Legnano ricorda le vittime della bomba del 13 agosto 1943: “La guerra colpisce anche chi non ha armi”
Legnano ha ricordato con una corona di alloro i concittadini morti il 13 agosto 1943 per la bomba caduta tra via Moscova e via Galvani
È il 13 agosto 1943, manca una manciata di giorni all’armistizio di Cassabile, che sancirà la resa incondizionata dell’Italia agli Alleati nella seconda guerra mondiale. Le bombe cadono a Roma, Milano, Torino. Quella notte, intorno alle 2, una bomba cade anche a Legnano, sganciata a quanto sembra solo per alleggerire l’aereo di ritorno alla base. Cade all’incrocio tra via Moscova e via Galvani, a Legnarello, e segna la fine di 30 vite, oltre a lasciarsi alle spalle parecchi feriti. Ottantatré anni dopo, Legnano ha ricordato i concittadini morti quella notte con una corona di allora posata sotto la targa che tiene viva la memoria delle vittime della bomba, davanti ad Alma Carnevali e Francesco Mezzera, che, giovanissimi, quella notte assisterono al bombardamento.

Una presenza che idealmente segna un passaggio di testimone, «Ciò a cui loro ha assistito e che possono raccontarci dobbiamo non solo conservarlo, ma trasmetterlo a nostra volta a chi è più giovane di noi, perché la memoria diventi un monito: quello che è successo qui, il 13 agosto del 1943, la morte di 30 persone, fra cui diversi bambini, non deve accadere mai più – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Sara Borgio durante la commemorazione -. Il bombardamento ha colpito una porzione molto piccola del nostro territorio, ma quel fatto ci dice molto sulla vera natura della guerra, di ogni guerra, anche di quelle che, purtroppo, infuriano ancora oggi. Perché la caratteristica comune a ogni guerra è di non avere occhi: la guerra, infatti, può anche cominciare sui campi di battaglia, combattersi fra le forze militari delle parti in conflitto, ma è inevitabile che, prima o poi, la stessa guerra finirà per colpire anche chi non ha armi in mano, chi non è in grado di reagire, come i civili e i soggetti più fragili e indifesi: le donne, gli anziani e i bambini».

«Questo ci dicono i trenta nomi delle persone morte oltre 80 anni fa a Legnarello per delle bombe sganciate nemmeno per distruggere edifici, ma, a quanto sembra, per alleggerire, banalmente, l’aereo nel ritorno alla base – ha aggiunto l’assessore -. E questo continuano a dirci, oggi, le donne e i bambini vittime di bombardamenti e attacchi in Ucraina e nella striscia di Gaza. E, per favore, non dobbiamo fingere stupore di fronte a quello che accade, perché non accade a caso. La guerra, infatti, non ha occhi, la guerra è cieca, perché le ragioni della forza sono cieche. Chi fa la guerra non vede più, negli altri, degli esseri umani, ma dei nemici. Chi fa la guerra non fa distinzioni fra colpevoli e innocenti. Chi fa la guerra non vuole affrontare la causa dei problemi, altrimenti ricorrerebbe al dialogo. Chi fa la guerra distrugge tutto e tutti senza distinzione e, forse, amarissima ironia della sorte, pensando proprio a quanto accaduto qui, senza nemmeno l’intenzione».









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