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Adhd, finalmente se ne parla ma per una diagnosi c’è chi attende fino a due anni

L'intervista a Radio Materia di Astrid Gollner, referente regionale di Aifa, l'associazione che aiuta le famiglie e le persone con disturbo dell'attenzione: "Riguarda una popolazione tra il 5 e il 7% dei bambini ma le strutture non sono adeguate"

Astrid Gollner


L’ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, riguarda migliaia di bambini, adolescenti e adulti, ma in Italia è ancora poco conosciuto e spesso difficile da diagnosticare. A parlarne ai microfoni di Soci All Time, il podcast di Radio Materia realizzato in collaborazione con CSV Insubria, è stata Astrid Gollner, referente lombarda di AIFA Lombardia (Associazione Italiana Famiglie ADHD). Un’occasione per approfondire le difficoltà quotidiane delle persone con ADHD e delle loro famiglie, ma anche per conoscere le iniziative organizzate a Varese durante ottobre, mese dedicato alla consapevolezza di questo disturbo.

ADHD, un disturbo ancora poco conosciuto

L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo con una forte componente genetica, che si manifesta generalmente fin dall’infanzia e può accompagnare una persona per tutta la vita. Le sue caratteristiche principali sono la difficoltà nel mantenere l’attenzione, l’impulsività e, in molti casi, l’iperattività. Comportamenti che vengono ancora troppo spesso interpretati come mancanza di educazione, pigrizia o scarso impegno, soprattutto a scuola. In realtà, dietro queste difficoltà c’è una condizione che richiede comprensione, strumenti adeguati e, quando necessario, un percorso terapeutico. Secondo le stime riportate dall’associazione, l’ADHD interessa tra il 5 e il 7% dei bambini e ragazzi e tra il 2,5 e il 5% degli adulti. In Italia si parla di circa un milione di persone, molte delle quali non hanno ancora ricevuto una diagnosi.

AIFA, un’associazione nata dalle famiglie per le famiglie

L’Associazione Italiana Famiglie ADHD nasce nel 2002, per poi costituirsi ufficialmente nel 2003, grazie all’iniziativa di un piccolo gruppo di genitori e del pediatra napoletano Raffaele D’errico. L’obiettivo iniziale era semplice ma fondamentale: aiutare le famiglie a capire cosa stesse accadendo ai propri figli e offrire loro un punto di riferimento. Da questa esigenza è nato il progetto Parents for Parents, genitori che aiutano altri genitori. Oggi AIFA è una realtà nazionale, presente anche in Lombardia e nella provincia di Varese grazie al lavoro dei referenti territoriali e dei volontari. L’associazione è inoltre tra i fondatori di ADHD Europe, l’organizzazione che riunisce diverse realtà europee impegnate sul tema. Il sostegno alle famiglie rimane una delle attività principali. Attraverso telefono, email, WhatsApp e social, i volontari offrono ascolto, orientamento e informazioni basate sulle evidenze scientifiche. A questo si aggiungono i gruppi mensili di auto mutuo aiuto, organizzati in base all’età dei figli: dai bambini agli adolescenti, fino ai giovani adulti. Un modo per condividere esperienze, difficoltà e strategie quotidiane con chi affronta situazioni simili.

Diagnosi ADHD, liste d’attesa fino a due anni

Uno dei problemi più importanti emersi durante la puntata riguarda l’accesso alla diagnosi e alle cure. Nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi anni, le strutture sanitarie pubbliche devono fare i conti con una domanda crescente e risorse spesso insufficienti. Le liste d’attesa, secondo quanto raccontato nell’intervista, possono andare da cinque o sei mesi fino a uno o due anni. Tempi particolarmente problematici per bambini e adolescenti, perché un riconoscimento tempestivo del disturbo permette di intervenire prima che le difficoltà si trasformino in insuccessi scolastici, isolamento o problemi nelle relazioni. Il trattamento dell’ADHD può prevedere un approccio multimodale, che comprende interventi psicologici e comportamentali, formazione e sostegno ai genitori, strategie educative e, quando indicato dagli specialisti, una terapia farmacologica.
La diagnosi, inoltre, non riguarda soltanto i più piccoli. Sono molti gli adulti che arrivano a riconoscere il proprio ADHD dopo anni trascorsi senza riuscire a dare una spiegazione alle difficoltà incontrate nello studio, nel lavoro o nella vita personale.

La scuola e il lavoro, due sfide ancora aperte

Un altro tema centrale è quello dell’inclusione scolastica. A differenza dei disturbi specifici dell’apprendimento, tutelati dalla legge 170 del 2010, l’ADHD non dispone di una legge nazionale specifica analoga. Nell’ambito scolastico può rientrare tra i Bisogni Educativi Speciali, per i quali sono previsti strumenti di personalizzazione didattica.
La loro applicazione, però, dipende anche dalla preparazione degli insegnanti e dalla capacità delle scuole di riconoscere le esigenze degli studenti. Per questo AIFA organizza incontri formativi rivolti a docenti e dirigenti scolastici, con l’obiettivo di fornire strumenti pratici per gestire le difficoltà di attenzione, impulsività e organizzazione.
Le criticità non scompaiono con l’età adulta. Nel mondo del lavoro, la scarsa conoscenza dell’ADHD può rendere più difficile valorizzare le capacità delle persone, soprattutto quando i contesti professionali non tengono conto delle diverse modalità di funzionamento individuale. L’associazione punta quindi a diffondere una maggiore consapevolezza anche tra aziende e datori di lavoro, per favorire ambienti più inclusivi e capaci di riconoscere le potenzialità dei lavoratori neurodivergenti.

A Varese gli ADHD Days tra incontri, formazione e teatro

Ottobre è il mese internazionale della consapevolezza dell’ADHD e anche sul territorio varesino sono previste iniziative dedicate all’informazione e alla sensibilizzazione.
Tra gli appuntamenti presentati durante la puntata ci sono gli ADHD Days Varese, in programma il 15 e 16 ottobre, organizzati in collaborazione con la scuola ADHD Life Coach Italia. Il programma comprende incontri formativi rivolti agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, un appuntamento dedicato agli studenti delle superiori con la partecipazione del podcaster Giampiero Kesten e un momento di confronto con il mondo delle aziende. Quest’ultimo, intitolato “L’energia positiva dell’ADHD: da disturbo a risorsa”, vuole proporre una riflessione su come riconoscere e valorizzare le caratteristiche delle persone con ADHD anche nei contesti professionali.
Tra gli eventi figura inoltre lo spettacolo teatrale Avanti veloce Live, di e con Giampiero Kesten, al Cinema Nuovo di Varese. Accanto agli appuntamenti pubblici prosegue il lavoro quotidiano dell’associazione, con interventi nelle scuole, gruppi di sostegno alle famiglie e attività divulgative attraverso i siti internet e il canale YouTube di AIFA.

Dalla conoscenza all’inclusione, l’impegno di AIFA

Il percorso verso una maggiore consapevolezza passa anche dal confronto con le istituzioni. Tra gli obiettivi dell’associazione c’è la promozione di linee guida nazionali e di strumenti condivisi che possano garantire risposte più omogenee alle persone con ADHD e alle loro famiglie. La sfida è superare i pregiudizi che ancora accompagnano questo disturbo, riconoscendo le difficoltà reali senza ridurre una persona alla propria diagnosi. È questo il messaggio che attraversa la puntata di Soci All Time: conoscere l’ADHD significa creare le condizioni perché bambini, ragazzi e adulti possano ricevere il sostegno necessario e sviluppare le proprie capacità, a scuola, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

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Pubblicato il 08 Ottobre 2026
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