Spazio Mondi Migranti è tornata a Trieste per portare nuovi beni di prima necessità
Questa volta i volontari hanno visitato anche il centro diurno, gestito dalla Comunità di San Martino al Campo insieme a una rete di associazioni, portando beni di prima necessità. Il loro racconto
I volontari di Spazio Mondi Migranti sono tornati nuovamente in piazza Libertà a Trieste, chiamata “La Piazza del Mondo” di Trieste per aiutare i migranti in transito lungo la rotta balcanica. Di seguito il loro racconto. Questa volta hanno visitato anche il centro diurno, gestito dalla Comunità di San Martino al Campo insieme a una rete di associazioni, portando beni di prima necessità. Di seguito il loro racconto.

Siamo appena tornati in piazza Libertà a Trieste, per Noi la piazza del Mondo, un luogo solidale e accogliente per chi arriva da altri paesi del Mondo.
Questa volta abbiamo visitato anche il centro diurno, gestito dalla Comunità di San Martino al Campo insieme a una rete di associazioni, consegnando shampoo, bagnoschiuma, spazzolini, farmaci da banco e fatto due chiacchiere con un mediatore culturale. Il centro offre un riparo in estate e inverno, giochi di società, corsi d’italiano, docce e ricariche per i telefoni. Ci siamo poi recati in piazza, dove un’onda di vivacità si è alzata, non appena abbiamo steso il nostro lenzuolo dell’umanità: risate, sorrisi e persone entusiaste di voler scrivere e lasciare un ricordo di sé.
Abbiamo raccolto alcune testimonianze: C’è chi ha definito la piazza “un luogo di incontro tra due mondi”, chi “un incontro di persone diverse, ma anche molto uguali”, Asad, volontario di linea d’Ombra, ha ringraziato chi porta i beni, ma anche ricordato il dramma di chi vive per strada. Lorena, ideatrice della piazza, ha sottolineato come sia “Il più bel laboratorio di vite umane e luogo di resistenza alla violenza di chi ha vissuto sofferenze terribili“.
Il giorno successivo abbiamo visto da lontano i locali pericolanti e devastati del porto vecchio: le emozioni positive del giorno prima, hanno lasciato spazio allo sconforto e la rabbia, per le condizioni in cui vivono le persone che sono in attesa di risposta alla domanda di asilo e vengono abbandonate dal sistema di accoglienza.
Qui, sempre più spesso si consumano gli sgomberi da parte delle istituzioni, che non portano ad una soluzione, ma a far sì che le persone si spostino in altri locali del porto o che vengano rastrellate e deportate in altre regioni, con criteri del tutto casuali.
Noi non ci fermeremo e continueremo ad andare lì, non solo per portare beni di prima necessità, ma per essere testimonianza attiva di chi viene considerato una minaccia e disumanizzato.









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