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Adolescenti e lockdown: «Ascoltiamo le loro proposte, ci stupiranno»

Dafne Guida, pedagogista, spiega questo difficile momento invitando gli adulti a supportare gli adolescenti a riprendere con cautela in mano il filo dei loro rapporti, ascoltando le loro proposte che ci stupiranno.

Generico 2018

C’è una fascia d’età, quella dell’adolescenza, che sta subendo gli effetti più pesanti di questa pandemia. Dopo essere rimasti chiusi in casa per mesi, davanti a un pc, l’unica scuola possibile per evitare i contagi, dal 5 maggio hanno riconquistato una parte delle loro libertà: i ragazzi sono tornati ad abitare le strade e le piazze. Ma molti di loro «stanno facendo fatica a ritrovare “ la misura” giusta per tornare in società». Gli episodi di violenza che si sono verificati in queste ultime sera in centro a Legnano, ne sono un estremo esempio. Dafne Guida,  pedagogista presidente della cooperativa Stripes, spiega questo difficile momento invitando gli adulti a supportare gli adolescenti nel riprendere con cautela in mano il filo dei loro rapporti, ascoltando le loro proposte che, assicura, ci stupiranno. Di seguito il suo contributo


Da pedagogista che ha lavorato molto nelle scuole e che ha sempre coltivato degli spazi di ascolto con i genitori mi sento di dire che il tema degli effetti del lockdown sugli adolescenti e’ particolarmente delicato. Per molti di loro si è trattato di chiudere in una stanza il proprio “desiderio di spiccare il volo”: una necessità importante come quella della socializzazione, del rapporto con i coetanei con cui ci si confronta e attraverso cui si cresce è stata negata e strappata via da un giorno all’altro . In tempi normali i ragazzi definiscono la loro identità proprio e soprattutto nella relazione con il gruppo dei pari .Oggi invece stanno facendo fatica a ritrovare “ la misura” giusta per tornare in società . La socialità perduta la vivono come una occasione mancata da cui doversi affrancare. Hanno il desiderio diffuso di tornare a vivere e l’ansia nascosta di non riuscire a farlo, la paura di essersi persi qualcosa di importante per le loro vite  la fine della scuola , i riti primaverili delle uscite in compagnia e molto altro. La maggioranza dei ragazzi Sono stati pazienti , hanno capito , hanno collaborato affidando la loro vita sociale alla copertura dei wi fi casalinghi: oggi vanno aiutati e supportati a riprendere con cautela in mano il filo dei loro rapporti , dobbiamo sostenerli nel nuovo equilibrio di regole perché la tentazione è quella di “riprendersi” la loro libertà in modo veemente e spericolato.

Questa pandemia è stata percepita dalla maggioranza dei ragazzi come un evento che “ha tagliato le ali”. Come adulti, forse, non ci siamo resi conto di quanto sia stato difficile per gli adolescenti. La maggior parte di noi genitori ha ricominciato a lavorare e loro invece si ritrovano ancora dentro casa . Si alzano la mattina, infilano una maglietta sui pantaloni del pigiama e stanno dietro un monitor per ore. Salutano i professori con le voci assonnate, a volte la connessione salta e con lei salta la possibilità di realzionarsi a qualcuno. Le poche uscite appena riconquistate (con il nuovo look con mascherina) diventano allora un modo per riprendersi la vita e alcune intemperanze sono legate proprio a questo desiderio irrisolto di tornare ad una vita “normale” fatta di piccole e grandi cose . Noi possiamo fare molto, possiamo fare in modo che in città ci siano luoghi sicuri per i loro incontri, possiamo attrezzare aree in cui stare fuori sia possibile senza creare assembramenti attraverso panchine distanziate, possiamo ripensare la città perché loro tornino a viverla in sicurezza. Dando regole chiare senza dubbio ma ascoltando le loro proposte: ci stupiranno.

Dafne Guida

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 29 Maggio 2020
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