Legnano, obiettivo “Città amica dei bambini” Unicef. Maffei: “Inaugurazione del Kids Museum entro Natale”
Intervista alla vicesindaca Ilaria Maffei, assessore con delega alla Comunità educante sul percorso che porterà Legnano a ottenere il logo Unicef. "Obiettivo inaugurare il museo dei bambini entro Natale"
Legnano punta a diventare “Città dei Bambini” con la certificazione Unicef di “Città amica delle bambine e dei bambini“. Un “logo” riconosciuto ai Comuni che prestano particolare attenzione ai servizi dedicati ai loro cittadini più piccoli: dalle scuole alle biblioteche, passando per le aree gioco e ii musei con laboratori e attività per bambini. Ne abbiamo parlato con la vicesindaca Ilaria Maffei, assessore con delega alla Comunità educante e alla Partecipazione, con la quale abbiamo fatto anche il punto sul nuovo Museo dei Bambini, aperto alla cittadinanza per un pomeriggio lo scorso febbraio, ma poi rimasto chiuso perché ancora privo di un gestore.

Uno degli obiettivi dell’amministrazione Radice è quello di rendere Legnano una città a misura di bambino. A che punto è questo percorso?
«Abbiamo avuto le prime interlocuzioni con il presidente di Unicef Milano già nella passata legislatura, ma eravamo in una fase conclusiva del mandato. Per questo avevamo deciso di inserire il progetto nel programma elettorale e oggi siamo al lavoro per realizzarlo. Molte delle cose che Unicef richiede per ottenere la certificazione, e quindi il logo di “Città amica delle bambine e dei bambini”, sono già presenti a Legnano. Ora vanno certificate e, allo stesso tempo, dobbiamo implementare alcuni servizi».
Quali sono gli ambiti sui quali state lavorando?
«L’idea è quella di rafforzare sempre di più i servizi dedicati all’infanzia e alle famiglie, migliorando la conciliazione tra vita e lavoro e promuovendo una vera cultura dell’infanzia. Si parte dai nidi e dalla prima infanzia, passando ovviamente per la scuola, ma anche dai servizi per il tempo libero e dagli spazi pensati a misura di bambino».
Tra questi c’è anche il nuovo Museo dei Bambini…
«In questi anni abbiamo lavorato molto, ad esempio, sulle biblioteche diffuse, creando angoli dedicati ai più piccoli. Il Museo dei Bambini sarà un altro tassello fondamentale: ospiterà attività laboratoriali dedicate alle STEM, oltre a una parte più ludica e interattiva rivolta alle famiglie, soprattutto durante i fine settimana».
Quando aprirà?
«L’obiettivo è inaugurarlo entro Natale. All’interno è praticamente tutto pronto: siamo agli ultimissimi passaggi relativi all’allestimento e alla parte gestionale. Stiamo completando tutte le procedure necessarie perché si tratta di un partenariato pubblico-privato, un iter un po’ più lungo rispetto ad altri affidamenti, ma che ci offre importanti garanzie sia sulla gestione sia sui costi, che saranno condivisi con il partner del progetto».
Attorno al Museo dei Bambini ci sono state diverse polemiche. Secondo lei sarà un’opera capace di portare visitatori a Legnano?
«Sicuramente sì. Lo dico anche da mamma di un bambino di cinque anni e da insegnante di scuola primaria. Questi spazi sono molto richiesti e rappresentano una forte attrattiva. Quando si viaggia in Italia o in Europa si scopre che esiste un turismo specifico legato proprio a questo tipo di strutture dedicate ai bambini e alle famiglie».
Quale sarà l’elemento distintivo del museo legnanese?
«Abbiamo voluto legare la progettazione al territorio scegliendo come tema centrale l’acqua. È un argomento molto trasversale dal punto di vista didattico, ma anche profondamente legato a Legnano. È sull’Olona e grazie alle sue acque che si è sviluppata la nostra storia industriale e il Kimu sorge proprio accanto al fiume. Ci è sembrato importante valorizzare questo elemento perché permette di raccontare il passato della città, affrontare temi ambientali come l’inquinamento e, soprattutto, guardare al futuro, sensibilizzando le nuove generazioni sull’importanza dell’acqua e sulla necessità di non sprecarla».










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