La Famiglia Legnanese riparte dalla cultura e guarda al sociale: “Il sogno è essere motore di unione per la città”
Il presidente della Famiglia Legnanese Piermarco Locati e il suo predecessore Gianfranco Bononi raccontano in un'intervista a LegnanoNews passato e futuro dell'associazione
Il passaggio di consegne è di un paio di giorni fa: dopo 12 anni di presidenza di Gianfranco Bononi, subentrato nel 2014 al “presidentissimo” Luigi Caironi, sarà Piermarco Locati, già vicepresidente, a guidare per il prossimo triennio la Famiglia Legnanese, associazione culturale che con i suoi 75 anni di storia ormai a Legnano è a tutti gli effetti un’istituzione. E mentre Bononi e Locati siedono insieme al tavolo della redazione di LegnanoNews per raccontare gli anni passati e quelli che verranno, l’impressione è quella di un cambio della guardia nel segno della continuità ma dinamico, per traghettare verso il futuro una Famiglia Legnanese pronta – e in un certo senso anche chiamata – ad aprirsi a nuove sfide.
«Sono subentrato come presidente a Luigi Caironi, che ha continuato a guidare l’Immobiliare e la Fondazione – racconta Gianfranco Bononi -: il primo pezzo del percorso lo abbiamo fatto insieme e affiancandolo, con il suo aiuto, ho imparato. È stato un bel periodo, stimolante, anche perché lui aveva 37 anni di esperienza come presidente. Nei primi anni ho proseguito lungo la strada che aveva tracciato, con la voglia di far crescere sempre di più la Famiglia Legnanese portando nuovi soci e dando vita a nuove iniziative».
La svolta è arrivata dopo la pandemia, in un momento storico dove la Famiglia Legnanese ha portato un’iniezione di energia per rispondere al bisogno di socialità che arrivava da una città segnata da lockdown e chiusure. «Nei primi anni ci siamo dedicati più che altro ad aprire la Famiglia Legnanese alle associazioni, mettendo a disposizione spazi per mostre, assemblee, incontri – spiega l’ex presidente -. Dopo la pandemia, invece, abbiamo iniziato, con la spinta del consiglio, ad aprirci di più anche alla città perché sentivamo la voglia di avere nuove occasioni di incontro. Il cambio di passo vero e proprio c’è stato per i 100 anni di Legnano città: abbiamo chiesto alle nostre Tessere d’oro di supportarci nell’organizzare le manifestazioni per il centenario e in quella fase abbiamo iniziato ad aumentare sensibilmente le iniziative e a cercare ospiti da portare a Legnano. È nato il Salotto della Famiglia Legnanese, abbiamo spinto molto sulla cultura e sulla formazione, e i soci sono tornati ad aumentare dopo la flessione registrata per il Covid».
Oggi Gianfranco Bononi lascia una Famiglia Legnanese diversa da quella che ha preso per mano nel 2014, ma pronta a scoprire cosa riserva il domani. «Sono molto soddisfatto di questi anni, i momenti che ricordo con più piacere sono quelli in cui abbiamo riempito il Teatro Tirinnanzi e quelli in cui siamo stati vicini ai giovani: avere 200 ragazzi che scrivono poesie o testi narrativi per il Premio Giovanni da Legnano, ad esempio, e vedere il loro impegno, è molto gratificante – sottolinea Bononi -. Ma sono altrettanto soddisfatto di avere Piermarco Locati come presidente: era arrivato il momento giusto per il passaggio, in prospettiva è la scelta migliore per il bene dell’associazione, che deve continuare a crescere. Un’ampia quota del consiglio direttivo è stata confermata, e andremo avanti nel nostro stile, nel segno della continuità e senza lasciare indietro nessuno, portando avanti tutte le iniziative che abbiamo avviato».
«La strada è quella tracciata – aggiunge Piermarco Locati -: gli eventi istituzionali, che per la Famiglia Legnanese sono un pilastro, ovviamente rimangono, e l’obiettivo è crearne altri, anche per allargare la base dell’associazione e creare un veicolo per farla conoscere e per promuovere le sue finalità. L’ultima assemblea è stata molto partecipata rispetto a quelle dei trienni precedenti e soprattutto non c’è mai stato un numero di consiglieri così elevato: tutti, ad eccezione di chi aveva motivi personali o familiari, hanno confermato la propria volontà di continuare ad impegnarsi e a lavorare, e ci sono nuovi consiglieri che possono portare una ventata di novità e allo stesso tempo apprendere i meccanismi. Sono sicuro che tutti saranno propositivi e porteranno il loro contributo, e questo non può che rafforzare la Famiglia Legnanese».
Se la prima “sfida” per il nuovo presidente sarà la conferma e il potenziamento delle iniziative fin qui messe in campo, all’orizzonte per la Famiglia Legnanese, accanto alla cultura, si profila il sociale. «Sono in arrivo momenti difficili – sottolineano Locati e Bononi -, e dovremo cercare di proseguire nel solco di quello che facciamo con il Premio Teresa Merlo, il Premio Marco Minesi e la Spesa Solidale del Collegio dei Capitani e delle Contrade, legati alla solidarietà e al volontariato». «Il mio sogno – aggiunge il nuovo presidente – è che la Famiglia Legnanese riesca a mettere in rete realtà importanti, superando i confini, e a mettere in campo un grande evento benefico per la città: ogni gruppo ha le sue peculiarità, ma riuscire a riunirli darebbe un segnale molto forte. L’obiettivo è che la famiglia sia motore di unione di realtà diverse e possa fare da catalizzatore».










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