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Firmato il protocollo per la Statale alla ex Manifattura di Legnano: “Da icona del passato a simbolo del futuro”

L'Università Statale avrà a disposizione circa 4mila metri quadri di spazi nell'area storica della ex Manifattura, per le attività della facoltà di Medicina e Chirurgia

Le facoltà di Medicina e Chirurgia nel futuro della Manifattura di Legnano

Dai filati per grandi marchi come Lacoste all’Università degli studi Milano. Legnano punta a diventare una città universitaria e per farlo parte dagli oltre 40mila metri quadri della ex Manifattura, dismessi da anni e ora destinati ad accogliere gli studenti della Statale. È stato firmato mercoledì 11 febbraio il protocollo di intesa tra Città metropolitana di Milano, Comune di Legnano e Università degli studi di Milano per la realizzazione di un nuovo insediamento universitario negli spazi dell’ex sito industriale, destinato, quantomeno inizialmente, alla Facoltà di Medicina e Chirurgia.

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Le facoltà di Medicina e Chirurgia nel futuro della Manifattura di Legnano 4 di 6

«Oggi mettiamo una firma che ci permette di trasformare una parte storica del tessuto della città, la Manifattura, da icona del passato a simbolo del futuro – ha sottolineato al momento della firma il sindaco di Legnano Lorenzo Radice, trovando sponda nell’assessore alla partita Lorena Fedeli -. Con questa firma apriamo un capitolo nuovo da scrivere insieme: oggi parte un lavoro che dovrà essere costruito con la città, con le realtà produttive, con i sindaci del territorio, un percorso che farà da volano ad un movimento nel territorio e che comporterà investimenti pubblici e privati. Il protocollo ci permette di aprire un tavolo di lavoro e di iniziare a progettare l’utilizzo dei circa 4mila metri quadri che chi trasformerà la Manifattura metterà a disposizione dell’Università Statale. Legnano con questa firma rafforza il ruolo di città polo che Città metropolitana e Regione le hanno riconosciuto da tempo, una città che attrae a livello più ampio dei suoi confini amministrativi. La nostra città è cresciuta con la vocazione di città del saper fare, oggi apre le porte per diventare anche una città del sapere».

«L’arrivo dell’università su un territorio ha un valore infinitamente superiore alla rigenerazione urbana, e anche al semplice investimento in ricerca, formazione e didattica – ha aggiunto Giorgio Mantoan, consigliere metropolitano delegato a Sviluppo economico, Politiche giovanili, Rapporti con il sistema delle Università, Forestazione urbana e Coordinamento fondi europei -: è l’occasione per scrivere una nuova pagina della storia del territorio e dare un nuovo futuro alla comunità. Con questa consapevolezza abbiamo giocato fin dall’inizio di questa partita un ruolo strategico di impulso: vogliamo realizzare a Legnano un nuovo polo attrattivo e competitivo che faccia decidere alle persone di studiare, lavorare e costruire il proprio futuro qui. L’impatto sarà positivo per il territorio ben oltre i confini di Legnano e ben oltre il tema universitario, sarà un’occasione per creare crescita e sviluppo rafforzando la cooperazione per il benessere di cittadini e cittadine del territorio».

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L’Università Statale avrà a disposizione circa 4mila metri quadri di spazi nell’area storica della fabbrica, quella dell’opificio. L’università, peraltro, già oggi ha 20 Scuole di Specializzazione nei presidi dell’ASST Ovest Milanese e quattro corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirrugia all’interno dell’Ospedale di Legnano, dove ci sono anche attività didattiche professionalizzanti dei corsi di laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche e in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche. E proprio da Medicina e Chirurgia si ripartirà anche alla ex Manifattura, anche se con quale orizzonte temporale al momento è ancora troppo presto per dirlo, pur ipotizzando che l’area sia a tutti gli effetti disponibile nell’arco di due o tre anni.

«Il protocollo che sottoscriviamo oggi rappresenta per l’Università un impegno pubblico importante – ha sottolineato la rettrice Marina Brambilla -: è l’inizio di un percorso per sviluppare sinergie e progettualità condivise in tema di formazione, ma anche di rigenerazione urbana. La Statale per decenni ha fatto “solo” ricerca e didattica, ma ormai è un attore importante anche nella rigenerazione urbana. In questa zona possiamo lavorare insieme sia per la salvaguardia del territorio e della memoria industriale, sia con un’obiettivo che guardi al futuro: qui vogliamo portare non solo studenti, ma anche ricerca e sviluppo e nuove progettualità. La Statale è pronta in area medica, con corsi che esistono già e possono giovare di spazi maggiori e migliori, ma abbiamo già in mente altri sviluppi che uniscono l’area sanitaria con l’aspetto tecnologico. Ci piacerebbe anche fare qualche studio di settore in relazione alle esigenze dei ragazzi che ora sono nelle scuole e a quelle del territorio. L’idea non è solo quella di avere un nuovo edificio per progettualità che già ci sono, ma di costruire insieme il futuro».

«In ambito sanitario la Statale è fortemente presente sia a Legnano che a Magenta e l’idea è quella di sviluppare ulteriormente l’intervento della facoltà di Medicina e Chirurgia nei due presidi – ha aggiunto Francesco Blasi, prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario dell’Università degli Studi di Milano -. Un punto fondamentale sarà la possibilità di innovare la didattica, ad esempio portando una parte di simulazione clinica avanzata, e di avere una formazione interprofessionale e collaborare in maniera significativa allo sviluppo di una formazione attiva che faccia crescere l’interazione tra università e territorio. Dove arriva l’università arrivano l’innovazione, la possibilità di aprire nuove prospettive, attirare giovani e nuovi talenti».

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«La Manifattura è un luogo meraviglioso che rappresenta la storia di tante famiglie, oggi dismesso – ha concluso Angelo Casertano, direttore generale dell’Università degli Studi di Milano -: l’idea di vederlo ripopolato da studenti e ricercatori ci ha fatto subito brillare gli occhi. A livello pratico è in pieno centro, a cinque minuti dalla stazione, ed è perfetta dal punto di vista architettonico e delle possibilità offerte dagli spazi. Portare qui non solo studenti, ma anche ricerca e interazione con il mondo produttivo è una sfida molto bella».

Il protocollo arriva a valle di un percorso che aveva visto l’amministrazione comunale partire da idee per la ex Manifattura anche molto diverse da quella poi arrivata in porto, come la nuova sede della biblioteca o un mercato coperto. «Ci siamo interrogati sulle potenzialità dell’area e su quello che nel frattempo aveva fatto l’amministrazione: la biblioteca, ad esempio, è stata sviluppata in un altro modo e i due poli della biblioteca diffusa sono diventati molto importanti, mentre rispetto al mercato coperto ci sono stati ragionamenti tecnici e interlocuzioni con il mondo commercio che hanno portato a dire che quella suggestione poteva presentare una serie di problematiche. Quando ci si aggancia a partner del livello dell’Università Statale di Milano, poi, bisogna fare delle scelte». La ex Manifattura, peraltro, non è l’unica area al centro del protocollo firmato oggi da Città Metropolitana, Comune e Università, dove si parla anche, ad esempio, di aree della ex Franco Tosi, ex Caserma, Ospedale vecchio e Palazzine Trifone. «Potremo replicare anche in altri ambiti della città dove ci sono grandi opportunità di sviluppi», ha sottolineato il sindaco.

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 11 Febbraio 2026
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