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Furgone sul percorso alla Coppa Bernocchi, Roveda: “Subito allontanato. Arrivava da una strada boschiva”

Il presidente della U.S Legnanese interviene sull'ingresso di un furgone lungo il percorso in Valle Olona: "L'intervento delle staffette è la prova che la sicurezza funziona, ma non sottovalutiamo l'accaduto". In 250 al lavoro per la sicurezza

coppa bernocchi 2026

Dietro i 174 chilometri della Coppa Bernocchi c’è una macchina organizzativa che lavora per mesi e coinvolge centinaia di persone, tra volontari, forze dell’ordine, personale sanitario e addetti alla sicurezza. Un impegno che la U.S. Legnanese 1913 ha voluto raccontare a pochi giorni dalla 107° edizione della corsa di lunedì 5 ottobre, per mettere in luce il lavoro necessario a gestire una manifestazione internazionale che attraversa diversi Comuni, tra strade urbane ed extraurbane.

Un’organizzazione complessa che quest’anno ha dovuto affrontare anche un episodio imprevisto: l’ingresso di un furgone sul percorso di gara a poco meno di 20 chilometri dall’arrivo, proveniente da una strada sterrata in un’area boschiva, nell’intervallo tra il passaggio del gruppo di testa e quello dei corridori che seguivano.

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Foto a cura di Francesco Morello

Il furgone sul percorso: “Fatto uscire immediatamente”

«Il furgone è entrato dopo il passaggio dei primi corridori, ma i motociclisti al seguito sono intervenuti immediatamente e lo hanno fatto uscire, con – spiega Roveda -. È chiaro che non sarebbe dovuto entrare, ma il servizio di sicurezza è intervenuto subito, consentendo al gruppo inseguitore, distante circa 30-40 secondi, di proseguire in condizioni di sicurezza. Non abbiamo alcuna intenzione di sottovalutare quello che è successo. È certamente un episodio da analizzare e sul quale riflettere. Allo stesso tempo, però, bisogna considerare il contesto: si trattava di una strada sterrata che usciva da un bosco, in una zona extraurbana dove non è possibile presidiare ogni singolo accesso».

Per Roveda, proprio la rapidità dell’intervento dimostra l’importanza delle staffette motociclistiche che accompagnano la gara. «Il sistema di sicurezza serve anche a gestire situazioni impreviste come questa. Non è possibile mettere transenne lungo tutti i 174 chilometri del percorso o presidiare ogni strada sterrata. Per questo ci sono motociclisti formati che intervengono quando si presenta una situazione anomala: è la prova che il sistema di sicurezza ha funzionato».

Il presidente spiega inoltre che i giudici non si erano accorti di quanto accaduto durante la gara, proprio perchè l’intervento è stato rapido. «L’ingresso del furgone è stato poi esaminato in seguito attraverso le immagini video – precisa il presidente della U.S., Legnanese -. E il giudice internazionale, di grande esperienza, ha espresso una valutazione positiva sulla gestione della criticità».

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Foto a cura di Francesco Morello

La macchina organizzativa della Bernocchi

L’episodio si inserisce in un quadro organizzativo che, come ricorda la U.S. Legnanese, richiede mesi di preparazione. Per l’edizione 2026 sono state impiegate circa 250 persone nei presidi lungo il percorso, oltre al personale delle Polizie Locali, ai Carabinieri, alla Protezione civile e agli operatori sanitari. A queste si aggiungono un centinaio di persone impegnate nelle zone di partenza e arrivo.

Il dispositivo di sicurezza ha previsto anche 16 moto e quattro auto della Polizia, due auto civetta e 20 motociclisti delle staffette dell’organizzazione. Proprio quest’anno, spiega Roveda, le moto della Polizia Stradale sono passate da 14 a 16, mentre le 20 staffette della U.S. Legnanese sono una presenza consolidata da diversi anni.

Il lavoro comincia molto prima del giorno della gara, con sopralluoghi, riunioni operative, ordinanze sulla viabilità e incontri con gli enti coinvolti. Particolare attenzione viene dedicata agli incroci, agli accessi più delicati e alla gestione della circolazione durante il passaggio della carovana.

«Una gara come la Bernocchi non si improvvisa – sottolinea Roveda, ricordando il riconoscimento arrivato a fine gara da Jérôme Lappartient, presidente del Collegio dei Commissari -. Dietro alla partenza dei corridori c’è un lavoro importante che coinvolge tante persone e professionalità diverse. Il nostro compito è coordinare questa grande squadra e collaborare con tutti gli enti coinvolti perché la corsa possa svolgersi nel modo più ordinato e sicuro possibile».

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Pubblicato il 08 Ottobre 2026
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