L’arte di Chiara Crepaldi in mostra alla Bcc di Parabiago
La filiale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ospita le opere della giovane artista di San Vittore Olona nell'ambito del progetto nazionale Bcc Arte&Cultura. Un'esposizione che trasforma gli spazi della banca in un luogo di incontro tra creatività contemporanea e territorio
La filiale di Parabiago della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, in via Don Giovanni Spagliardi 2, nel centro della città, apre le porte all’arte contemporanea ospitando le opere di Chiara Crepaldi, giovane artista di San Vittore Olona, classe 1993, protagonista dell’iniziativa nell’ambito del progetto nazionale Futuri Emergenti Italiani di Bcc Arte&Cultura, promosso dal Gruppo Bcc Iccrea.
«Come Bcc abbiamo aderito con entusiasmo al progetto Bcc Arte&Cultura, un’iniziativa che rispecchia pienamente la nostra vocazione di banca del territorio. Il nostro impegno, infatti, non si limita a rispondere alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese, ma si estende anche alla valorizzazione dei talenti e delle eccellenze artistiche presenti nelle nostre comunità», spiega Roberto Solbiati, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ospita la mostra. «In questo caso siamo ben felici di accogliere Chiara Crepaldi, che esprime il proprio talento attraverso le opere che ospiteremo nella nostra filiale di Parabiago».
Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, spiega: «Si tratta di un’occasione per avvicinare il pubblico ai linguaggi della scultura contemporanea e, allo stesso tempo, valorizzare una giovane artista legata al territorio». L’esposizione, che sarà visitabile in filiale a Parabiago fino alla fine di dicembre, porta all’interno della banca tre lavori rappresentativi della ricerca di Crepaldi, nella quale bronzo e rame perdono idealmente la propria pesantezza per trasformarsi in strutture leggere, architetture immaginarie e forme ispirate al mondo naturale.
«Per me realizzare emozioni significa far vivere le cose nel mondo. Mi diverto e trovo pane per i miei denti quando lavoro, quando sono a contatto con la terra o la cera, col bronzo, il rame e il ferro. Mi sembra che nel processo creativo la materia e le mani si fondano insieme e cerchino di creare un luogo reale e immaginario al tempo stesso, un’architettura in cui fermarsi e dalla quale spiccare il volo. Poi, quando il lavoro è finito, mi piace che vada via», spiega Chiara Crepaldi. «Quando gli altri entrano in contatto con le mie sculture, vorrei che si aprano delle finestre, che una persona possa portarsi a casa una sensazione, una curiosità, una fiammella di follia, di gioia, qualcosa che ti fa sentire vivo in quel momento».
È proprio questa volontà di generare emozioni e interrogativi a caratterizzare le tre opere esposte nella filiale di Parabiago. L’esposizione di Parabiago rappresenta anche un incontro tra la dimensione locale e le esperienze maturate dagli artisti attraverso lo studio, i viaggi e il confronto con realtà differenti. Due aspetti che, secondo Crepaldi, non sono affatto in contrapposizione, ma si alimentano reciprocamente. «Credo che siano in continua relazione. C’è sempre bisogno di andare fuori per poi tornare dentro e quindi è fondamentale farsi contaminare, guardare, rubare, farsi travolgere da altro e poi tornare, chiudersi. Deve esserci una circolazione».
Una visione che trova spazio nell’iniziativa ospitata dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, dove le opere diventano un’occasione per mettere in relazione il percorso individuale di una giovane artista con la comunità del territorio.
L’esposizione si inserisce nel progetto nazionale Bcc Arte&Cultura, promosso dal Gruppo Bcc Iccrea per valorizzare il patrimonio storico, artistico e architettonico delle Banche di Credito Cooperativo italiane e sostenere la creatività dei territori. Il progetto ha dato vita al più grande museo diffuso privato nazionale delle collezioni d’arte delle Bcc, accessibile sia attraverso percorsi espositivi fisici sia mediante il portale digitale bccartecultura.it, che mette a disposizione un catalogo delle opere e una galleria immersiva in 3D.
All’interno di questo percorso si colloca Futuri Emergenti Italiani, l’iniziativa editoriale ed espositiva dedicata alla nuova generazione dell’arte contemporanea. Curata da Cesare Biasini Selvaggi, attraverso una mappatura nazionale e il lavoro di un comitato scientifico, ha individuato 101 artisti italiani under 35, molti dei quali attivi anche all’estero, offrendo loro la possibilità di tornare a esporre nei territori di origine grazie alla collaborazione delle Banche di Credito Cooperativo.

L’artista
Chiara Crepaldi, di San Vittore Olona (Mi), è una giovane scultrice italiana, classe 1993, che vive e lavora tra Milano e Parigi. Il percorso artistico di Chiara Crepaldi è iniziato molto prima degli studi accademici, tra gli attrezzi in garage e il banco da lavoro del nonno. Un’infanzia trascorsa a sperimentare con le mani e a scoprire le possibilità offerte dagli oggetti e dai materiali, fino alla decisione di trasformare quella passione in una professione. «Ho iniziato a giocare con le mani quando ero bambina e andavo a casa dei miei nonni. Mio nonno era un elettricista e aveva un bellissimo tavolo da lavoro con una morsa, e io passavo i pomeriggi interi a mettere dentro queste cose nella morsa, tirarle fuori e rimetterle dentro», racconta l’artista. «Nella mia famiglia nessuno aveva la vocazione artistica, né c’era l’idea che di questo si potesse fare un lavoro, un mestiere. Però ho deciso di andare contro le regole di tutti e ho lasciato il liceo scientifico per il liceo artistico».
Una scelta che l’ha portata successivamente a studiare Scultura in Accademia a Brera, approfondendo la conoscenza dei materiali nella formazione in fonderia a Parigi e in Fondazione Pomodoro a Milano e sviluppando via via un linguaggio personale nel quale il processo creativo assume un ruolo fondamentale. Il contatto fisico con la materia, il lavoro con fuoco, la sperimentazione e la possibilità di dare forma a qualcosa che prima non esisteva sono gli elementi che alimentano il suo lavoro.
La sua ricerca artistica si concentra sulla trasformazione della materia e sul rapporto tra uomo, natura e ambiente, attraverso sculture realizzate prevalentemente in metallo, nelle quali forme organiche, personaggi immaginari e architetture fantastiche si intrecciano. Ha esposto in Italia e all’estero. Le sue opere esplorano il delicato equilibrio tra leggerezza e solidità, movimento e stabilità, trasformando materiali come ferro, bronzo e rame in composizioni capaci di raccontare relazioni, metamorfosi ed emozioni.










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