A Castellanza la LIUC entra nella prima caccia al tesoro europea sul patrimonio industriale
Il 12 e 13 settembre l'ex Cotonificio Cantoni diventa una tappa di Industrial Quest, il progetto pilota di ERIH che mette in classifica i siti industriali di tutta Europa. Si gioca con un QR-code, ma le risposte non si trovano in rete: bisogna essere sul posto
Un QR-code davanti alla biblioteca, un altro sotto il portico di Villa Juker. Sono i due punti di partenza con cui la LIUC di Castellanza partecipa a Industrial Quest, la prima caccia al tesoro digitale e gamificata dedicata al patrimonio industriale su scala europea, in programma sabato 12 e domenica 13 settembre.
L’iniziativa è un progetto pilota presentato da ERIH, la European Route of Industrial Heritage, e si inserisce nelle Giornate Europee del Patrimonio, la più ampia manifestazione culturale partecipativa del continente. Il tema del 2026 è Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine, tradotto in Italia con “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.
Il meccanismo è semplice ma ha una regola che ne è il cuore: si scannerizza il QR-code e si risponde alle domande, ma le soluzioni non sono rintracciabili in rete. Solo la visita di persona ai luoghi in gioco permette di risolvere gli enigmi. I punteggi delle diverse tappe europee confluiscono in una classifica condivisa, mettendo in collegamento siti industriali di tutta Europa.
Per la LIUC il legame con il tema è diretto: la sede dell’ateneo è l’ex Cotonificio Cantoni, uno dei simboli della storia industriale dell’Alto Milanese, entrato nell’aprile 2023 a far parte della rete ERIH.
«In società che cambiano rapidamente, il patrimonio materiale e immateriale è sottoposto a pressioni che vengono dai cambiamenti climatici, dalla digitalizzazione, dalla mobilità delle persone, dai conflitti, ma anche dall’abbandono o dalla perdita di significato», spiega Daniele Pozzi, direttore dell’Archivio del Cinema Industriale e della Comunicazione d’Impresa dell’Università LIUC. «Le tre parole del titolo indicano altrettante possibili risposte: riportare in vita luoghi, tradizioni e storie che rischiano di scomparire; resistere alle minacce che ne compromettono la conservazione; immaginare nuove forme per renderli accessibili e significativi anche per le generazioni future».
Sull’originalità della formula, Pozzi individua tre piani che di solito restano separati: «Il patrimonio materiale, che deve essere osservato sul posto; il digitale, che organizza e mette in relazione l’esperienza; e la dimensione europea, che consente a esperienze locali molto differenti di diventare parte di uno stesso evento. È un esperimento, e proprio per questo sarà interessante capire come funzionerà. Ma parte da un’idea che mi sembra solida: perché il patrimonio rimanga vivo non basta conservarlo. Bisogna continuare a trovare modi attraverso i quali qualcuno abbia una ragione per guardarlo, interrogarlo e riconoscerlo come parte della propria storia».
Come partecipare
Nelle due giornate di sabato 12 e domenica 13 settembre si può giocare per tutta la giornata, da soli o in squadre fino a cinque persone, senza iscrizione. Basta presentarsi in ateneo e scansionare il QR-code. La squadra vincitrice della tappa LIUC riceverà un kit con un gadget e un buono per il risto-bar Picasso, da utilizzare nella settimana successiva all’evento.
Due cose che il comunicato non dice e che varrebbe la pena chiedere all’ufficio stampa: quali altri siti italiani e lombardi partecipano a Industrial Quest (utile per un box con le altre tappe raggiungibili in giornata) e se sono previsti orari di apertura del campus, visto che il fine settimana l’accesso potrebbe non essere continuativo.









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