“Dona un libro al bosco”: al Galilei di Legnano l’iniziativa per aiutare i giovani schiavi della droga
Il progetto è stato presentato agli studenti legnanesi da due volontarie che operano nel parco del Rugareto nell'ambito di due incontri sui rischi e le conseguenze legate all’uso di droghe
Favorire un atteggiamento di consapevolezza sui rischi e le conseguenze legate all’uso di droghe, ma anche promuovere la capacità di compiere scelte autonome e responsabili nel rispetto di sé e dell’altro oppure aiutare a sviluppare la consapevolezza che la solitudine e altre difficoltà legate al periodo dell’adolescenza trovano un possibile percorso di speranza e di rinascita quando avviene un incontro vero, uno sguardo che ti incrocia e che si prende cura di te.
Questi, gli obiettivi principali di un progetto in corso al Liceo Galilei di Legnano e che si è concluso con due incontri, lunedì 4 e sabato 9 aprile.
In particolare il 4 aprile è stato ospite in aula magna l’autore, psicologo e responsabile della “Casa del giovane” a Pavia, Simone Feder. Durante l’incontro sono state approfondite diverse tematiche, su come vivono i ragazzi del bosco, il ruolo di amici e genitori, il percorso di recupero, ma anche il desiderio di sapere da dove nasce questa cura che Simone da anni esprime verso di loro.
Sabato 9 aprile Miriam e Camilla dell’associazione “Dona un libro al bosco” che opera nel bosco dello spaccio d Rogoredo portando libri e possibilità di recupero ai ragazzi che vivono nel degrado e nella dipendenza, hanno spiegato come è nata l’associazione, condiviso situazioni vissute e come questa esperienza ha cambiato le loro vite attraverso il mettersi al servizio dell’altro.

«Il progetto – spiega la dirigente Alessandra Belvedere – è stato fortemente voluto dai proff. Cogliati e Viganò e vivamente sostenuto da me.. Il titolo “Nessuno si salva da solo”. E sì, questo è molto importante. In un momento in cui ognuno pensa solo a se stesso… che questo possa essere da stimolo per voi. Soprattutto in questo periodo. Siamo usciti dall’isolamento della pandemia e abbiamo la fortuna di dormire nei nostri letti senza la paura delle bombe. Siamo veramente fortunati. Amiamoci gli uni e gli altri, ascoltiamoci, questo è importante. Non sempre Io, Io, Io voglio ma aiuta gli altri e così aiuti anche te stesso. Io è quello che ho sempre vissuto. Così è per il mio lavoro. Io lavoro per voi, per i docenti, rappresentanti…mi piace aiutare. Da preside posso aiutare molte più persone. Miriam ha ringraziato complimentandosi per l’attenzione dei professori e una dirigente che cerca di ricordarvi che la scuola è un luogo in cui si diventa delle persone. Infine, ai ragazzi è stato proposto di sostenere in vari modi le iniziative dei volontari che operano al bosco di Rogoredo, a partire da piccoli doni come un paio di scarpe nuove e soprattutto un libro con dedica da portare il mercoledì sera ai ragazzi del bosco. Un invito a diventare “generatori di altro”».






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