scienziati provenienti da 70 istituti di ricerca», racconta Landini

Al centro del progetto c’è lo studio dei neutrini, particelle fondamentali estremamente leggere e debolmente interagenti. Attraversano la materia quasi senza lasciare traccia: proprio per questo sono difficilissimi da studiare, ma anche preziosissimi.

«L’obiettivo principale di JUNO è determinare la cosiddetta ‘gerarchia di massa’ dei neutrini: esistono tre stati di massa — M1, M2 e M3 — e sappiamo che hanno valori diversi. Tuttavia, non conosciamo ancora con certezza quale sia il più pesante e quale il più leggero, e stabilire l’ordine corretto è fondamentale per comprendere meglio le teorie che descrivono le particelle fondamentali, capire come i neutrini si trasformano tra loro e come interagiscono», spiega.

«I neutrini – conclude la ricercatrice – possono essere utilizzati come vere e proprie ‘sonde’ per studiare le loro sorgenti, come il Sole, poiché attraversano indisturbati anche le regioni più dense. Analizzarli potrebbe permettere di ottenere informazioni sulla composizione del nucleo solare, altrimenti inaccessibile».

Ispirazione per i giovani scienziati

Il suo percorso, fatto di studio, sacrifici dd  esperienze internazionali, racconta non solo la complessità del mondo della ricerca, ma anche la soddisfazione di chi è riuscita a farcela, lanciando un messaggio forte soprattutto per le ragazze che desiderano intraprendere una carriera nelle discipline STEM.

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Pubblicato il 27 Febbraio 2026
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