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Lavori in ritardo per il biciplan nel Legnanese. L’opera torna sul tavolo della commissione in Città metropolitana

Nei giorni scorsi la Lega di Nerviano ha effettuato un sopralluogo insieme al consigliere metropolitano Colombo sul tracciato interessato dai lavori per il biciplan in paese

Sopralluogo per i lavori del biciplan metropolitano

Tornano sul tavolo della commissione “Mobilità e Infrastrutture” della Città metropolitana di Milano i lavori per la realizzazione della linea 15 del progetto “Cambio”, il biciplan della Città metropolitana di Milano che si propone di «integrare la tutela ambientale, la sicurezza, lo sviluppo economico e il benessere generale» identificando «corridoi super-ciclabili a livello metropolitano e integrandoli con le ciclabili comunali, per facilitarne l’uso e cambiare il modo di muoverci sul territorio, usando le migliori capacità e tecnologie». Mercoledì 14 gennaio la commissione si riunirà per discutere lo stato di avanzamento dell’opera, su richiesta del consigliere metropolitano in quota Lega Christian Colombo.

Nei giorni scorsi, intanto, l’ex sindaco Massimo Cozzi ha effettuato un sopralluogo insieme al consigliere Colombo sul tracciato interessato dai lavori per il biciplan a Nerviano, con l’obiettivo di «verificare sul campo l’andamento delle operazioni e confrontare lo stato dei fatti con le informazioni frammentarie finora disponibili». «Le risultanze del sopralluogo non hanno fatto altro che confermare i timori della Lega – sottolineano dal Carroccio, ribadendo l’intenzione di «vederci chiaro su un progetto che desta crescenti preoccupazioni» -. La questione principale che verrà posta in commissione riguarda i gravi e inaccettabili ritardi accumulati nella realizzazione dell’infrastruttura. Una lentezza procedurale e operativa che non può essere più tollerata».

«La criticità maggiore, che esige risposte immediate da parte dell’amministrazione e degli enti gestori, è il rischio concreto e imminente di perdere i finanziamenti ottenuti tramite il PNRR – aggiungono dalla Lega di Nerviano -. I fondi europei sono vincolati a scadenze perentorie: il mancato rispetto delle tempistiche non si tradurrebbe solo in un’incompiuta, ma in un danno erariale significativo, che ricadrebbe sulle spalle dell’intera comunità nervianese. La Lega di Nerviano contesta da tempo l’approccio ideologico che permea queste opere, spesso etichettate come “follie green” perché progettate senza un’adeguata considerazione delle specificità territoriali e delle reali dinamiche di mobilità. L’attenzione della commissione sarà dunque puntata sulla necessità di garantire efficienza, trasparenza e rispetto delle scadenze, evitando che una visione astratta della mobilità sostenibile si trasformi nell’ennesima occasione persa per Nerviano».

I ritardi del cantiere per la realizzazione della linea 15 del biciplan – che attraverserà il nostro territorio dopo la partenza da Milano e il passaggio da Pero, Rho e Pogliano Milanese, passando per Nerviano, Parabiago, Canegrate, San Vittore Olona e Legnano, per un totale di 22 chilometri e un costo complessivo di oltre 12 milioni di euro – non sono peraltro una novità, tanto che nei mesi scorsiil consigliere metropolitano alla mobilità Marco Griguolo aveva effettuato un sopralluogo ad hoc, durante il quale aveva incontrato anche amministratori e tecnici dei comuni interessati.

Alla base dei ritardi da un lato la carenza di maestranze lamentata dall’impresa incaricata di realizzare l’intervento, e dall’altro le richieste di modifiche in corso d’opera al percorso. Nei mesi scorsi, inoltre, era stato presentato anche un ricorso al TAR da un’azienda di Parabiago, respinto in primo grado dal TAR per la Lombardia. La realizzazione dell’opera, aveva spiegato in occasione del sopralluogo Griguolo, non era in discussione; il nodo, però, è inevitabilmente rappresentato dalla risorse economiche: nel timore di veder sfumare le risorse del PNRR, già da tempo Palazzo Isimbardi ha iniziato a confrontarsi con il Ministero dell’Interno, valutando altre eventuali strategie di finanziamento e anche l’utilizzo di fondi propri, già accantonati. Se dovessero “saltare” i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cambierebbe inevitabilmente anche l’orizzonte temporale dell’opera.

Foto di archivio

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 13 Gennaio 2026
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