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Rho città universitaria: il futuro passa dallo studentato diffuso

Alloggi e servizi per rende la città sempre più accogliente per i giovani universitari

Generico 02 Feb 2026

Giovedì 29 gennaio la Sala Consigliare di Rho ha ospitato il convegno “Una casa per chi studia. Una città per crescere”, promosso dal Consiglio comunale per discutere dello studentato diffuso e delle opportunità di trasformare Rho in una città accogliente per i giovani universitari. Con l’apertura della nuova sede scientifica dell’Università Statale di Milano a MIND e il flusso verso altri atenei milanesi, l’obiettivo è prepararsi a ospitare centinaia di studenti, offrendo alloggi e servizi adeguati.

Secondo Paolo Bindi, a Milano ci sono 237mila studenti, di cui circa il 45% fuori sede, pari a 106mila giovani. A Rho vivono oggi circa mille studenti, ma l’ambizione è arrivare a 1.200 (300 in studentato tradizionale e 900 in modalità diffusa), usando 200 abitazioni dedicate a studenti, dottorandi, ricercatori e docenti. La città dispone di 27mila alloggi, di cui 4.753 in affitto (826 pubblici), mentre strutture ricettive come hotel, B&B e residence offrono complessivamente 1.570 posti letto. La mobilità è un punto di forza: da Stellanda a MIND si arriva in 80 minuti in bus o 30 in bici, anche se servono più stalli sicuri per le biciclette.

Le volontà degli studenti

In un video, cinque studenti fuori sede hanno condiviso le loro necessità principali: trasporti pubblici più efficienti, spazi di studio attrezzati, mense e luoghi di socializzazione, convenzioni sportive e gastronomiche, medico di base e informazioni per trovare casa. Massimo Paschino (Century 21) ha sottolineato come affittare agli studenti sia percepito come complicato per turnover e vita sociale, ma oggi esistono contratti flessibili da 12 a 36 mesi che valorizzano gli immobili e rendono la città più viva.

Secondo Marco Muscogiuri (Politecnico di Milano), i giovani tendono a lavorare in gruppo, tra workshop e call, e hanno bisogno di sale studio attrezzate. Su questo punto interviene anche l’architetto Lorenzo Margiotta, sottolineando che le abitazioni devono essere funzionali, con connessione a internet, un tavolo da lavoro e una zona living confortevole.

Giuseppe Cangialosi (Sistema Abitare Sociale) ha ricordato che molti studenti vivono in condizioni precarie e ha invitato a creare un patto tra Comuni, proprietari e inquilini per garantire affitti sostenibili. Lo studentato diffuso può rappresentare la soluzione più concreta, ma richiede sia strutture già esistenti sia tariffe adeguate al reddito familiare.

Prospettive per la città

Vittorio Dell’Acqua, dirigente comunale, ha evidenziato come lo studentato diffuso possa stimolare l’economia e i servizi culturali, sportivi e ricreativi della città. Christian Colombo ha proposto idee innovative: trasporto pubblico a chiamata, convenzioni “student friendly”, bacheche digitali per affitti e lavoro, co-housing, volontariato informale e sale studio fino a tarda sera.

Andrea Recalcati, vicepresidente del Consiglio comunale, ha definito l’arrivo di MIND un’opportunità straordinaria per rendere Rho una città giovane e dinamica. Il Sindaco Andrea Orlandi ha sottolineato: “Non si tratta solo di ospitare studenti, ma di decidere che tipo di città vogliamo essere, rigenerando spazi e attrarre giovani e investimenti”.

“Il convegno segna l’inizio di un percorso per costruire una Rho sempre più universitaria”conclude il dibattito Calogero Mancarella.

Nella foto i relatori, i consiglieri comunali coinvolti e il Sindaco Orlandi

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Pubblicato il 09 Febbraio 2026
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