Un libro per ricordare Sabrina e aiutare gli altri: la storia di Claudio Pettenuzzo
Il fotografo ufficiale delle 0048 racconta il lungo legame con la moglie Sabrina, gli ultimi mesi vissuti come caregiver e il bisogno di trasformare il dolore della perdita in una storia capace di restare
Per la prima volta è un uomo a raccontarsi nel podcast “0048 Mission is possible”. Protagonista della nuova puntata è Claudio Pettenuzzo, fotografo ufficiale delle 0048, che ai microfoni ripercorre la storia d’amore con la moglie Sabrina, gli ultimi mesi trascorsi al suo fianco come caregiver e la nascita del libro “Ti aspetterò dove tramonta il sole”.
Una scelta che apre il podcast a un punto di vista diverso, ma profondamente legato al percorso delle 0048, il progetto nato negli ospedali di Varese per sostenere le donne colpite da patologie oncologiche. Claudio conosce bene questa realtà e da tempo la racconta attraverso le sue fotografie. Nella nuova puntata, però, è lui a passare dall’altra parte dell’obiettivo per condividere una storia personale fatta di amore, malattia, perdita e memoria.
Una storia iniziata attraverso una fotografia
Il primo incontro con Sabrina avviene, in qualche modo, attraverso un’immagine. Claudio la nota in una fotografia del suo quindicesimo compleanno e rimane colpito dal suo sorriso. Negli anni successivi continua a vederla indirettamente attraverso gli scatti che sviluppa per un amico fotografo. Poi, quando Sabrina ha 18 anni, entra nel suo studio per sviluppare alcuni rullini e da quel momento tra i due nasce un rapporto fatto prima di tutto di fiducia e amicizia.
Per circa dieci anni il loro legame resta su questo piano, tra confidenze e una forte sintonia. Claudio mantiene sempre un rapporto professionale, fino a quando Sabrina gli chiede addirittura di fotografare il proprio matrimonio. La vita, però, li porta nuovamente a incontrarsi anni dopo. Da quel momento il rapporto cambia e diventa una storia d’amore, culminata nel matrimonio civile celebrato il 5 giugno 2021.
La malattia e la scelta di restare accanto a Sabrina
La diagnosi oncologica di Sabrina cambia completamente la loro quotidianità. Claudio decide immediatamente di andare in pensione per poterle stare vicino a tempo pieno e diventare il suo caregiver. Per otto mesi la accompagna nel percorso della malattia, condividendo con lei ogni momento possibile. Prima di morire, Sabrina gli chiede di fare una promessa: non smettere mai di fotografare. Una richiesta che per Claudio diventa anche un modo per continuare a portare con sé una parte del loro legame.
La fotografia, del resto, attraversa tutta la loro storia. È attraverso una foto che Claudio vede Sabrina per la prima volta ed è ancora attraverso le immagini che continua a custodirne la memoria.
“Ti aspetterò dove tramonta il sole”
Anche il titolo del libro nasce da un ricordo preciso. Durante una vacanza a Boavista, a Capo Verde, nel 2011, Claudio si allontana per scattare alcune fotografie mentre Sabrina, stanca dopo una camminata, decide di aspettarlo su una duna. «Claudio, vai pure. Io ti aspetto là dove tramonta il sole», gli dice indicando il punto dal quale erano soliti guardare il tramonto. Una frase rimasta impressa nella memoria e che, anni dopo, è diventata il titolo del libro.
Un libro nato per non dimenticare
All’inizio Claudio non pensa a una pubblicazione vera e propria. L’idea è molto più intima: scrivere una sola copia da lasciare accanto all’urna di Sabrina. Il desiderio è quello di conservare la loro storia e impedire che il tempo possa cancellarla. Scrivere diventa così un modo per ringraziarla e fissare sulla carta una relazione che Claudio considera fondamentale nella propria vita. Successivamente, anche grazie all’incoraggiamento delle persone che gli sono vicine, decide di rendere il libro disponibile a un pubblico più ampio. La speranza è che una storia reale di amore, malattia e perdita possa essere di aiuto anche a chi si trova ad affrontare esperienze simili.
Dalla memoria alla solidarietà
Il libro ha anche una dimensione solidale. Parte del ricavato viene infatti destinato a realtà impegnate nel sostegno agli altri, tra cui le 0048, gruppo con il quale Claudio collabora come fotografo ufficiale, e l’associazione I bambini di Manina del Madagascar. Il racconto di Claudio e Sabrina diventa così qualcosa che va oltre il ricordo personale. Una storia privata capace di trasformarsi in testimonianza, condivisione e aiuto concreto. “Ti aspetterò dove tramonta il sole” resta prima di tutto il racconto di due persone che hanno scelto di restare unite anche davanti alla malattia. E, per Claudio, un modo per continuare a mantenere viva una promessa: custodire Sabrina nelle immagini, nelle parole e nelle storie che possono ancora parlare agli altri.










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