Elezioni a Legnano, Radice riparte dalle “157 promesse mantenute”. E allarga a coalizione con Fare Centro
A sostenere il sindaco uscente alle elezioni, insieme a PD, Insieme per Legnano, Legnano Popolare e riLegnano, ci sarà la civica di ispirazione centrista Fare Centro con Radice
Quasi sei anni, una pandemia e un PNRR dopo, Lorenzo Radice tenta il bis e si ricandida a sindaco alle prossime elezioni amministrative di Legnano. La candidatura del primo cittadino uscente era nell’aria, mancava sostanzialmente solo l’ufficialità, arrivata all’indomani della firma sul protocollo d’intesa per l’arrivo dell’Università degli Studi di Milano nell’area della ex Manifattura e della presentazione del progetto per la riqualificazione dell’ex sito industriale. Ai blocchi di partenza della corsa elettorale, però, Radice si presenta con una novità rispetto al 2020: a sostenerlo, insieme a Partito Democratico, Insieme per Legnano, Legnano Popolare e riLegnano, ci sarà anche Fare Centro con Radice, civica di ispirazione centrista che si riaggancia all’area del fu Terzo Polo, ovvero quella che nell’arco parlamentare raccoglie forze politiche come Azione, Italia Viva e Partito Liberaldemocratico.
«La mia candidatura arriva dopo un percorso di coalizione – ha sottolineato Radice, che sabato 14 febbraio si è (ri)presentato ufficialmente come candidato sindaco -: in questi anni, al di là di quello che abbiamo fatto, c’è stato un gruppo che nel tempo è cresciuto in consapevolezza, qualità e quantità, permettendomi umanamente e politicamente di andare avanti, lavorando in maniera compatta con la città come unico focus. A fine mandato penso sia importante fare un percorso di analisi e valutazione, anche di critica, ed è quello che abbiamo fatto internamente in questi mesi. La ricandidatura non è stata una scelta scontata, né presa a cuor leggero: non c’è una persona buona per tutte le stagioni, e trovare la persona giusta dipendeva dagli obiettivi fissati dal gruppo. Ora ripartiamo con energia, con carica ma anche con molta più consapevolezza».
La coalizione
Nella coalizione che correrà insieme a Radice, come già all’ultima tornata elettorale, ci saranno PD, Insieme per Legnano, Legnano Popolare e riLegnano, intenzioni a «continuare a meritare la fiducia dei cittadini» a partire da un “pacchetto” di valori «non negoziabili»: «una politica trasparente, concreta, senza retropensieri», con «i necessari confronti» («Qui non ci sono soldatini», ha ironizzato il candidato, riferendosi alle accuse arrivate a più riprese in questi anni dai banchi dell’opposizione») ma con «un’unica visione della città come comunità».
La “new entry” sarà la civica centrista Fare Centro con Radice, che entra in coalizione puntando su «sviluppo economico, giovani e sicurezza». «Fare centro non è un slogan, ma un’indicazione di quello che siamo e di come vogliamo lavorare – ha sottolineato la coordinatrice Paola Barbazza -. In politica è importantissimo un approccio pragmatico, lontano da ideologie che non aiutano ad interpretare il mondo di oggi, e ragionare in modo serio e fuori dagli schemi. Per noi è fondamentale parlare di merito e avere l’onesta intellettuale di riconoscerlo: noi lo riconosciamo nel lavoro che Lorenzo Radice ha fatto. La nostra non è una scelta data da un posizionamento politico nazionale, scegliamo persone e fatti e siamo convinti di poter portare un nostro contributo e integrare la proposta».

Un allargamento che implica un riposizionamento politico? «In questi anni l’approccio non ha guardato agli steccati ideologici – spiega Radice -: abbiamo lavorato per costruire il trampolino per far tornare la città a saltare, e ora la città deve decidere come farlo. La sfida è questa, e affrontarla con nuovi compagni di viaggio allarga le opportunità: il trampolino non è né di destra, né di sinistra. Non ci interessa il campo, vogliamo continuare ad essere la squadra di Legnano e per Legnano, ognuno con la sua identità».
E lo stesso vale per il “campo largo”, sempre più gettonato su scala nazionale ma sfumato a Legnano vista la scelta del polo civico di Amadei di correre in solitaria. «Non c’è una questione di campo, ma di metodo di lavoro e di idee – aggiunge Radice -. Siamo aperti a dialogare con tutti e uno degli elementi di forza in questi anno è stato l’avvicinamento di persone che magari avevano già fatto esperienze in altri gruppi politici. Chi non ha voluto camminare con noi in questi anni, non ha riconosciuto il metodo di lavoro».
“157 promesse mantenute sulle 191 del programma”
Il punto di partenza fissato dalla maggioranza uscente è un percorso di ascolto della cittadinanza – il prossimo gazebo sarà domenica 15 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 in corso Garibaldi, di fronte alla Pasticceria Gobbi, per parlare di edilizia pubblica, servizi sociali, Manifattura, Università e dei cinque anni di governo cittadino – che nei piani della coalizione dovrebbe portare, nell’arco di un paio di mesi, a chiudere il programma elettorale. Programma che riparte da «157 promesse mantenute su 191 fatte».
«In questi cinque anni Legnano ha fatto dei passi importanti – sottolinea Radice -: abbiamo avuto la forza di portare avanti questioni importanti ferme da anni, alcune ormai erano diventate maggiorenni, e di avviare percorsi. Abbiamo costruito una strategia per cogliere finanziamenti e opportunità, portando più di 100 milioni di investimenti e cogliendo opportunità che probabilmente non torneranno. C’era una promessa che era forse la più simbolica per sognare la Legnano del futuro, ed era la Manifattura: in questi giorni siamo riusciti ad avere le condizioni e ora possiamo dire che è quel progetto permetterà alla città di ripartire e fare un altro passo avanti. L’università non era scritta nel programma del 2020, ma è un risultato che apre possibilità per costruire un nuovo ciclo di lavoro e mi spinge a rimetterci la faccia».
Un progetto “simbolo” questa volta, almeno per ora, non c’è, ma qualche “bandierina” sì. E va dal quotidiano, con la necessità di mettere a punto un piano straordinario asfalti e di intervenire sulla carenza di pattuglie notturne, alla larga scala, come un progetto che ridisegni il centro dalla stazione al Sempione grazie al volano della riqualificazione della ex Manifattura e una formula da studiare con la parte privata per dare una risposta ai tanti che chiedono un palazzetto dello sport.










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