A Legnano via Alfieri ancora chiusa dopo il crollo della chiesetta, i residenti: “Serve una soluzione”
La strada è chiusa da aprile in seguito al crollo di una parte della vecchia chiesetta di Legnanello. Alcuni residenti chiedono di valutare la possibilità di riaprire almeno una porzione della carreggiata
Sono passati più di quattro mesi dal crollo che ha interessato la vecchia chiesetta dell’oratorio di Legnanello e via Alfieri è ancora chiusa al traffico. Una situazione che sta creando malumore e disagi tra alcuni residenti della zona, costretti a fare i conti quotidianamente con deviazioni e percorsi più lunghi per raggiungere via Barbara Melzi e le vie limitrofe.
Tutto ha avuto inizio lo scorso 19 aprile, quando una parte della vecchia chiesetta era crollata rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e la chiusura del tratto di strada adiacente all’edificio. Da allora la situazione non si è ancora sbloccata, anche per la complessità legata alla messa in sicurezza dell’immobile di proprietà privata. A distanza di mesi, però, alcuni residenti chiedono che venga valutata una soluzione alternativa alla chiusura completa della strada. «Quello che riteniamo assurdo – spiegano – è che venga interdetto al transito l’intero tratto quando, a nostro avviso, si potrebbe chiudere soltanto la porzione adiacente alla chiesetta, lasciando libero il passaggio sull’altra metà della carreggiata». Tra le ipotesi avanzate dai residenti c’è quella di «consentire il transito pedonale e dei veicoli a senso unico alternato, oppure di istituire un semplice senso unico qualora la Polizia Locale ritenesse poco sicura la svolta per i mezzi provenienti da via Foscolo». Una proposta che, naturalmente, dovrebbe essere verificata dal punto di vista della sicurezza e della viabilità.

Il problema, spiega chi abita in zona, è amplificato dalla conformazione della viabilità del quartiere. «A causa del dedalo di sensi unici, per chi abita qui è diventato problematico e scomodo raggiungere via Barbara Melzi in entrambe le direzioni». La richiesta è quindi quella di capire se, in attesa della definitiva messa in sicurezza della chiesetta e della riapertura completa di via Alfieri, sia possibile individuare una soluzione provvisoria che riduca i disagi per chi vive e si muove quotidianamente nel quartiere. Con la speranza che si possa trovare anche una soluzione definitiva per la sistemazione dell’immobile.









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