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Stoccaggio pneumatici all’aperto: si possono lasciare fuori coperti senza rovinarli?

I nemici principali non sono solo la pioggia, ma i raggi UV, l'ozono e gli sbalzi termici estremi

pneumatico

Risposta rapida: Sì, è tecnicamente possibile lasciare i pneumatici all’aperto se coperti, ma è fortemente sconsigliato per periodi lunghi se non si prendono precauzioni rigorose. I nemici principali non sono solo la pioggia, ma i raggi UV, l’ozono e gli sbalzi termici estremi. Per farlo in sicurezza, è necessario utilizzare teli specifici impermeabili ma traspiranti, sollevare le gomme dal suolo per evitare l’umidità di risalita e non esporle mai alla luce diretta del sole. Senza queste protezioni, la mescola del pneumatico rischia di indurirsi e screpolarsi in pochi mesi, compromettendo la sicurezza alla guida.

I 3 nemici silenziosi delle gomme lasciate all’esterno

Molti automobilisti pensano che il pneumatico, essendo fatto di gomma robusta progettata per macinare chilometri sull’asfalto rovente, sia indistruttibile. Purtroppo, quando la gomma è ferma (statica), è molto più vulnerabile di quando è in movimento. Se state valutando di lasciare il vostro set di gomme (magari quelle invernali durante l’estate o viceversa) sul balcone o in giardino, dovete conoscere la chimica di ciò che accade alla mescola. Non è sufficiente “coprirle” con un sacco nero della spazzatura; bisogna combattere attivamente contro tre agenti atmosferici.

Il primo nemico è l’ozono e i raggi UV. La luce solare diretta è letale per i pneumatici. I raggi ultravioletti penetrano nella struttura molecolare della gomma rompendo i legami chimici che le conferiscono elasticità. Questo processo accelera l’invecchiamento, portando a quelle micro-crepe sul fianco note come “screpolature da ozono”. Anche se coperti, se il telo non è specificamente anti-UV, il calore generato sotto la copertura può “cuocere” la gomma, facendo evaporare gli oli emollienti presenti nella mescola e rendendola dura come plastica vecchia.

Il secondo nemico è l’umidità e l’acqua stagnante. Se lasciate le gomme all’aperto, l’umidità che risale dal terreno o la condensa che si crea dentro un telo non traspirante possono corrodere le parti metalliche interne del pneumatico (le cinture d’acciaio) o, nel caso di gomme montate su cerchio, ossidare e arrugginire il cerchione stesso. Un ambiente costantemente umido è l’anticamera del deterioramento strutturale.

Infine, le fluttuazioni di temperatura. In garage la temperatura è tendenzialmente stabile. All’aperto, l’escursione termica tra giorno e notte (specialmente in inverno o in piena estate) provoca una continua espansione e contrazione dei materiali. Questo “stress termico” continuo, unito all’immobilità, favorisce la deformazione della carcassa, rendendo il pneumatico potenzialmente inutilizzabile o difficile da equilibrare al momento del rimontaggio.

Come preparare le gomme per lo stoccaggio esterno: la procedura corretta

Se non avete alternative e il cortile o il balcone sono l’unica opzione, non potete saltare la fase di preparazione. Buttare le gomme in un angolo così come sono state smontate dall’auto è il modo più veloce per doverle ricomprare la stagione successiva. La preparazione serve a creare una barriera protettiva sulla gomma prima ancora che venga coperta.

Ecco i passaggi fondamentali da seguire scrupolosamente:

  1. pulizia profonda: prima di tutto, lavate le gomme con acqua e un detergente neutro. Rimuovete sassolini, residui di olio, benzina o grasso stradale. Queste sostanze chimiche, se lasciate sulla gomma per mesi, reagiscono con la mescola degradandola.
  2. asciugatura perfetta: questo è il passaggio più critico per l’esterno. Non coprite mai le gomme se sono ancora umide. L’acqua intrappolata sotto un telo impermeabile creerà un effetto serra devastante.
  3. Niente nero gomme: Evitate di applicare lucidanti per gomme o prodotti estetici prima dello stoccaggio. Molti di questi prodotti contengono solventi a base di petrolio che possono accelerare il deterioramento se non esposti all’aria.
  4. Isolamento dal suolo: Non appoggiate mai le gomme direttamente sull’erba, sulla terra o sul cemento umido. Usate un pallet di legno o una base di plastica rialzata. Questo crea un flusso d’aria sotto la pila e impedisce all’umidità del terreno di attaccare la gomma dal basso.

Coprire i pneumatici: Quale materiale scegliere?

La scelta della copertura fa la differenza tra ritrovare gomme performanti o gomme da buttare. L’errore più comune è utilizzare i classici sacchi neri della spazzatura o teli di plastica generici chiusi ermeticamente. Sebbene sembrino impermeabili, questi materiali non traspirano.

Sotto il sole, un sacco nero sigillato diventa un forno, raggiungendo temperature che possono alterare la struttura interna del pneumatico. Inoltre, la condensa intrappolata non ha via di fuga. Per uno stoccaggio all’aperto, avete bisogno di coperture specifiche per pneumatici (Tire Bags).

Le caratteristiche che la copertura deve avere sono:

  • Impermeabilità esterna: per proteggere da pioggia e neve.
  • Riflessione UV: spesso sono di colore argento o grigio chiaro per riflettere i raggi solari invece di assorbirli.
  • Traspirabilità: devono permettere all’aria di circolare per evitare muffe e ruggine, pur impedendo all’acqua di entrare.
  • Chiusura adeguata: devono avvolgere bene la pila di gomme per evitare che il vento le scopra o che animali e insetti vi facciano il nido all’interno (un problema molto frequente nei giardini).

Se usate sacchi individuali, assicuratevi di fare dei micro-fori per l’aerazione se il materiale è completamente plastico, oppure lasciateli leggermente aperti sul fondo, assicurandovi però che l’acqua non possa entrare dagli schizzi di rimbalzo dal pavimento.

Posizionamento: verticale o orizzontale? (con e senza cerchi)

La fisica del pneumatico impone regole diverse a seconda che stiate conservando solo la gomma (il copertone) o la ruota completa (gomma montata sul cerchio). Sbagliare questo aspetto porta al fenomeno del “Flat Spotting” (appiattimento), dove la gomma si deforma nel punto di contatto, causando vibrazioni fastidiose e pericolose alla guida.

Lista 1: come posizionare le gomme SENZA cerchi

Se avete smontato i pneumatici dai cerchioni per conservarli, la struttura è più debole perché manca il supporto metallico interno.

  • Posizione: devono essere stoccati in verticale, uno di fianco all’altro (come i libri su uno scaffale).
  • Rotazione: È fondamentale ruotarli leggermente ogni 4-6 settimane. Questo serve a cambiare il punto di appoggio e prevenire che il peso della gomma stessa la deformi in un solo punto.
  • Divieto: non appendeteli mai a ganci! La gravità deformerebbe la carcassa irrimediabilmente.
  • Accatastamento: evitate di impilarli uno sopra l’altro. Il peso delle gomme superiori schiaccerebbe i fianchi di quella alla base, danneggiando la struttura.

Lista 2: come posizionare le gomme CON i cerchi

Se conservate le ruote complete (treno invernale/estivo già montato), il cerchio fornisce rigidità strutturale.

  • Posizione: la soluzione ideale è appenderle a ganci appositi o usare un “albero porta pneumatici”. In questo modo, il peso non grava sulla gomma.
  • Alternativa: potete impilarle in orizzontale (una sopra l’altra) su un pallet di legno.
  • Pressione: gonfiate le gomme leggermente più del normale (+0.5 bar) prima di stoccarle, per compensare la naturale perdita di pressione nel tempo.
  • Divieto: non stoccatele in verticale. Con il peso del cerchio, la gomma si deformerebbe molto più velocemente nel punto di contatto col suolo.

I segnali di allarme: quando la gomma non è più sicura

Dopo mesi di stoccaggio all’aperto, anche se avete seguito tutte le precauzioni, è doveroso fare un controllo di sicurezza prima del montaggio. Noi di Dani Gomme Usate vediamo spesso pneumatici che sembrano nuovi a un’occhiata distratta, ma che nascondono insidie strutturali dovute a una cattiva conservazione. La sicurezza stradale non ammette compromessi.

Ecco cosa dovete cercare visivamente e tattilmente:

  • Screpolature sul fianco: osservate attentamente la spalla del pneumatico. Se vedete una rete di piccole crepe (simili a quelle della terra arida), significa che l’ozono ha seccato la mescola. Queste gomme sono a rischio esplosione ad alta velocità.
  • Deformazioni: passate la mano sul battistrada. Se sentite dei “gradini” o delle aree piatte, la gomma si è ovalizzata. A volte questo difetto sparisce dopo pochi km quando la gomma si scalda, ma se persiste, il pneumatico è da buttare.
  • Durezza della mescola: Se premendo l’unghia sul tassello del battistrada sentite che la gomma è dura come plastica e non lascia alcuna impronta temporanea, ha perso le sue proprietà di aderenza (grip).
  • Ruggine sul cerchio: Se avete conservato ruote complete, controllate la valvola e il bordo del cerchio. La corrosione può causare perdite di pressione lente ma costanti.

Se notate uno di questi segni, non rischiate. Spesso è più conveniente ed infinitamente più sicuro optare per un cambio gomme, valutando magari un usato garantito di alta qualità che ha superato controlli rigorosi di stoccaggio professionale.

Domande Frequenti (FAQ)

Posso lasciare le gomme sul balcone coperto da una tettoia?

Sì, una tettoia aiuta molto perché protegge dalla luce diretta e dalla pioggia. Tuttavia, l’ozono presente nell’aria e gli sbalzi termici agiscono comunque. Usa sempre sacchi protettivi individuali.

I sacchi sottovuoto per vestiti vanno bene per le gomme?

Esistono sacchi sottovuoto specifici per pneumatici che sono eccellenti perché rimuovono l’ossigeno (riducendo l’ossidazione). Non usate quelli per vestiti generici perché sono troppo fragili e non schermano i raggi UV.

Quanto tempo possono stare le gomme all’aperto?

Con le giuste protezioni, possono superare una stagione (6 mesi). Oltre questo periodo, il degrado accelera notevolmente rispetto allo stoccaggio in magazzino a temperatura controllata.

 

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Pubblicato il 23 Gennaio 2026
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