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A Besnate La Porta Aperta cambia con il paese: dai migranti alla rete contro la solitudine degli anziani

Dal Pasto Amico alla stimolazione cognitiva, passando per accompagnamenti, laboratori, passeggiate e Tai Chi: Domenico Turri racconta a Soci All Time la rete costruita dai volontari nel paese

domenico turri la porta aperta


A Besnate una rete di volontari prova ogni giorno a contrastare la solitudine degli anziani, portando un pasto a casa, accompagnando chi ha bisogno a una visita o semplicemente offrendo occasioni per uscire e incontrarsi. È il lavoro de La Porta Aperta ODV, associazione che negli anni ha cambiato pelle seguendo l’evoluzione dei bisogni del paese e che oggi conta circa 130 soci.

A raccontare attività e storia dell’associazione è Domenico Turri, rappresentante de La Porta Aperta, intervistato durante il programma radiofonico Soci All Time su Radio Materia, realizzato in collaborazione con CSV Insubria.

Dai migranti agli anziani: come è cambiata La Porta Aperta

La Porta Aperta nasce circa dieci anni fa da un’idea di Tina Giudici, ex assessore del Comune di Besnate, con l’obiettivo di dare continuità ad alcune iniziative rivolte alle persone più fragili. In quel periodo una delle necessità più evidenti riguardava l’accoglienza e l’integrazione dei migranti. L’associazione organizzò, tra le altre cose, corsi estivi di recupero rivolti ai ragazzi stranieri delle scuole elementari e medie, collaborando anche con la casa di accoglienza presente sul territorio.

Con il passare degli anni quella fase si è conclusa e sono emerse nuove necessità. In particolare, l’attenzione si è spostata sulla popolazione anziana e sulle persone che rischiano di vivere situazioni di solitudine e isolamento. Oggi La Porta Aperta conta circa 130 soci e può fare affidamento su 12-13 volontari attivi, un gruppo che potrebbe presto arrivare a una quindicina di persone. Numeri significativi per un paese di circa 5mila abitanti.

Il Pasto Amico: non soltanto una consegna a domicilio

Tra i servizi più importanti c’è il Pasto Amico, nato circa quattro anni fa. Dal lunedì al venerdì, con una pausa nel mese di agosto, i volontari consegnano pasti caldi a domicilio a un gruppo che oscilla indicativamente tra le sette e le dieci persone. I pasti vengono preparati dalla cucina della scuola materna parrocchiale, ma il servizio non si esaurisce con la consegna. Entrare ogni giorno nelle case significa anche incontrare gli anziani, scambiare qualche parola e verificare che tutto vada bene.

È un’attività di prossimità che, nel tempo, ha permesso anche di intercettare situazioni di difficoltà, come cadute domestiche o malori, consentendo di avvertire rapidamente i familiari. Accanto al Pasto Amico ci sono poi tanti piccoli interventi quotidiani: accompagnamenti per fare la spesa, andare in banca o alla posta, raggiungere una visita medica oppure affrontare pratiche personali e burocratiche.

Memoria, movimento e occasioni per stare insieme

Una parte importante dell’attività riguarda la prevenzione dell’isolamento attraverso iniziative capaci di mantenere attive le persone sia dal punto di vista fisico sia da quello cognitivo. Tra queste c’è “Attivamente”, un percorso di stimolazione cognitiva condotto da una psicologa e ospitato nella sala consiliare. Attraverso esercizi dedicati a memoria, linguaggio e ragionamento coinvolge circa 60 partecipanti. Ci sono poi i laboratori creativi, con appuntamenti dedicati al bricolage e alla realizzazione di manufatti e decorazioni. L’obiettivo, oltre all’attività manuale, è offrire soprattutto alle persone anziane un motivo per uscire di casa e trascorrere del tempo insieme.

L’offerta comprende anche Nordic Walking, passeggiate culturali sul territorio, visite a musei e mostre e un corso di Tai Chi tenuto da un istruttore volontario. Tra le esperienze organizzate ci sono state passeggiate alla Lagozza di Besnate, in collaborazione con la Pro Loco, escursioni lungo il Ticino e una visita alla Pinacoteca di Brera. Spazio anche all’alimentazione, con incontri di cucina salutare realizzati insieme a una nutrizionista del territorio e ospitati gratuitamente da Caterline. Gli appuntamenti sono pensati in particolare per approfondire ricette e abitudini alimentari adatte anche a chi convive con patologie diffuse nella terza età, come diabete e problemi cardiaci.

Quando chi riceve aiuto diventa volontario

Uno dei risultati più interessanti dell’esperienza di La Porta Aperta riguarda le relazioni nate attorno alle attività. Alcune persone si sono avvicinate inizialmente come utenti, per esempio partecipando a un corso di alfabetizzazione digitale, e successivamente hanno deciso di diventare volontarie.

Anche tra i partecipanti alle iniziative si sono sviluppate forme spontanee di mutuo aiuto. C’è chi si organizza con la propria automobile per accompagnare alle attività persone con disabilità o difficoltà motorie, creando una rete che va oltre l’intervento diretto dell’associazione. In questo percorso La Porta Aperta collabora con i servizi sociali del Comune di Besnate, la parrocchia e altre realtà del territorio.

La necessità di una sede per La Porta Aperta

Resta però un problema da risolvere: quello degli spazi. L’associazione non dispone attualmente di una sede stabile a causa del protrarsi dei lavori alla Casa delle Culture, negli spazi dell’ex biblioteca utilizzati in precedenza.

Le attività vengono quindi distribuite tra la sala consiliare e altre strutture disponibili di volta in volta. Per un’associazione cresciuta fino a superare i cento soci, poter tornare ad avere un luogo stabile rappresenterebbe un passaggio importante: non soltanto per organizzare meglio corsi e laboratori, ma anche per creare un punto di incontro riconoscibile per gli anziani e per tutta la comunità.

L’esperienza raccontata da Domenico Turri mostra così come il volontariato possa cambiare insieme al paese: prima l’accoglienza dei migranti, oggi l’attenzione alla terza età, mantenendo al centro lo stesso obiettivo, quello di costruire relazioni e intervenire dove emergono nuove fragilità.

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Pubblicato il 03 Settembre 2026
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